

Nello scorso mese di maggio ho vissuto una profonda e sentita esperienza, insieme alla mia famiglia e a tutto il vicinato. Avendo lasciato un ricordo soave e riacceso sentimenti ormai spenti e sepolti, vorrei condividere con altri la gioia e l'entusiasmo che mi ha lasciato dentro.
Il mese di maggio, come tutti sappiamo, è dedicato alla nostra "Mamma celeste". Tutti si dedicano di più alla recita del santo rosario, si impegnano a partecipare alla santa Messa e tanti sacerdoti, secondo le possibilità e le esigenze della parrocchia, si organizzano per far vivere nel migliore dei modi questo tempo di incontro con Maria. Il sacerdote della mia parrocchia, già da alcuni anni, organizza una Pellegrinatio Mariae, facendo passare di casa in casa una statua dell'Immacolata. Sceglie con cura il luogo e la famiglia che può ospitare. Anche noi demmo la nostra disponibilità e ci fu comunicato che avremmo accolto Maria nella nostra casa nei giorni 6 e 7 maggio.
Nel giro di poco tempo tutta la nostra famiglia si mobilitò. Abbiamo preparato pareti di stoffa di raso azzurro come il manto dell'Immacolata, fiocchi bianchi come la sua purezza, fiori e candele profumate che l'aspettavano, tappeti e coperte di seta per onorare la sua presenza. La sera del 6 tutto il vicinato partecipò con piacere e quando portarono la statua in processione, preceduta da una lunga fiaccolata, tra i tanti petali di rosa che coprivano il manto stradale, mi sembrava una sposa. Avevamo preparato una festa tutta per lei. Com'era bella! Il suo sorriso e i suoi occhi penetravano nel cuore trasmettendo serenità, mentre le sue braccia aperte dicevano e assicuravano protezione.
La sera, tutti insieme, abbiamo recitato il rosario e intonato canti, la voce ci usciva dal cuore e arrivava al cielo fino al suo Figlio Gesù. A tarda ora tutti i presenti fecero ritorno alle loro case e anche noi, in famiglia, andammo a riposare ma il mio pensiero era sempre lì, con Maria, per cui al mattino presto mi alzai e scesi per tenerle compagnia; recitai rosari e nelle intenzioni non dimenticai nessuno. Affidai tutto nelle sue mani e nel suo cuore perché potesse presentare ogni cosa, ogni necessità al suo Figlio. Nel corso della giornata, tante persone si sono alternate per tenerle compagnia, ognuno si raccoglieva in silenzio, pregando e affidando a Lei ogni sofferenza, gioia e preoccupazione quotidiana.
La sera del sabato salutammo Maria con la celebrazione della santa Messa, la gente era veramente tanta, non sapevamo dove stare. Poi, così come era venuta, andò via di nuovo in processione tra canti e preghiere, per andare a visitare un'altra famiglia, un altro quartiere. Abbiamo avvertito una sensazione di vuoto, proprio come quando va via una persona cara, ma questo vuoto era colmato da una grande gioia: quella di aver accolto Maria nel migliore dei modi, come si ospita un parente lontano che viene a farti visita.
È stata un'esperienza molto bella che ci ha arricchito interiormente e ha ridestato in me sentimenti che pensavo ormai lontani, sopiti. Mi ha dato la possibilità di capire il tempo perso inutilmente e la voglia di recuperare ciò che ho lasciato perdere. Ho riflettuto su una frase che una missionaria che conosco mi ripete sempre: «Chi è dell'Immacolata non andrà perduto», ed è proprio vero! Invito altri a vivere esperienze così belle e profonde, senza porre limiti ai sacrifici, perché nella misura in cui diamo il Signore ridona a noi in cambio.
Teresa Rauso