1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
  1. IT
  2. EN
  3. ES
  4. FR
  5. PT
  6. PL
Contenuto della pagina

MILIZIA MARIANA

PRIMO PIANO

Attualità ecclesiale

Relazione sul sinodo sulla famiglia
Questaè la Chiesa, la Madre fertile e la Maestra premurosa, che non ha paura di rimboccarsi le maniche per versare l’olio e il vino sulle ferite degli uomini.

Pubblicato il 1 novembre 2014

 

Dopo la pubblicazione della Relazione sul Sinodo straordinario sulla famiglia: “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”(5-9 ottobre 2014), si è aperto un spazio di scambio e di confronto in cui tutti i credenti del mondo, dai pastori agli ultimi fedeli, sono chiamati ad approfondire questo tema in preparazione al Sinodo ordinario sulla famiglia che si terrà nel 2015.

Positiva l’esperienza fatta dai padri come ha ben spiegato il card. Valdrini: «I vari partecipanti hanno espresso posizioni diverse nella totale libertà. È questo un segnale positivo alla luce del Sinodo ordinario del prossimo anno».

Gli interventi in aula non hanno messo in dubbio la dottrina cattolica sul matrimonio. Ciò che è stato messo al centro è soprattutto l’aspetto pastorale. Fisichella, prefetto della Congregazione per la nuova evangelizzazione, ne ha parlato chiaramente: «La vera preoccupazione è pastorale: come dare il segno dell'accoglienza, di una Chiesa che è chiamata a camminare accompagnando gli uomini e le donne di oggi, senza escludere nessuno,rimanendo nell'insegnamento di Gesù? Questa è la vera sfida (…) trovare dei linguaggi, delle forme, delle espressioni e dei comportamenti che siano più possibile segno di vicinanza della Chiesa e non di esclusione».

«Grembo di gioie e di prove, di affetti profondi e di relazioni a volte ferite, la famiglia è veramente "scuola di umanità"»si afferma nell’introduzione, e perciò si invitala Chiesa «ad annunciare senza sosta e con convinzione profonda il"Vangelo della famiglia"».

La prima parte analizza il contesto socio-culturale e mette in guardia da «una delle più grandi povertà della cultura attuale» che«è la solitudine, frutto dell’assenza di Dio nella vita delle persone e della fragilità delle relazioni».

La seconda parte mostra la bellezza del progetto divino sulla famiglia. Assumere questa prospettiva significa considerare ad esempio «l’indissolubilità del matrimonio» non come un «"giogo"… bensì come un "dono" fatto alle persone unite in matrimonio».

Riguardo alle unioni irregolari, la sfida consiste nell’accompagnare queste persone facendo loro sentire la bontà di Dio che cammina con loro: «accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza,come la luce del faro di un porto o di una fiaccola portata in mezzo alla gente per illuminare coloro che hanno smarrito la rotta o si trovano in mezzo alla tempesta». 
Non si tratta di buonismo ma di misericordia: «L’amore misericordioso… invita alla conversione. Così nello stesso modointendiamo l’atteggiamento del Signore, che non condanna la donna adultera, male chiede di non peccare più»


Nella terza parte si esaminano alcune prospettive pastorali sottolineando un criterio base: «Decisivo sarà porre in risalto il primato della grazia, e quindi le possibilità che lo Spirito dona nel sacramento» e «proporre valori», non tanto una serie di norme.

Ribadita la necessità di guidare le coppie nel cammino di preparazione al matrimonio, e di accompagnarle nei primi anni della vita matrimoniale. Riguardo alla cura pastorale di coloro che vivono nel matrimonio civile o in convivenze, ciò che è richiesto è un atteggiamento“costruttivo”«cercando di trasformarle in opportunità di cammino verso la pienezza del matrimonio e della famiglia alla luce del Vangelo». 
Importante anche la proposta di curare le famiglie ferite (separati, divorziati non risposati, divorziati risposati,famiglie monoparentali) con «scelte pastorali coraggiose» e «cammini pastorali nuovi, che partano dall’effettiva realtà delle fragilità familiari».
A conclusione, il Pontefice, sottolineando il bel clima vissuto al sinodo come "cammino insieme", ha messo in guardia da alcune tentazioni: l'irrigidimento o stile (tradizionalismo),che si chiude nella norma e non apre alle sorprese dello spirito; il buonismo distruttivo (progressismo)«che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle; che tratta i sintomi e non le cause e le radici». E ancora: «La tentazione di scendere dalla croce, per accontentare la gente, e non rimanerci, per compiere la volontà del Padre; di piegarsi allo spirito mondano invece di purificarlo e piegarlo allo Spirito di Dio».

Papa Francesco ha espresso riconoscenza ai padri per essere stati franchi e avere anche vissuto momenti di confronto più teso, sempre però nella ricerca del bene delle anime e «senza mettere mai in discussione le verità fondamentali del Sacramento del Matrimonio: l'indissolubilità, l'unità, la fedeltà e la procreatività,ossia l'apertura alla vita» 

 
Ha ricordato che l’unità e l’armonia sono garantite dall’azione dello Spirito Santo operante nel collegio dei vescovi e ha concluso augurando a tutti, nell’anno che separa dal Sinodo del 2015, di «maturare,con vero discernimento spirituale, le idee proposte e trovare soluzioni concrete a tante difficoltà e innumerevoli sfide che le famiglie devono affrontare; a dare risposte ai tanti scoraggiamenti che circondano e soffocano le famiglie».

 

Archivio Primo Piano

Sfoglia gli articoli dell'archivio

 

Sommario dell'ultimo numero

.
 

Copia omaggio

Per ricevere una copia omaggio telefona al n. 051.84.50.02 oppure RICHIEDILA QUI