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La storia di Neusa

dal Brasile

Sono nata in una famiglia molto povera, nella città di Salinas in Minas Gerais, Brasile. Abbiamo sempre avuto una vita difficile e, nella mia infanzia, tante volte ho visto mia madre piangere, nascosta in un angolo della casa, perché non aveva niente da darci da mangiare. Mio padre era una persona nervosa e molte volte ci picchiava perché, diceva, il figlio di un povero non può “perdere tempo” a studiare... il figlio di un povero deve lavorare per sopravvivere, perché così gli era stato insegnato.

Ricordo che ero ancora piccola ma non potevo più sopportare di essere così bisognosa, sognavo disperatamente di avere una vita migliore e di poter aiutare la mia famiglia almeno a sopravvivere. Così, a 17 anni, mi sono fatta coraggio e, con il cuore colmo di tristezza e paure, ho lasciato la mia famiglia, le mie radici, e sono andata a San Paolo per cercare un lavoro che trasformasse i miei sogni in realtà. Nonostante mille difficoltà, il lavoro è arrivato. Prima, come addetta alle pulizie in un’agenzia di collocamento, dove i soldi che guadagnavo a malapena bastavano per pagarmi il pranzo. Poi, come domestica in una casa dove, per me, c’erano solo urla, umiliazioni e tanta sofferenza.

Ma il coraggio mi è venuto incontro per la seconda volta; sono andata via e finalmente ho trovato il miglior lavoro che avessi mai avuto: tata di due bambini. Grazie ai piccoli risparmi, dopo 5 anni sono riuscita a tornare nella mia città, a tornare da mia madre che si era gravemente ammalata, a pagare le spese per curarla e fare qualcosa di buono per lei. Qualche mese dopo però lei è morta e io, sola e persa nel mio dolore, mi sono ritrovata a vendere prodotti per la strada, a vivere in una favela con mio marito e a diventare mamma di 5 figli. Il circolo sembrava ripetersi all’infinito; di nuovo la mia vita e quella dei miei figli si scontrava con povertà, miseria, fame, privazioni e sogni ai quali aggrapparsi per non cadere.

Eppure è accaduto l’impossibile... Abbiamo incontrato lungo il nostro cammino il Centro Sociale Maximiliano Kolbe a Riacho Grande. E da allora la nostra vita è cambiata. Da allora abbiamo ogni giorno cibo per sfamare i nostri bambini, abbiamo la possibilità di mandarli a scuola, abbiamo una nuova prospettiva e un futuro tutto da costruire. Per me questo posto è una luce per i miei figli, una luce di speranza che, grazie a tante persone speciali e generose, illuminerà i loro passi e li guiderà a realizzare i sogni più belli.

Neusa

 

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  Centro Social Maximiliano Kolbe

 

 

Primo piano

Partire diventa davvero un punto di partenza. Sulla strada si fanno incontri di vita, s’instaurano relazioni, si realizza la nostra missione di essere “lievito nel mondo”, come lo è stata Maria nei suoi viaggi insieme a Gesù e agli apostoli. E allora, eccomi, Signore, mi fido di Te, sono pronta a mettere i miei piedi sulle tue orme, sono pronta a partire.

Katia

Come aiutarci

Il Centro accoglie quattro giorni alla settimana i bambini e gli adolescenti residenti in alcuni barrios di Montero

È uno spazio di accoglienza e promozione umana rivolto alle famiglie della zona di Riacho Grande, San Paolo. L’obiettivo è di contribuire allo sviluppo integrale dei bambini, adolescenti e giovani che si trovino in situazioni di vulnerabilità e rischio sociale, attraverso attività socioeducative.

Ė un grembo accogliente dove tante famiglie trovano sostegno e amicizia, dove viene valorizzata l'unicità di ogni persona, dove si spera, si ama, si lavora, insieme.

Spazi accoglienti di promozione umana, aiuto concreto alle famiglie più povere, formazione e sostegno educativo

Ecco noi siamo qui per mettere insieme le nostre gocce d’acqua e le gocce cominciano dal cuore.

Ha dato a tanti la gioia di toccare con mano un miracolo, fra questi ci sono anch’io.

"...A questa situazione si aggiunge un clima politico in continua tensione ed evoluzione che, purtroppo, non aiuta ad affrontare l’emergenza sanitaria in maniera incisiva".

Vorrei condividere alcune delle piccole esperienze quotidiane della nostra missione.

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