Testimonianze di chi l'ha conosciuto da vicino nella vita e nelle missioni.
La sera del 16 ottobre 1917, ci incontrammo nella stanza accanto a quella del padre rettore e Massimiliano lesse, da un piccolo foglio di carta, il programma che lui stesso aveva delineato... Io fui il primo a firmarlo, poichè ero già stato ordinato sacerdote ed ero il più anziano. Mi sembra che Massimiliano abbia firmato per ultimo. Non so se questo foglio sia stato conservato... Sarebbe molto interessante perchè dimostra come Massimiliano non desse alcuna attenzione all'esteriorità, dal momento che usò un piccolissimo pezzo di carta per lanciare un così grande progetto.
Padre Pal
Massimiliano rifiutava di essere fermato da ostacoli; le più ardue difficoltà gli sembravano niente. La sua passione, il suo tormento erano tre realtà principali: l'unità delle Chiese, la purezza di vita delle persone e la partecipazione di tutti alla santità di Dio. A questi scopi egli dedicò tutte le sue energie.
Arzili, amico di Kolbe
Nonostante fosse molto malato e fosse ricoverato lui stesso in un altro edificio, era un vero samaritano. In qualsiasi momento lo chiamassi, veniva sempre immediatamente. Molte volte questo succedeva in piena notte o durante delle tempeste di neve, e quando lui stesso poteva avere la febbre. Nel caso dei morenti, notavo che spesso accorreva senza essersi preso il tempo di vestirsi adeguatamente contro il freddo. Ricordo che una notte c'era un violento nubifragio quando gli telefonai e gli dissi che non c'era tempo da perdere. Arrivò con la Comunione per una ragazza che stava morendo, senza preoccuparsi minimamente della pioggia o del fango. E se ne andò felice.
Anna Gibas, infermiera al sanatorio degli studenti
Poichè aveva solo un polmone, aveva difficoltà a respirare, e questo gli procurava spesso dei tremendi mal di testa, ma da lui non usciva nemmeno una parola. Non si lamentava mai. D'altra parte, se uno di noi si ammalava, stava con lui anche ventiquattro ore se era necessario, per vedere se poteva dare un qualsiasi conforto. Trascurava se stesso, ma mai gli altri.
Fra' Giovanni Dagis
Era davvero la persona più felice quando regnava la più grande povertà. Diceva che un Ordine religioso deve essere una scuola per i santi, per cui il convento deve irradiare semplicità, penitenza e povertà.
Padre Anselmo
Venne da me prima di mezzogiorno e mi chiese di dargli il permesso di andare in Oriente... Rimasi sconcertato. Gli dissi che dovevo pensarci, consultare altri e poi avrei preso una decisione. Prima di tutto lui era malato e, secondo, non sapeva neanche esattamente dove andava. Eppure padre Massimiliano aveva questo dono: quando proponeva qualcosa, lo faceva in modo così chiaro, con una tale convinzione e una tale fede, che era difficile per me oppormi alle sue richieste. Così alla fine accettai, assumendomi io la decisione.
Padre Czupryk
Per quanto riguarda il pubblicare un giornale in giapponese, il vescovo disse che era impossibile, finché il nostro gruppo non avesse imparato la difficile lingua, quindi sarebbero passati molti anni. Altri missionari che vollero dedicarsi alla stampa, avevano assunto traduttori e tipografi giapponesi. Nessuno credeva che gli europei avrebbero potuto imparare quella lingua fino al punto di comporre loro stessi! Solo padre Kolbe ebbe l'idea che noi avremmo dovuto impararla! Ed è così che io fui in grado di preparare i caratteri per la stampa in giapponese, per la meraviglia dei tipografi locali. Però l'idea era stata tutta di padre Massimiliano.
Fra' Giovanni Dagis
I fratelli sono pieni di spirito di sacrificio. Fanno volentieri tutto quello che viene loro chiesto. Anche la carità fraterna è notevole. E questo non perché io gliela abbia insegnata...: è il risultato delle direttive di padre Kolbe.
Padre Czupryk
Padre Kolbe era un uomo che amava il progresso. Diceva: "Se Gesù o san Francesco fossero vivi, userebbero la tecnologia moderna per raggiungere gli uomini". Così, prima della seconda guerra mondiale, Niepokalanów aveva una stazione radio, si stava preparando per avere la televisione, aveva un piccolo quotidiano...
Fra' Bart
Dal punto di vista tecnologico Niepokalanów era ad un livello molto alto. Un certo numero di invenzioni furono anche adottate dalle industrie polacche, tra le quali la più importante fu forse la macchina elettrica per stampare gli indirizzi... C'erano anche macchine delle quali venivano prodotte le singole parti. Per esempio, erano i Fratelli stessi che producevano le parti delicatissime della macchina per etichette, che facevano i caratteri a stampa, ecc. Niepokalanów era una delle più moderne tipografie in Polonia, con tre rotative... Padre Massimiliano, che era appassionato di tecnologia moderna, era l'anima dello sviluppo tecnologico. Nei suoi progetti futuri c'era la costruzione di una cartiera e di un campo di aviazione per snellire il servizio per i nostri lettori. Infatti, quando scoppiò la guerra, due Fratelli stavano seguendo il corso per piloti a Varsavia.
Padre Vojcik, redattore
Nella gestione di questo complesso favoloso, padre Massimiliano era straordinariamente preciso e brillante, era un eccellente organizzatore e un saggio gestore del personale, capace di scegliere i suoi collaboratori.
Padre Stryczny
Padre Kolbe era aperto ai suggerimenti di tutti. C'erano infatti cassette per i suggerimeti sparse in tutto il convento. Avevamo incontri di comunità, come anche incontri per i gruppi, nei quali venivano discusse le migliori tra le idee pervenute e dove ne venivamo proposte altre.
Fra' Bartolomeo
C'erano lunghe file di persone alla sua porta. Ascoltava ognuno con molta pazienza. Se l'argomernto era piacevole, si accarezzava la barba, sorridendo bonariamente.. Se l'argomento non era piacevole, sgranava il Rosario e pregava in silenzio... Se il problema sembrava non avere soluzione si inginocchiava insieme al frate in difficoltà per chiedere l'intercessione della Madonna.
Fra' Junentyn
Non c'erano dubbi che fosse il capo spirituale e l'anima di tutto il convento, ma per molti versi sembrava solo un normalissimo francescano, calmo, timido, e dalla voce gentile. Quando ci parlava il suo messaggio tendeva sempre alla semplicità... Diceva: "Miei cari, cari fratelli, la nostra cara, piccola Madre, l'Immacolata, può fare tutto di noi. Siamo i suoi figli. Rivolgiamoci a lei. Lei vincerà ogni cosa". Parlava così, non come uno che parlava di una persona spirituale, ma come un figlio che parla di una madre che ama affettuosamente. Era sempre questo il suo messaggio.
Dottor Wilk
Malgrado i suoi impegni, Padre Massimiliano era uomo di profonda e costante preghiera. Era sua abitudine stare inginocchiato per molto tempo... prima di prendere decisioni importanti oppure... davanti a situazioni difficili. Infinite volte alzava gli occhi all'Immacolata, della quale aveva una piccola statua sul suo tavolo. Amava la Madonna e riponeva un'assoluta fiducia nella sua intercessione.
Padre Stryczny
Testimonianze da: Patricia Treece, Massimiliano Kolbe. Il Santo di Auschwitz, Edizioni Immacolata (acquistabile online)