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Alle prese col Covid

Maria Luisa ci scrive da Montero

Un caro saluto dalla Bolivia, precisamente dalla zona orientale del paese, Santa Cruz de la Sierra. La Bolivia è conosciuta come il paese con la più grande biodiversità di climi al mondo: se a La Paz il clima è da 3.500 metri sul livello del mare, qui da noi siamo a temperature equatoriali: 35/40 gradi all’ombra o, come in questo periodo dell’anno, piogge tropicali continue, con solo qualche giorno di pausa. Qui è ormai finita l’estate; in febbraio è iniziata la scuola, ancora una volta con la didattica a distanza, per via della seconda ondata del Covid in pieno svolgimento. Parlare di didattica a distanza in un paese come la Bolivia non è sicuramente paragonabile alla realizzazione della DAD in Italia. Questa vignetta, apparsa sui social rende l’idea più di mille parole (“A chi gli tocca... oggi segue le lezioni”).

Immaginate: famiglie con mediamente sei o sette figli in età scolare, con un solo smartphone di seconda categoria, come possono fare in modo che tutti seguano le lezioni regolarmente? Queste sono le conseguenze sociali del Covid da questa parte del mondo: aumento delle disuguaglianze, crescita della mancanza di opportunità per i bambini e i ragazzi di accedere a un diritto fondamentale come l’educazione. In un contesto così difficile, sono tanti i maestri ed educatori che si fanno in quattro per preparare materiale cartaceo per chi non può accedere alle piattaforme digitali, e lo consegnano casa per casa. Anche nel nostro Centro, dove aiutiamo circa 200 bambini e ragazzi in situazione di povertà o addirittura miseria, gli educatori stanno preparando materiale didattico, su richiesta delle famiglie che non sono in grado di accedere alle proposte della scuola. A questa situazione si aggiunge un clima politico in continua tensione ed evoluzione che, purtroppo, non aiuta ad affrontare l’emergenza sanitaria in maniera incisiva. Per cui la seconda ondata del Covid sta colpendo duramente il paese. Una dottoressa della Croce Rossa che sta visitando casa per casa le famiglie del nostro barrio per sensibilizzare sulle misure di prevenzione, ci ha detto che la maggior parte delle persone arriva in ospedale ormai in punto di morte. Si tratta di una realtà dura, difficile da capire e complessa da affrontare, soprattutto per la nostra gente.

Noi missionarie, per dirla con san Paolo, stiamo cercando di affrontare questa situazione “con lo scudo della fede, l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la Parola di Dio” (cf. Ef 6, 16-18). Sappiamo che c’è una Chiesa madre che ci ha inviate, ci accompagna e ci sostiene con la preghiera e con l’affetto: queste certezze ci danno forza per poter dare speranza a tutte le persone che fanno parte della nostra missione.

Grazie di cuore a tutti voi e... continuate ad accompagnarci.

Maria Luisa

Primo piano

«Artefici del presente, responsabili del futuro. Queste parole-slogan ci hanno accompagnato in quest’ultimo anno e oggi abbiamo la gioia di poterle ripetere insieme. Siamo qui per rendere grazie al Signore per il dono di padre Luigi Faccenda, francescano conventuale e fondatore della nostra Famiglia consacrata, nel centenario della sua nascita e nel 16° anniversario della sua morte...».

Il saluto della direttrice generale Giovanna Venturi.

 

Come aiutarci

Ha dato a tanti la gioia di toccare con mano un miracolo, fra questi ci sono anch’io.

"...A questa situazione si aggiunge un clima politico in continua tensione ed evoluzione che, purtroppo, non aiuta ad affrontare l’emergenza sanitaria in maniera incisiva".

Vorrei condividere alcune delle piccole esperienze quotidiane della nostra missione.

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