IL 25 marzo, annunciazione del Signore, è la “solennità dell’Incarnazione del Verbo”.
La data del 25 marzo è antica sia in oriente che in occidente, sia per la corrispondenza con il Natale (nove mesi di gestazione), sia perché era la data dell’equinozio di primavera, che fin dai tempi di Tertulliano (II-III sec) era considerato il giorno della creazione del mondo e della concezione di Cristo. La solennità dell’annunciazione è, pertanto, primariamente festa di Cristo, ma è sempre stata ed è ancora: “festa congiunta di Cristo e della Vergine”.
Due misteri celebra, infatti, questa solennità:
Celebra, inoltre due “fiat” salvifici: di Cristo e di Maria:
- Il “fiat” salvifico del Verbo incarnato che entrando nel mondo dice: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: "Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà".” (Ebr 10,5-7; cf. Sal 39,8-9).
- Il fiat generoso di Maria che diviene, per opera dello Spirito Santo, Madre di Dio, ma anche madre dei viventi (in riferimento ad Eva).
Celebra ancora l’inizio della redenzione e dell’indissolubile e sponsale unione della natura divina con la natura umana nell’unica persona del Verbo, avvenuta nel seno della Vergine, per cui Maria appare vera arca dell’alleanza, tenda del Verbo, e vero tempio di Dio.
Questa festa fa anche memoria del momento culminante del dialogo di salvezza tra Dio e l’uomo: Cristo si fa uomo; Dio parla con Maria e fa memoria del consenso libero e attivo di Maria e del suo concorso al piano della redenzione.
Vedere come Maria ha abitato la sua storia quotidiana ci può aiutare a fare pace con il nostro vissuto di ogni giorno, facendoci scorgere lo straordinario nell’ordinario...