29 giugno 2007

Il mese scorso una sera che pioveva a dirotto, mentre iniziava la Messa prefestiva, sono andata a chiudere la porta del Santuario e mi sono accorta che fuori c'era una donna con tre bambini che stavano chiedendo l'elemosina. Mi sono avvicinata e li ho fatti entrare, erano tutti bagnati per cui abbiamo cercato qualche vestitino tra la roba della Caritas e, alla meglio, si sono messi qualcosa di asciutto.
Finita la Messa volevamo accompagnarli a casa con l'auto ma nessuno degli uomini presenti voleva farlo perchè dicevano che abitavano in una zona molto pericolosa, dove aggrediscono le persone, anche in auto, e rubano tutto!!
Così... siamo andate noi con il Sacerdote.
Per la nostra comunitá è stato un dono del Signore incontrare questa famiglia, Liliana 29 anni e i suoi 8 figli, la più grande Belen di 12 poi Noelia di 10 e così via...fino a Tiago di 7 mesi.
Questo incontro ci ha provocate a superare i pregiudizi e le paure verso queste persone che consideriamo "quelli della viya miseria... gente un pò pericolosa", per entrare in una dimensione più evangelica e vederli come "fratelli" con una storia e una esperienza di vita molto differente dalla nostra.
Quasi tutte le settimane andiamo a trovarli o vengono a salutarci, quando rientrano dal "trabajo"(lavoro) che consiste nel "pedire"(chiedere l'elemosina all'uscita del supermercato) o raccogliere cartoni (cartoneros), di solito non hanno mangiato, così condividiamo "un pancio"(panino con wustel e maionese) con loro.

Certo, quando andiamo a trovarli, non è facile per noi stare nella loro casa, c'è un odore indescrivibile, quando piove l'acqua che ti cade sulla testa, le due bimbe piccole di 2 e 3 anni spesso non portano il pannolone e così succede di tutto con molta normalità ...insomma la prima volta la mia compagna stava per svenire...ma poi ci siamo abituate.
Una delle cose che costa di più, in quese situazioni, mi pare che sia proprio quella di accogliere la durezza della realtá così com'è perchè ti verrebbe la voglia di buttare tutto all'aria per pulire e mettere in ordine dentro quei 6 metri quadrati...invece lì è scritta la storia quotidiana di queste persone che hanno sicuramente una scala di valori diversi dai nostri che non sappiamo cosa vuol dire vivere alla giornata...
Per ora la nostra esperienza sta nell'imparare la saggezza dell'agricoltore, che sa attendere pazientemente che la pianta cresca... cercando cioé di saper rispettare i loro tempi, creando un rapporto di amicizia perchè possa crescere la fiducia e poter quindi dare qualche consiglio per aiutarli a fare un cammino di crescita umana...
Ogni tanto qualcuno mi chiede se in Italia ci sono "i poveri"... certo che ci sono, si incontrano tante situazioni precarie, ma qui non sono solo situazioni, sono un "mare" di persone che vive "di niente".... e con l'attuale situazione politica ed economica non ha molte speranze di uscire da questo stato.
Bene, salutandovi, vi affido questa famiglia e soprattutto questi bambini, Noelia una domenica mi chiedeva guardando incuriosita l'altare dove c'era l'esposizione del Santissimo: "Che cos'è quella cosa in mezzo alle due candele?" Che Gesù possa essere amato e conosciuto da ogni uomo.
Grazie della vostra amicizia...
Buona estate! Con cariño.
Anna Meneguzzo
villaballester@kolbemission.org.ar
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