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La violenza si vince con la pace

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C’è perciò una forza subdola e attiva che spinge alla divisine e all’odio approfittando del caos e del disordine: “il maligno va di notte a seminare la zizzania, nel buio, nella confusione; lui va dove non c’è luce per seminare la zizzania”.
Riflettendo sulla pazienza di Dio, poi, papa Francesco ne sottolinea l’aspetto attivo e costruttivo: “la pazienza evangelica non è indifferenza al male; non si può fare confusione tra bene e male! Di fronte alla zizzania presente nel mondo il discepolo del Signore è chiamato a imitare la pazienza di Dio, alimentare la speranza con il sostegno di una incrollabile fiducia nella vittoria finale del bene, cioè di Dio”.
Una fiducia che passa attraverso un impegno reale, come ha ribadito a Betlemme, nel corso del recente viaggio in Terrasanta: “È giunto il momento per tutti di avere il coraggio della generosità e della creatività al servizio del bene, il coraggio della pace, che poggia sul riconoscimento da parte di tutti del diritto di due Stati a esistere e a godere di pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti» (Discorso del Papa a Betlemme, 25.05.2014).
Papa Francesco conclude il suo discorso facendosi vicino a quanti sono perseguitati a causa della fede e della violenza: “io so quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male! Vi esorto,inoltre, a perseverare nella preghiera per le situazioni di tensione e di conflitto che persistono in diverse zone del mondo, specialmente in Medio Oriente e in Ucraina. Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace! Preghiamo in silenzio, chiedendo la pace”.