

In occasione della 16ª Giornata Mondiale della vita consacrata, che si celebrerà il prossimo 2 febbraio, la Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata ha pubblicato un Messaggio dal titolo: “Educarsi alla vita santa di Gesù”, che vuole essere in linea con gli orientamenti pastorali che la Chiesa in Italia si è data per questo decennio (cfr.“Educare alla vita buona del Vangelo”).
I vescovi, rivolgendosi ai consacrati, sottolineano come la loro presenza carismatica e la loro dedizione, “in tempi non facili, sono una grazia del Signore, un segno profetico ed escatologico mai abbastanza apprezzato”.
Poiché lo specifico “della vita consacrata è riproporre la forma di vita che Gesù ha abbracciato e offerto ai discepoli che lo seguivano”, i vescovi invitano i consacrati ad educarsi alla vita santa di Gesù in quanto è questo il loro dono ed impegno. E per aiutarli in questo cammino, richiamano loro quattro punti fondamentali da comprendere e vivere:
1. Il primato di Dio. La “sfida principale del tempo presente è la secolarizzazione” cioè la tendenza ad escludere Dio dalla vita dell’uomo lasciandolo così “solo con la sua rabbia e la sua disperazione”. Per questo i consacrati sono chiamati a spandere il “buon profumo divino” capace di “richiamare l’umanità alla sua vocazione fondamentale: la comunione con Dio”.
2. La fraternità. Di fronte alla cultura conflittuale che sta dilagando e “che deteriora le relazioni umane” è più che mai attuale “missione di Cristo e dei suoi discepoli: raccogliere in unità i figli di Dio dispersi”. È compito delle comunità di vita consacrata farsi “scuole di fraternità” in cui si vivono i valori evangelici: “umiltà, accoglienza dei piccoli e dei poveri, correzione fraterna, preghiera comune, perdono reciproco, condividendo la fede, l’affetto fraterno e i beni materiali”.
3. Lo zelo divino. Con grande forza i vescovi sottolineano come i nostri difficili tempi hanno bisogno di “nuovi santi, appassionati di Gesù e dell’uomo”, capaci di portare la “forza straordinaria dello zelo divino, che proviene dallo Spirito Santo” all’interno di un “mondo monotono e apatico, dominato dagli istinti e dalle passioni”. Sono aperti nuovi ed entusiasmanti orizzonti perché “da sempre la vita consacrata è stata laboratorio di nuovo umanesimo, cenacolo di cultura che ha fecondato la letteratura, l’arte, la musica, l’economia e le scienze”.
4. Stile di vita. I tre voti di povertà, castità ed obbedienza sono un antidoto contro il consumismo, la svalutazione dell’affettività e l’individualismo. Essi favoriscono “uno stile di vita all’insegna dell’essenzialità, della gratuità, dell’ospitalità, orientando l’uomo “a un amore fedele e fecondo” ed una vita intesa come dono e servizio.
27.1.2012
Monica