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Lettere dal Messico

Non è giusto!

 

Carissime, cosa raccontarvi? 
Sono passati pochi mesi dal mio ritorno dall'Italia, appena rientrata subito ho incominciato a visitare le comunità indigene.
La scuola era già iniziata ma avevano lasciato fuori molti bambini, alcuni dei quali li avevo accompagnati io in marzo per l'iscrizione. 
"E adesso, hermanita, che cosa si fa?" mi chiedevano. 
Ho raccomandato loro di pregare e dopo qualche giorno, ho incontrato la "supervisora", la quale ha detto che non c'erano i soldi per pagare un maestro e mi ha mandata da uno ancora più in alto. Questo ha detto che il problema non era la mancanza di soldi ma di maestri! L'ho ascoltato per più di mezz'ora dopo di che le ho detto che i bambini non avevano colpa e che il diritto all'educazione era un loro diritto costituzionale, per cui dovevano provvedere. 

Non è giusto, infatti, che li lascino in strada, con il pericolo di finire nel giro della droga, ho lasciato intuire che sarebbe stata per loro una cosa molto spiacevole se i mezzi di comunicazione avessero iniziato a diffondere questa notizia... Bene, questo è stato sufficiente, nel giro di un mese, tutti quanti (49 di primo anno e altrettanti del secondo) hanno iniziato le lezioni. Io voglio che imparino presto a leggere e a scrivere altrimenti non posso insegnare loro il catechismo, oltre a questo, la cultura è necessario perché un popolo si sviluppi. Cerco sempre di convincere i genitori indigeni dell'importanza della scuola per i loro figli, capisco che non è facile perché di solito solo la mamma si interezza, i papà (molti, non tutti) vivono mezzo ubriachi... 
Ho avuto un'altra esperienza che mi ha fatto molto pensare. 
Una domenica fuori dalla Chiesa ho visto un uomo anziano molto confuso.Parlando con lui mi ha detto che era di Michoacan (uno stato molto lontano da qui) e che a Tijuana gli avevano rubato tutti i suoi documenti e i soldi, non sapeva cosa fare, aveva due figli negli Stati Uniti e voleva chiamarli per telefono. Gli ho dato un po' di soldi per chiamare e non l'ho più visto. 
Il giorno dopo uscendo dalla Messa l'ho visto di nuovo, stava cercando lavoro per pagarsi il viaggio e ritornare a casa sua in Michoacan. L'ho salutato e mi sono diretta verso casa. 
Devo dirvi che erano giorni in cui non mi sentivo molto bene e non avevo nessuna voglia di girare per uffici vari per trovare i soldi e mandarlo a casa sua. Ma non mi sentivo tranquilla e sono tornata indietro, l'ho portato a Ensenada a uno dei tanti Uffici sociali. 
Mi hanno detto cosa dovevo fare e dove andare e così, dopo aver girato tutta la mattina, alle tre del pomeriggio aveva già il suo biglietto per tornare a casa.
Il giorno dopo l'ho portato alla stazione delle corriere, lungo la strada ho visto che aveva in mano un'immagine delle Madonna di Guadalupe, tutta sgualcita, di quelle che mettono sulla porta le famiglie cattoliche perché sia un segnale per i Testimoni di Geova. Tutto ad un tratto mi ha detto: "Lei per me non è la hermanita, ma la Madonna". Sulle prime mi sono detta: Mamma mia, che bestemmia. E gli ho detto: "è vero che mi chiamo Maria, ma certamente ci sono anni luce tra me e la Madonna" E lui: "Lei può dire quel che vuole, ma per me lei è la Madonna. Domenica notte non ho dormito, ho soltanto pianto e ho chiesto alla 'madrecita di Guadalupe' cosa sarebbe stato di mesenza soldi, senza conoscere nessuno, senza mangiare..." 
E poi sono apparsa io, quello che voleva dire era, penso, che sono stata la risposta alle sue preghiere alla Madonna di Guadalupe. Ma mi ha fatto pensare a quello che dice san Massimiliano Kolbe circa il "diventare Maria". Io avevo preso quella frase come qualcosa di simbolico, qualcosa di irraggiungibile, e mi sono resa conto che è molto più semplice di quel che pensi, basta amare con il cuore di Maria, questo amore è ciò che ci dà la forza di servire anche quando non ci sentiamo di farlo, per stanchezza o mancanza di salute. Questo essere Maria è realmente un ideale grande per la nostra santificazione. 
Bene carissime, un caro saluto a tutte e un affettuoso abbraccio. 

Maria del Rosario Zamacona
 - Missionaria dell'Immacolata padre Kolbe
mrzamaconapliego@gmail.com