

Considerando la vita di san Massimiliano Kolbe si nota che la molla iniziale, trainante, della sua esistenza è stata la passione per la salvezza di tutti gli uomini, scaturita dalla partecipazione intima alla passione stessa di Cristo che, per la redenzione dell'uomo, ha scelto di condividere in tutto la nostra condizione umana, fino al dono totale di sé sulla Croce.
Questa passione totale per l'uomo ha spinto Massimiliano Kolbe innanzitutto ad impegnarsi su se stesso per rispondere alla propria vocazione alla santità, mettendo Cristo al centro della propria vita.
Simultaneamente, Padre Kolbe ha sentito l'esigenza di tradurre questa passione per l'uomo in passione per la vitalità della Chiesa, chiamata ad essere nel mondo segno profetico e strumento di salvezza, e in impegno concreto per raggiungere ogni uomo amato da Dio, valorizzando positivamente tutte le realtà create e tutti i mezzi moderni utili allo scopo.
Nel suo desiderio di attirare tutti gli uomini all'amore di Dio, Massimiliano Kolbe ha intuito il ruolo chiave affidato a Maria, quale Madre e collaboratrice di Cristo nell'opera di salvezza, e perciò ha scoperto che la forza della missione consiste nel permettere a Maria di continuare a portare Cristo nel mondo attraverso noi. Di qui la necessità di appartenere totalmente a Lei, di rendersi simili a Lei, fino a diventare Lei stessa.
In Massimiliano Kolbe passione missionaria e appartenenza illimitata a Maria diventano un'unica realtà inscindibile.
Sulle orme di Cristo e alla scuola di padre Kolbe, anche per noi l'esperienza dell'amore di Dio diventa spinta irresistibile a comunicare a tutti, con la testimonianza, la parola e l'azione, il mistero dell'amore di Dio per l'uomo che si è rivelato in Gesù Cristo.

Per questo ogni giorno accogliamo Maria come dono del Redentore e ci consacriamo totalmente a Lei, nel desiderio di collaborare alla sua missione materna e universale ponendoci a servizio dell'uomo in ogni ambiente (cfr. Statuto, n.4-5).
Essere volontari sullo stile di Maria significa per noi vivere dentro la storia, accanto ad ogni persona, in un atteggiamento di profonda partecipazione alla sua vita e ai suoi aneliti, cercando di scoprire e promuovere il bene, il vero e il bello, che sono segno e riflesso della presenza di DIO nel mondo e in mezzo agli uomini.
La prospettiva dei vasti orizzonti della missione imprime un'intensa carica apostolica sia alla nostra preghiera sia alle azioni più comuni e feriali, e uno stile "missionario" a tutta la nostra vita.
Da quando abbiamo conosciuto l'Istituto delle Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe, abbiamo cercato di fare nostro l'ideale di san Massimiliano: "Conoscere ed amare Maria, per farla conoscere ed amare dagli altri".
E quale mezzo, se non la preghiera, poteva essere il più adatto allo scopo? Anzi, la preghiera da Lei preferita...
Così, nell'ottobre dello stesso anno, abbiamo assunto l'impegno di animare un gruppo di preghiera che si ritrova a recitare il santo rosario meditato nella piccola chiesa dedicata all'Immacolata che c'è nel nostro paese.
Ogni settimana, dal mese di ottobre al mese di maggio.
All'inizio dello scorso anno sociale abbiamo pensato di invitare alla preghiera tutti i componenti dei vari clubs calcistici, portando personalmente presso i loro locali di riunione l'invito a partecipare ai nostri incontri settimanali e offrendo a tutti la Medaglia miracolosa.
I mesi trascorrevano, ma nessun tifoso aderiva all'iniziativa.
Che fare?
All'inizio del mese di maggio abbiamo pensato, allora, di tornare noi da loro portando personalmente un'immagine della Madonna nelle loro associazioni.
Che commozione vedere l'Immacolata venerata e pregata nei vari clubs, tifosi di diverse squadre riuniti sotto il manto di Maria e un presidente che offriva all'altro la statua della Madonna quando era il momento di cambiare sede durante questa "peregrinatio"! E quale gioia seguire la breve processione che si muoveva da un posto all'altro, mentre i passanti mandavano un bacio alla Madonna!
L'ultima domenica del mese, a conclusione di questo itinerario, caratterizzato in tutte le sue tappe dalla recita del rosario, il nostro parroco ci ha invitati tutti in chiesa per la celebrazione di una santa Messa, offerta perché nel mondo e nello sport trionfi sempre la pace.
Durante l'offertorio i presidenti dei vari clubs hanno portato all'altare una maglietta della propria squadra del cuore e un pallone, da donare ai bambini poveri.
Al termine della Celebrazione eucaristica ci siamo affidati a Maria recitando una preghiera e consegnando a tutti la medaglia miracolosa.
Abbiamo voluto condividere questa testimonianza perché altri fratelli si sentano incoraggiati ad evangelizzare gli ambienti in cui vivono, guidati da Maria e sull'esempio di san Massimiliano Kolbe.
Diventiamo anche noi, tutti, "folli dell'Immacolata", usciamo dalle nostre case, dalle nostre chiese, dai nostri gruppi! Non temiamo di portare ovunque Maria, anche nei luoghi più impensati: ci penserà Lei a convertire i cuori e a portare tutti i suoi figli a Gesù!
(Ivo e Marietta)