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Nel buio una luce

Il mio amore a Maria mi ha portato a comprendere che c'è sempre tanto da conoscere su di Lei, quello che serbava nel suo cuore, le cose del Figlio; è importante imitarla e seguire i passi che Gesù ha tracciato per tutti noi. È per questo che con umiltà e semplicità voglio condividere la mia esperienza di fede.

Luce calda del tramonto

Il mio amore a Maria mi ha portato a comprendere che c'è sempre tanto da conoscere su di Lei, quello che serbava nel suo cuore, le cose del Figlio; è importante imitarla e seguire i passi che Gesù ha tracciato per tutti noi. È per questo che con umiltà e semplicità voglio condividere la mia esperienza di fede.
Il 20 maggio 2004, ho avuto la triste notizia che mio figlio di 19 anni aveva un linfoma maligno. Ho sentito che il mondo mi crollava addosso, sembrava che una spada mi trafiggesse il cuore, che dolore grande, indescrivibile! Non credevo più a niente, mi chiedevo perché fosse toccato a me, imploravo la Vergine Immacolata di salvare mio figlio, di intercedere presso Gesù: «Basta una tua occhiata - le dicevo - una tua parola per ottenere ogni grazia!». Mi sentivo sola e abbandonata anche perché mio marito era fuori casa per lavoro e io non sapevo come dirlo a mio figlio. A fine settimana mio marito tornò a casa e gli raccontai tutto; intanto ero riuscita a portare mio figlio dal medico, lui capì la gravità della situazione e tornati a casa volle sapere come stavano le cose.

In quel buio profondo ho intravisto un po' di luce quando, nel mio doloroso cammino, ho incontrato tre splendide persone. La signora P. R. con la sua infinita sensibilità, la sua dolcezza di mamma e soprattutto la sua forte fede, mi ha ricondotta a Dio e mi ha aiutato ad accettare quello che Lui voleva da me in quel momento: fare la Sua volontà e avere grande fede in Lui.
Così mi sono detta: «Signore, forse la croce che porti è troppo pesante e vuoi essere aiutato, ebbene sono pronta e ubbidisco alla tua voce, ma Tu devi aiutarmi a portarla con fede viva e umiltà e non abbandonarmi mai. Non permettere che mi allontani da Te».

Da quel giorno non riesco più a piangere, mentre ogni dieci giorni ci rechiamo in una città del Nord; mio figlio è un ragazzo coraggioso, ha accettato la sua malattia, dà coraggio a me e al papà, e anche quando sta male per le terapie non si lamenta, mi dice: «Mamma, non temere, io sono più forte della malattia, vedrai che ce la farò». Vivendo questa situazione, tante volte, nella più scura tristezza, mi sono rivolta alla Madonna, a chi altrimenti! Lei è la Consolatrice degli abbandonati, sollievo per chi è solo, conforto degli afflitti; quando sentivo che stavo per cadere sotto la dura croce, mi affidavo alla Vergine Immacolata con fiducia. Tante volte l'ho invocata dicendo: «Madre mia, Madre cara, Madre bella, Madre dolcissima, Madre di tutte le madri aiuta mio figlio, non voglio vederlo soffrire».
 
Un'altra persona che mi ha aiutata molto è stato il dottore N. A., tutte le volte che ho bussato alla sua porta mi ha accolta con il sorriso e con tanta gentilezza, mai infastidito dalla mia insistenza, sempre disponibile ad ascoltarmi quando gli esponevo i miei dubbi e le mie preoccupazioni. La sua tenacia e la sua sicurezza che tutto sarebbe andato bene, mi davano la carica per andare avanti ed affrontare gli ostacoli, mi infondevano speranza.
Infine, la Volontaria dell'Immacolata - Padre Kolbe che mi ha sostenuta con la preghiera e, cosa più importante, ha riavvicinato mio figlio alla Chiesa. Sono certa che in tutto questo cammino ho avuto sempre accanto a me la Madonna, Lei mi ha protetta con il suo manto e mi ha inviato questi «tre angeli custodi» che mi hanno sostenuta e accompagnata e non mi hanno mai lasciata sola. A conclusione posso dire che tutte queste realtà messe insieme hanno rafforzato la mia fede e alimentato la consapevolezza che bisogna affidarsi a Maria e pregare... pregare perché si viene ascoltati. Ho visto tanta sofferenza e persone con problemi più grandi del mio, allora dico: grazie Signore di aver avuto pietà di me. 

Una mamma

 
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