Elena Zini, missionaria dell’Immacolata Padre Kolbe, è rientrata in Italia dopo quasi 20 anni di missione in Bolivia. È vissuta a Montero, qui ha lavorato con passione e determinazione nella lotta contro l’aborto e la violenza sulle donne.
Nata a Trissino in provincia di Vicenza e con oltre 30 anni di vita consacrata alle spalle, Elena arriva a Montero nel 2006 presso il Centro Pastoral “Virgen de Cotoca” delle missionarie. È qui che inizia il suo prezioso lavoro in difesa della vita nascente e della famiglia. Il problema di Montero, racconta Elena, erano gli aborti in età adolescenziale. Nella maggior parte dei casi le giovanissime provenivano da situazioni di grande disagio sociale e il loro futuro veniva irrimediabilmente compromesso dal fatto di ritrovarsi incinte troppo presto. Spesso le adolescenti portavano avanti la gravidanza in solitudine, perché abbandonate dai loro partner e talvolta senza più neppure il sostegno delle famiglie.
I Padri francescani della parrocchia di Nostra Signora della Mercede a Montero, invitano Elena per un momento di catechesi dopo la Messa. Negli incontri Elena presenterà i quattro capitoli dell’Evangelium Vitae, l’enciclica di papa Giovanni Paolo II del 1995 sul valore e l’inviolabilità della vita umana. Viene invitata nelle case da alcune mamme per parlare dei problemi e dei bisogni delle famiglie. È così che nasce “Ama y Salva la Vida”, un Movimento per la vita che cercherà di offrire una risposta concreta al problema delle gravidanze in giovane età, al bisogno educativo di difendere e accompagnare la vita fin dal concepimento e all’urgenza di dare sostegno alle madri in situazioni di vulnerabilità.
Dopo i primi passi gli iscritti al Movimento sono più di 50; si moltiplicano gli incontri di formazione per sensibilizzare i giovani e le famiglie all’accoglienza e alla difesa della vita; una volta al mese Elena organizza le Celebrazioni della vita nelle due parrocchie e nelle numerose chiese locali di Montero; viene invitata nelle scuole e nelle parrocchie di Santa Cruz; collabora con il “Progetto Gemma" nella ricerca di persone disponibili ad attivare un’adozione prenatale a distanza, che con un contributo minimo salva un bambino dall'aborto.
L’8 marzo 2026 l'Arcidiocesi di Santa Cruz ha celebrato la Messa di ringraziamento per Elena, ha riconosciuto la sua missione e i 20 anni di servizio sociale e spirituale nel comune di Montero e di Santa Cruz, ha colto come la sua presenza in Bolivia sia stata un segno concreto dell'amore di Dio per i più fragili. Il suo servizio ha lasciato un segno profondo nella vita di molte famiglie, e soprattutto nei bambini.
Nella Giornata Internazionale della donna anche il Comitato Civico Femminile di Santa Cruz, che lavora per la parità e l’emancipazione della donna soprattutto in ambito universitario, ha conferito ad Elena il premio “Mulier Internacional 2026” in riconoscimento del suo prezioso impegno sociale.
Ha gli occhi e il cuore pieni di gioia Elena quando dice: “La Madonna di Guadalupe apparsa incinta è la patrona mondiale dei non nati e della vita, era lei che agiva attraverso di me ed ero io che portavo ovunque la cultura della vita”.
Giuseppina M.
