"Chiedete e otterrete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto" (Mt.7, 7-11)
Guida:
"Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Gv. 8,12)
Tutti: Tendo la mano, mendicante di luce, e prendo te come si prende per la notte una lampada, e tu diventi la nube che dissipa il buio.
Guida:
"Chi beve dell'acqua che io gli darò...diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna" (Gv. 4, 14)
Tutti: Tendo la mano, mendicante di speranza, e prendo te come si prende per l'estate una fonte, e tu diventi il torrente d'una vita eterna.
Guida:
"Il regno di Dio è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra" (Mt. 13, 45-46)
Tutti: Tendo la mano, mendicante di te, e io ti prendo come si prende la perla d'un amore, e tu diventi il tesoro per la gioia del prodigo.
Guida:
"Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla" (Gv. 15, 5)
Tutti: Tendo la mano, mendicante di Dio, e prendo te ma tu ora prendi la mia nella tua mano, e io divento l'inviato a chiunque ti cerca.
PROCLAMAZIONE DEL VANGELO (Mt. 7, 7-11)
Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!
SILENZIO
Abbiamo ascoltato da Gesù che per seguirlo occorre rinnegare noi stessi, prendere la nostra croce quotidiana e che è importante entrare nella legge dell'Amore cioè caricarsi il suo giogo sulle nostre spalle.
Per quanto Gesù ci abbia fatto capire che il rinnegamento è l'unica via possibile per salvare la nostra vita e ci abbia rassicurato che il suo giogo è leggero, noi tutti facciamo l'esperienza di trovarci assai spesso in debito d'ossigeno nel nostro cammino dietro a Lui.
La breve pagina di questa sera è un passo deciso verso il cuore del nostro cammino.
Abbiamo appena ascoltato un brano del Vangelo di Matteo che ne parla direttamente e ci esorta a pregare con insistenza certi di ottenere, trovare, avere risposta al nostro bussare. In altre parole Gesù stasera viene a dirci che conosce la nostra fatica del viaggio e ci esorta ad attingere l'ossigeno dal prezioso strumento della preghiera.
CHIEDERE CON FEDE
Eppure se pensiamo alla nostra esperienza ci accorgiamo che ogni giorno noi chiediamo a Dio qualcosa. Anzi, forse è proprio la richiesta di cose e di aiuto al Signore, la forma di invocazione più presente nella nostra vita. Considerata in questo modo, quindi, questa pagina di Vangelo suona quasi come una presa in giro o una frustrazione in più. Il Signore mi chiede di insistere nella preghiera ma...io lo faccio da anni e non ho risposta.
Perché ?
La risposta più facilmente applicabile alla nostra situazione è che non otteniamo ciò che chiediamo perché non vogliamo veramente ciò che domandiamo, oppure non chiediamo bene, o ancora vogliamo ciò che non è bene per noi.
San Giacomo, nella sua Lettera scrive: "Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri" (Gc. 4, 2-3) .
Gesù ci chiede prima di tutto la fede. In un altro passo del Vangelo di Matteo si legge:
"Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera lo otterrete"(Mt.21, 22).
A chiedere siamo tutti capaci ma è nel chiedere con fede che vacilliamo. Gesù ci insegna che la risposta di Dio è sicura quando c'è la preghiera piena di fede. E' la fede la chiave della preghiera. "Chiedete con fede", insiste Gesù, perché è proprio quello che quasi sempre manca alla nostra preghiera. Noi chiediamo fin troppo! Ma con troppa poca fede, qualche volta senza fede.
Se spediamo una lettera ci preoccupiamo moltissimo di mettere francobolli e indirizzo: tutti sappiamo che cosa accade alla nostra lettera se non mettiamo né francobolli né indirizzo. Ora, è la fede l'elemento essenziale della nostra preghiera. Chiedere non basta, come scrivere la lettera non basta.
Per chiedere con fede non basta dir parole. Per chiedere con fede non bastano pochi istanti. Ci vuole invece tutta un'atmosfera di intimità con Dio. Per chiedere con fede ci vogliono convinzioni profonde su Dio e sulla nostra debolezza e impotenza. Per chiedere con fede ci vuole umiltà .
Gesù ci assicura che chi chiede ottiene, chi cerca trova, a chi bussa sarà aperto. Però, nelle nostre necessità materiali ci sono settori in cui non saremo mai sicuri dell'esaudimento della nostra preghiera anche se è fatta con fede. Certe croci, infatti, ci sono necessarie come il pane! E Dio che ci ama, non risponde. L'ha fatto anche con Gesù quando, al Getsemani, ha chiesto di essere liberato dall'umiliazione della croce.
Ma ci sono settori immensi delle nostre necessità in cui sappiamo con certezza che Dio ci vuole esaudire se preghiamo con fede. Lo vuole più intensamente di quel che lo vogliamo noi, come: guarire dai mali dello spirito, da cattive abitudini, da negligenze gravi e inveterate, dalla pigrizia, dall'egoismo, dall'orgoglio; uscire, insomma, dai nostri peccati.
Un giorno fu chiesto a una grande guaritrice, Catherine Khulman, come si fa a chiedere con fede. Ella rispose così: "Non dovete guardare al vostro male, ma a Dio! Alzate lo sguardo a Dio, non immergetelo nel vostro male! Quasi sempre noi non abbiamo fede perché il centro della nostra attenzione, quando chiediamo, non è affatto Dio, ma il nostro problema. Se il problema per cui preghiamo diventa più importante di Dio, allora è quasi sicuro che la nostra fede vacilla".
Per rendere ancora più convinti della risposta di Dio, l'evangelista Matteo pone una sorta di interrogativo dicendo: "Chi tra voi se un figlio gli chiede un pane darà una pietra o se gli chiede un pesce darà una serpe?" Precisa poi che se questo non succede tra gli uomini, tanto meno con Dio. Infatti ad essere cattivi sono gli uomini, non Dio. Eppure anche fra gli uomini brillano raggi della indelebile bontà di Dio, tanto che essi desiderano dare ai loro figli ciò di cui hanno bisogno. A maggior ragione Dio, che è perfetto nella sua paternità , sa dare cose buone ai propri figli. L'evangelista Luca specifica che questo Padre dà ai figli lo Spirito Santo, la cosa buona per eccellenza, la vita stessa di Dio. Il Suo amore.
PREGARE CON COSTANZA
Ciò che è davvero fondamentale perché noi arriviamo a pregare con fede ed è anche ciò che vogliamo assumere come atteggiamento è la costanza (o la perseveranza) nella preghiera. Occorre essere costanti nel chiedere, nel cercare e nel bussare. Una malattia del nostro tempo è la discontinuità : facciamo le cose fino a che ci piacciono e ci attirano. Quando diventano impegnative, faticose, monotone, le lasciamo perdere. Con la preghiera non possiamo fare così.
La costanza è espressione di fede. Quando siamo costanti nel pregare, quasi sempre è perché crediamo che Dio ci può esaudire.
La costanza è anche espressione di speranza: quando siamo tenaci nel chiedere, quasi sempre è perché speriamo che Dio risponderà .
La costanza, quasi sempre, è espressione di buona volontà , quindi di amore.
Ma qualche volta Dio ritarda a rispondere. I ritardi di Dio nell'esaudirci sono molto importanti perché maturano i problemi e ci maturano ai problemi, fanno crescere nell'umiltà e nell'abbandono in Dio, ci fanno tirar fuori la nostra parte di collaborazione nelle cose che chiediamo, ci danno spesso luce nuova, sulle nostre responsabilità , ci allenano alla buona volontà , rafforzano la fede.
Non è Dio che ha bisogno di insistenza, siamo noi che ne abbiamo bisogno, per guarire appunto da ciò che impedisce a Dio di venirci incontro. Dobbiamo guarire dalla nostra superficialità nei problemi, dalla nostra irriflessione e dalla poca profondità della nostra fede. Sovente è dall'orgoglio che dobbiamo guarire: abbiamo bisogno di convincerci che siamo nulla senza Dio; spesso è solo lo scontro con la nostra impotenza che ci aiuta a guarire.
SILENZIO
GUIDA:
Testimonianza di San Massimiliano (Sk 999)
Allorché si è trattato di pagare la tipografia per la stampa del numero di gennaio del Rycerz Niepokalanej, ci si è resi conto che mancavano ancora 500 marchi. Quello stesso giorno, però, vale a dire il 9.1 u.s., è stata trovata sull'altare dell'Immacolata Concezione della B.V.M. (nella chiesa dei Padri Francescani di Cracovia) una lettera con la scritta: "Per Te, Madre Immacolata"; in essa vi era appunto la somma di 500 marchi che mancava, insieme con una poesiola che pubblichiamo: anche se la sua composizione non è molto artistica, tuttavia è l'espressione di un sentimento sincero verso l'Immacolata:
Tutti: "Ti amo, Ti amo, Immacolata,
ogni giorno elevo preghiere a Te:
ebbene Tu sei la mia Madre diletta,
più cara di tutte le delizie terrene.
Tu sai quanta nostalgia sento di Te,
sai quanto affettuosamente Ti amo:
quando mi unirò a Te in cielo
e bacerò, o Madre, la tua mano?
E benché io senta nostalgia e
desiderio di Te, debbo attendere qui
pazientemente, finché il Signore
avrà fissato l'ora della mia morte
e strappato dal corpo la mia anima ansiosa.
Ma fino a quando dovrò vivere ancora nel mondo,
o Madre mia. Ti prego con insistenza:
lungo la breve vita temporale
io sopporti tutto per Te, serenamente.
Aiutami a sopportare, Madre diletta,
tutte le croci, le umiliazioni,
affinché per queste sofferenze io possa un giorno
glorificarti in cielo, o Immacolata!"
Preghiera di domanda:
Tra una intenzione e l'altra si esegue il canone: "Ascolta Signor"
Signore, noi crediamo in Te e nella tua bontà , ma siamo fragili, aumenta la nostra fede nella tua parola e nel tuo desiderio di aiutarci!
Signore, ti preghiamo per chi non ha lavoro, o casa, o il pane necessario per saziare la propria fame.
Signore...
PREGHIERA CONCLUSIVA
Maria, Madre della fiducia.
Maria, Madre che hai avuto fiducia,
la povera ancella, che hai sperimentato
come Dio operi nei semplici e nei poveri,
dacci un cuore molto povero,
affinché possiamo essere
profondamente contemplativi.
Maria, che hai cantato la fedeltà di Dio
e la gioia della tua fedeltà ,
donaci un cuore fedele
affinché possiamo essere immensamente felici.
Maria, che hai cantato
le meraviglie realizzate in tutto il popolo
come la sintesi del piccolo resto,
del popolo umile di Israele
fa che noi preghiamo col cuore dei nostri fratelli e
che siamo la voce silenziosa e
orante dei fratelli nostri che hanno diritto al nostro silenzio,
alla nostra contemplazione,
alla nostra attenzione e
alla nostra fiduciosa preghiera.
Amen.