Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe

Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe - Testata per la stampa

Roma – Assisi – Lourdes

In preparazione alla missione in Giappone padre Massimiliano visita Roma, Assisi, Lourdes, Liseux per affidare a San Francesco, a santa Teresa e alla Vergine la sua nuova missione.
Dopo la proclamazione di Teresa di Lisieux come patrona delle missioni, e dopo l’incontro in treno con alcuni studenti giapponesi – Massimiliano era convinto che fosse arrivato il momento di diffondere la Milizia dell’Immacolata in tutto il mondo. Massimiliano era rimasto colpito dall’intelligenza e dalla curiosità degli studenti. Dopo questo scambio, Massimiliano bramava di lanciare la missione della Milizia dell’Immacolata in Estremo Oriente.
Con il consenso del suo padre provinciale partì da Niepokalanów martedì 14 gennaio 1930, diretto a Roma, per chiedere l’autorizzazione al Padre generale dell’Ordine francescano di recarsi in Estremo Oriente come missionario. Arrivò a Roma sabato 18 gennaio e fu accolto cordialmente dal rettore della sua università Il giorno seguente, 19 gennaio, Massimiliano si presentò al Collegio di Propaganda
fide. Qui espresse il suo desiderio di fondare una missione in Giappone e in Cina così come in India.
Il generale dei francescani, padre Alfonso Orlini, che presiedeva la commissione, chiese a Massimiliano: «Conosci qualcuno o hai dei contatti in Giappone?».
«No», rispose Massimiliano.
«Parli il giapponese?», domandò padre Orlini.
«No», disse Massimiliano.
«Hai il denaro necessario?», indagò il padre, alla ricerca di una risposta affermativa che potesse convincere la commissione ad appoggiare la richiesta di Massimiliano.
«No», rispose ancora Massimiliano.
«Reverendi padri», spiegò Massimiliano, «io posso soltanto esprimere davanti a voi la mia più profonda convinzione che Dio mi chiama a diffondere la nostra fede santissima nel lontano Oriente, specialmente in Giappone. Da quando ho incontrato alcuni giovani giapponesi a Zakopane, ho avuto la ferma convinzione che Dio mi chiamasse a fondare una missione in Giappone».
La commissione accolse la richiesta di Massimiliano.  «Sei di grande esempio lasciandoti guidare dalla fede e non dall’evidenza», disse il padre generale Alfonso Orlini a Massimiliano. «Noi accettiamo la tua richiesta di estendere la Milizia dell’Immacolata in Estremo Oriente e ti diamo la nostra benedizione».
Massimiliano era entusiasta.

 

Dei due possibili porti di partenza, Trieste e Marsiglia, Massimiliano scelse Marsiglia perché dalla compagnia della nave che salpava da Marsiglia ricevette il 20 per cento di sconto sul costo del biglietto per lui e i quattro fratelli scelti come compagni.
Prima di partire per Marsiglia, Massimiliano, andò ad Assisi (il 26 gennaio) per pregare sulla tomba del santo. Sulla tomba del fondatore del suo Ordine, Massimiliano pregò intensamente per il successo della sua missione, che stava per intraprendere nello spirito missionario del Poverello e sui passi di san Francesco Saverio.
Prima di arrivare a Marsiglia fece una sosta a Torino, per visitare la Piccola Casa della divina Provvidenza, l’ospedale fondato per i poveri della città da Giuseppe Cottolengo nel 1827. Fin da quando era studente Massimiliano era stato colpito dalla totale fiducia in Dio che questo sacerdote aveva manifestato nel corso del suo ministero.  
Mercoledì 29 gennaio Massimiliano arrivò a Marsiglia, dove acquistò per 6600 zloty il passaggio da Marsiglia a Shanghai per cinque persone sulla nave Angers.
La partenza era prevista per venerdì 7 marzo 1930 alle quattro del pomeriggio.
In Francia Massimiliano visitò i luoghi collegati alle figure religiose che venerava in modo particolare.

 

Andò a Lourdes. In una lettera inviata da Lourdes ad Alfonso il 30 gennaio, Massimiliano raccontò
che aveva celebrato la Messa a un altare laterale della cripta e firmato il registro. Nel suo diario scrisse:
Ho bevuto l’acqua miracolosa, ho messo il dito sotto il getto d’acqua, ho salutato la Mammina, ho raccomandato a lei in spirito tutti e tutto, ho baciato la roccia santa e: arrivederci, Mammina.
Sabato 1° febbraio arrivò a Lisieux. Nella stanza della santa, Massimiliano pregò santa Teresa e le affidò la missione che stava per iniziare: «Cara santa Teresa, la tua vita e la tua santità hanno ispirato tantissimo la mia vita! Nonostante tu abbia sofferto tante prove fisiche, il tuo esempio di paziente
sopportazione mi dà forza nella mia malattia! Ora ti prego, benedici questa missione, il Rycerz Nipokalanej, la Milizia dell’Immacolata e la nostra crociata per conquistare il mondo a Cristo attraverso la sua Madre Immacolata».
Massimiliano aveva scelto quattro frati per accompagnarlo nella sua missione in Estremo Oriente: fra Zeno Zebrowski, fra Ilario Lysakowski, fra Sigismondo Krol e fra Severino Dagis. Il gruppo partì da Niepokalanów mercoledì 26 febbraio. Massimiliano prese commiato dalla sua amata comunità celebrando la Messa per i suoi frati. Ognuno dei fratelli sapeva che sarebbe passato molto tempo prima di rivedere il loro venerato guardiano. La gioia della comunione era bilanciata dal profondo
dolore per la partenza. I frati si radunarono attorno alla statua della Vergine Maria che Alfonso e
Massimiliano avevano eretto sul suolo del convento nell’agosto del 1927. «Andate con Dio (Z Bogiem)» dissero i frati in coro, «e che l’Immacolata vi protegga!».
Gli occhi di Massimiliano si riempirono di lacrime mentre salutava i suoi figli e il convento che insieme avevano costruito con tanta tenacia, disciplina, dedizione e sacrificio. Poi Massimiliano, con la solennità e la santità che la sua carismatica personalità emanava, fece un segno di croce sui frati e sul convento e partì.

(Testo di riferimento:Claude Foster in “San Massimiliano Kolbe” p 351 -360)

 
 
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