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Milizia Mariana - Agli amici

 
Scritta: agli amici

Dentro e oltre la crisi

La bella stagione e la prossimità dell’estate non sono riuscite a diradare le nebbie che ci avvolgono, le preoccupazioni che stanno rendendo grigia la vita di tante persone. La crisi attanaglia, non lascia scampo: disoccupazione, rincaro dei prezzi, benzina alle stelle e, più in generale, un diffuso senso di incertezza e di precarietà. Da più parti si invoca la necessità di risvegliare una nuova coscienza civile e sociale, di ristabilire un ordine etico, di riportare all’attenzione di tutti la consapevolezza che volere il bene comune e adoperarsi per esso è esigenza di giustizia e di carità. La nostra società ha bisogno di ritrovare la fonte a cui attingere nuova linfa, per crescere e portare frutti buoni nei vari rami che la compongono: dall’economia alla formazione, dalla sanità all’ambiente, dalla cultura alla politica.C’è bisogno che le istituzioni, i cittadini, ognuno di noi riveda la propria condotta e ristabilisca un ordine di valori nel rispetto della persona e dei suoi diritti fondamentali. Interessante a questo proposito l’immagine evangelica della casa costruita sulla roccia. Gesù ne parla al termine del lungo discorso della montagna, quando presenta alla folla che lo ha seguito i tratti essenziali del suo insegnamento, il volto del cristiano – diremmo noi oggi. Egli chiama beati, cioè felici, quanti lo seguono lungo la via ardua del perdono, della testimonianza, delle opere di carità, della preghiera, della fedeltà, dell’onestà. E al termine ricorda che chi accoglie e mette in pratica queste sue parole è simile all’uomo saggio che costruisce la sua casa sulla roccia, su un fondamento saldo e sicuro, in grado di resistere alle intemperie della vita. Chi fa spazio al Vangelo e alla sua logica di amore costruisce la sua vita sulla roccia incrollabile che è Dio, alimenta in sé la speranza del domani e di tutto ciò che di nuovo e inatteso esso reca con sé; dilata l’orizzonte delle sue certezze oltre i dubbi e le prove del presente. La crisi economica rimane, ma questo non ci esime dal chiederci su quale fondamento costruire la casa comune e la nostra vita, la società e la nostra famiglia. Benedetto XVI ha individuato in tutta la sua portata e urgenza il campo sul quale i cristiani, oggi, sono chiamati a portare la parola e l’esempio, è quello dei valori che egli ha definito "non negoziabili": la vita umana, la famiglia naturale fondata sul matrimonio, la libertà religiosa ed educativa. Questi valori, fondativi della persona, – ha detto – sono come un "ceppo" vivo e vitale che genera ogni altro germoglio valoriale come il lavoro, la solidarietà, la cultura, la salute, la pace, e così via. Si tratta allora di costruire o ricostruire guardando al futuro e ai "materiali" con cui ci si mette all’opera per realizzare fondamenta salde e durature, di credere che il sole sorge ogni mattina.

Angela Savastano

 
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