IT EN ES

Non cade foglia...

Tutto quello che succede è voluto da Dio?

Quando parliamo di Dio, a cosa/a chi pensiamo? Qual è l’immagine che abbiamo di Lui? In quale Dio/dio crediamo? Una delle opportunità che ci sta offrendo il dramma di questa pandemia globale è l’averci costretto ad andare alla radice della nostra fede e delle nostre relazioni: con gli altri, con la terra, con noi stessi e con Dio.

Come tempo fa scriveva Francesco Cosentino, «In questo tempo difficile e sofferto si sono potuti constatare due modi di pregare, che in qualche modo rivelano l’immagine di Dio che ci portiamo dentro: una preghiera rivolta al Dio dell’amore, per ricevere la forza di attraversare questa situazione...; un’altra preghiera, invece, segnata dal sentimentalismo o dalla superstizione, che si appella a Dio perché, magari con un evento straordinario e miracoloso e perciò “saltando” la natura, la medicina e la scienza, ci risolva il problema e ci dia salute e guarigione. Peggio ancora, poi, quando questa preghiera ha invocato il perdono dei peccati nella blasfema convinzione che, magari, se è arrivata una pandemia è certamente per un castigo divino...».

Se nel mio modo di affrontare la quotidianità parto dal presupposto che “non cade foglia che Dio non voglia”, è importante che mi chieda se mi porto dentro l’immagine di un dio (minuscolo!) più despota che padre, che spesso sembra ingiusto, capriccioso, una minaccia per la mia vita; qualcuno da temere più che da amare; da cui difendermi o nascondermi più che cercare. Questa mentalità – purtroppo ancora molto diffusa – rivela una religiosità “pagana”, moralista, dominata dalla paura, preoccupata ossessivamente del peccato e per lo più rivolta a un Dio rigido, severo, che esige da noi la perfezione e ci carica di pesi e di sensi di colpa, che castiga e chiede sacrifici. Ma questo non è il Dio che ci ha rivelato Gesù con la sua vita, morte e risurrezione. Egli «ci ha svelato un solo volto di Dio: il Dio dell’amore che ha cura di noi e vuole la nostra totale liberazione e felicità. Dio non manda il male, né lo permette per fini educativi, né lo tollera. Egli non ci salva dal dolore, ma lo attraversa con noi, lo illumina, lo trasforma dal di dentro impegnandosi a liberarci e farci risorgere sempre. Anche se ciò gli costa la vita».

Allora quando il detto "Non cade foglia che Dio non voglia" si riferisce alla convinzione che la bontà e onnipotenza di Dio sanno trasformare ogni evento in grazia, per la salvezza integrale dell’uomo e del cosmo, anch’esso può dare senso e speranza a ogni umano soffrire. E con Gesù posso dire: «Padre, sia fatta la tua volontà», perché so che tutto, ma proprio tutto concorre al bene di chi ama e crede in questo Dio (cf. Rom 8,28).

(dalla rivista Missione Maria, giugno 2021)

Rossella Bignami - Casa di preghiera "Ecco tua Madre"

 

Primo piano

Quando parliamo di Dio, a cosa/a chi pensiamo? Qual è l’immagine che abbiamo di Lui? In quale Dio/dio crediamo? Una delle opportunità che ci sta offrendo il dramma di questa pandemia globale è l’averci costretto ad andare alla radice della nostra fede e delle nostre relazioni: con gli altri, con la terra, con noi stessi e con Dio.

Egli ci ha svelato un solo volto di Dio: il Dio dell’amore che ha cura di noi e vuole la nostra totale liberazione e felicità. Dio non manda il male, né lo permette per fini educativi, né lo tollera. Egli non ci salva dal dolore, ma lo attraversa con noi, lo illumina, lo trasforma dal di dentro impegnandosi a liberarci e farci risorgere sempre. Anche se ciò gli costa la vita.

Come aiutarci
Loading…