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Lettere dalla Bolivia

Lasciate che i bambini vengano a me

 

Un giorno, durante il periodo delle vacanze invernali, abbiamo accompagnato al parco i bambini adottati a distanza dalle famiglie italiane.  A loro si sono uniti per i giochi anche i fratellini. C’erano i fratelli Cristiano, Alfredo, Gianni, Brayan e Amalia, in pratica cinque degli undici fratelli della numerosa famiglia. Molti di loro andavano al parco per la prima volta. I bimbi non sapevano che in quel pomeriggio li avremmo accompagnati al parco, perciò per loro è stata una grande sorpresa, soprattutto quando hanno visto tutti i giochi a loro disposizione. Non si potevano contenere. Hanno provato tutti i giochi esistenti nel parco a loro disposizione.

Da molti genitori boliviani, le ore dedicate dai bambini al gioco, sono considerate una perdita di tempo. Sin da piccoli i bimbi boliviani devono farsi carico dei loro fratellini e assumersi le responsabilità degli adulti. Questo è il caso di Gianni che molte volte si ferma per strada a giocare fino a tardi, perché non vuole ritornare a casa dove deve fare da “mamma e papà” ai suoi fratelli più piccoli e lui ha solo undici anni.Dopo l’orario scolastico, i bimbi vengono da noi per il doposcuola; li aiutiamo nello svolgimento dei compiti, offriamo loro la merenda e organizziamo per loro dei giochi. Per molti di noi è ovvio che i bambini devono giocare, per i bambini boliviani invece è un diritto per il quale devono lottare. La sera di quel giorno eravamo stanche;  avevamo giocato con l’uno e con l’altro; ci restavano però nel cuore i loro sguardi colmi di meraviglia e i loro sorrisi di gratitudine semplicemente per aver permesso loro per alcune ore di essere semplicemente bambini. 

Dalla Bolivia ringraziamo tutti quelli che ci aiutano nella nostra missione. Con il poco o molto che ognuno può offrire rendiamo felice un bimbo boliviano.

Le Missionarie della Bolivia