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Consacrazione a Maria

Un volontario prega il Rosario
Un volontario prega il Rosario

Massimiliano Kolbe, non appena ha scoperto "qualcosa" del mistero di Maria, come persona viva e operante con Cristo nell'oggi della Chiesa e del mondo, con grande docilità e dinamismo ha permesso allo Spirito di condurlo ad una conoscenza, intima e mistica, di Lei e della sua missione.
 
Quanto più si è approfondita questa comunione di vita con l'Immacolata, tanto più in Padre Kolbe è maturato il desiderio di un'appartenenza senza limiti e di un dono di sé a Lei sempre più radicale, totalizzante e trasformante, fino a diventare una cosa sola con Lei nel vivere la comunione con la Trinità e la conformazione a Cristo. Tutto questo lo ha reso testimone trasparente dell'uomo nuovo redentore in Cristo e strumento docilissimo nelle mani di DIO per continuare l'opera della redenzione nel mondo.

In comunione con la Chiesa e nell'attenzione alle provocazioni della storia, sulle sue orme anche noi, Volontari dell'Immacolata Padre Kolbe, cerchiamo di vivere la consacrazione a Maria come autentica via di santità e di missione, come forza per essere nel mondo, come Lei, Vangelo vivente.

Inoltre, mediante la comunione di vita con Maria attingiamo forza per rivivere i suoi atteggiamenti di ascolto e di accoglienza, di preghiera e di gratuità, di donazione e di operosità, che meglio esprimono la novità del Vangelo.

 
 

Testimonianza

Sono cambiata

Come ci si sente quando comincia la vita nuova di Volontari dell'Immacolata?
Non so dare una risposta.
Per me è ancora tutto talmente straordinario, che non riesco neppure a rendermene conto.
La mia vita sotto certi aspetti è sempre la stessa: la famiglia, il lavoro.
Tuttavia non è più la stessa, perché io non sono più la stessa.
Oh, sono sempre una testarda, ribelle, a volte impetuosa.
Ma nel profondo sono cambiata.
Volere essere tutta dell'Immacolata, lasciare che Lei viva in me e giorno per giorno mi trasformi in Lei è più che un impegno. E' diventata la radice del mio essere.
Ma tutto questo avviene senza colpi di scena; in silenzio, senza apparire.
Per ora non ho molti impegni di apostolato, esclusi quelli saltuari che di volta in volta si presentano e in cui do tutta me stessa.
Da alcuni mesi ho cominciato un'esperienza di preghiera mariana nella mia casa con alcune amiche e spero di poterla continuare fino alla fine dell'anno, alternando gli incontri nella mia casa con quelli in casa di persone che non possono lasciare la loro per motivi diversi.

All'inizio del mio cammino con Maria mi sono trovata nella stessa situazione di san Massimiliano: costretta all'inattività.
Le persone che sapevano della scelta che avevo fatto mi chiedevano continuamente cosa facessi.
Già, perché nel nostro mondo malato di efficientismo anche una scelta vocazionale viene considerata e valutata in base a ciò che si fa. Non ci si preoccupa di ciò che si deve essere.
Io rispondevo che innanzitutto dovevo seguire un periodo di formazione di almeno due anni, durante i quali avrei approfondito le caratteristiche e lo stile dell'Istituto e ciò che un Volontario dell'Immacolata deve diventare: una persona ardente d'amore che offre quotidianamente se stessa per la salvezza di tutti gli uomini.
Vista così la vita di un Volontario non è un palcoscenico sul quale si moltiplicano le azioni, ma un altare sul quale si consuma ogni giorno, con Gesù e Maria, il sacrificio, sia pur piccolo, della propria persona.
Così, fra le piccole cose che formano la mia vita, nessuna delle quali è senza importanza per Lei, Maria mi guida e mi trasforma. Mi usa per i suoi fini e mi conduce a traguardi mai immaginati.
Vivo andando verso sempre nuovi orizzonti, che non sono i miei, che non conosco, ma che imparo a scoprire con Lei offrendole me stessa in tutta la mia povertà.
(Rita)

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