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Spiritualità mariana

 

Chi sei?

Continuiamo con le riflessioni del padre Faccenda sulla spiritualità mariana. In un pellegrinaggio a Lourdes,  padre Luigi si intrattiene in un dialogo amoroso con l’Immacolata e interroga i pellegrini per comprendere sempre meglio chi è Maria.  
 
Erano molti anni che non visitavo la terra benedetta di Lourdes, ma la Provvidenza ha voluto che vi tornassi e mi sono ritrovato così nella terra di Maria, nella terra del Santissimo Sacramento. Mi sembrava di esserci per la prima volta e a un certo punto ho sentito il bisogno di rivolgermi alla Madonna e di chiederle: “Dimmi, chi sei?”. Ho incominciato, allora, una specie di intervista.
Mi sono rivolto prima di tutto agli ammalati, portati nelle carrozzelle, nelle barelle. Li ho guardati con amore e ho chiesto loro:”Perché siete venuti a Lourdes? Chi è per voi Maria?”. Quegli ammalati, con sguardo sereno e profondo, mi hanno detto: “Maria è la salute degli infermi! E noi, anche se non torneremo a casa guariti, siamo certi che ritorneremo con una forza maggiore per poter sopportare i nostri dolori”. Mi sono fermato un istante a considerare la sapienza di questa frase, poi ho continuato.
Mi sono rivolto ad alcuni fratelli nel cui volto mi sembrava di scorgere una tristezza profonda, forse derivante da incomprensioni, da mille difficoltà e problemi. “Perché siete venuti qui? Chi è per voi Maria?”. Ed essi hanno risposto :”Siamo venuti qui perché Maria, ne siamo certi, è la consolatrice degli afflitti”.
Stavo ancora meditando queste parole, quando ho incontrato un bellissimo gruppo di giovani. Anche a loro ho rivolto la domanda. Mi hanno detto:” Siamo venuti qui perché Maria è la regina dei vergini. Abbiamo capito il grande valore della verginità. Vogliamo conservarla e solo con il suo aiuto potremo riuscirvi”. Ho pensato, allora, a tanti giovani drogati, sulla strada, abbandonati a se stessi. Se tutti sapessero che Maria può dare un senso alla vita e può realmente aiutare a mantenere l’armonia e l’equilibrio nella persona, quante miserie in meno troveremmo! Quante famiglie più unite avremmo! Quanta limpidezza leggeremmo sul volto dei giovani, mentre tante volte dobbiamo leggere i segni di una “vecchiaia precoce”.
Mi sono poi recato in confessionale, e anche lì non ho potuto fare a meno di chiedere alle diverse persone che venivano a ricevere il sacramento del perdono: “Chi è per te Maria?”. Un uomo di circa cinquanta anni mi ha dato la risposta più bella: “Maria per me è il rifugio dei peccatori. Ho offeso molto Dio…ho tradito la mia famiglia. Ma dinanzi al miracolo vivente di tanta gente che prega Maria, di tanta gente che onora Maria con una voce sola, mi sono sentito ripetere: vai, Maria è il rifugio dei peccatori…”. Si, non c’è nessuno che ricorra a Maria e non ottenga il perdono da Dio, non ottenga di nuovo la grazia e le grazie di cui ha bisogno.
Chi è Maria?  L’ho chiesto ad altre persone ancora. Qualcuno mi diceva: ” Io non lo so, ma sento che qui devo dire basta alla mia vita passata. E’ tanto tempo che non mi confesso, ho commesso tanti peccati…Ma dinanzi a Maria, la Madre della misericordia, ho sentito la forza di rivolgermi a lei, con la certezza che mi libererà, e tornerò a casa con un’altra vita davanti, con la prospettiva di un futuro diverso”.
Ho chiesto ad altri: “Chi vi ha attratti qui?”. Siamo venuti perché Maria è la regina della pace. Se pregheremo Maria, se la invocheremo e ameremo, siamo sicuri che la pace ritornerà, nelle nazioni, nelle famiglie, fra i partiti, nelle comunità, nella Chiesa, in tutto il mondo!”. Maria è regina della pace.
 
Dimmi, allora, chi sei?
           
Però non ero completamente soddisfatto. Sono andato dinanzi alla Grotta e ho guardato a lungo Maria. “Dimmi chi sei”, le ho ripetuto con la fede appassionata del Padre Massimiliano Kolbe. Il mio sguardo, allora, è stato attirato dalla scritta posta sul capo  di Maria: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Ecco il motivo per cui lei è salute degli infermi, consolatrice degli afflitti, regina dei vergini, aiuto dei cristiani, rifugio dei peccatori, madre della misericordia, regina della pace!
Maria è la figlia dell’Eterno Padre, il quale l’ha voluta e preparata come ostensorio meraviglioso per portare il Figlio al mondo. Maria è la Madre del Redentore, vera madre che non si è accontentata di concepirlo e darlo alla luce, ma lo ha accompagnato dal primo momento fino all’ultimo, e lo accompagna ancora, mentre guida ognuno di noi lungo il cammino della vita. Maria è sposa dello  Spirito Santo, quello Spirito che, se trova in noi la libertà di entrare, ci santifica, ci libera dal male e ci dona la speranza.
Mi è sembrato, quindi, di poter cogliere nel suo essere “Immacolata Concezione” l’essenza e tutta la persona di Maria. L’immagine della creatura umana che ha raggiunto la perfetta somiglianza con il Cristo, Maria è quello che ognuno di noi è chiamato ad essere, attraverso il cammino quotidiano della fede che lei stessa ha percorso.
 
Allora, prima di partire da Lourdes le ho chiesto:”Cosa devo fare perché tu possa essere sempre quello che hanno detto le persone a cui ho chiesto di te?”. Ancora una volta  mi è sembrato di comprendere  la sua risposta.
E’ necessario riconoscere sempre la maternità, la regalità di Maria nel nostro cuore, nella nostra famiglia, nella comunità, in mezzo ai fratelli con i quali viviamo. Se Maria è madre e regina della nostra vita, il peccato se ne va, il demonio se ne va perché le è la “piena di grazia”.
Essere riconoscenti a Maria, perché tante sono le grazie che riceviamo attraverso di lei. La sua mediazione materna ci accompagna in tutti i momenti della vita, sia quelli che ci recano gioia, sia quelli che ci portano dolore.
Chiedere a Maria. Proprio perché è mediatrice di ogni grazia, essendo la Madre del Salvatore, non dobbiamo temere di chiederle troppo, di chiederle tutto: la nostra santificazione, la santificazione dei nostri fratelli, del mondo intero. E, anche, la grazia di una buona e santa morte.
Vivere in spirito di riparazione. Perché? Perché nel mondo c’è tanto male. Perché anche noi, molte volte, non siamo fedeli. Vi sono tante persone buone, ma spesso manca la comunione e l’unità con la Chiesa, manca la generosità dell’impegno cristiano, manca la libertà di professare la propria fede. Molti per rispetto umano si tengono in disparte e vengono meno alla testimonianza. Non dimentichiamo inoltre quello che la Madonna disse ai pastorelli a Fatima, mostrando loro l’inferno: “Vedete dove finiscono tanti peccatori perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro”.
Riparazione: attraverso l’offerta di ogni nostra sofferenza, di ogni sacrificio, dolore e avversità. L’uomo possiede una capacità enorme di generosità, che diventa una potenza, se viene espressa e concretizzata.
Infine, promettere qualcosa a Maria. Siamo fragili e incostanti e ci sono in noi tanti aspetti da migliorare. Ognuno sente nell’intimo quello che la Madonna  desidera da lui.
Prendersi un impegno preciso significa dimostrarle la propria volontà di amarla.

 
 

Il segno dell’amore

Una prima considerazione che mi viene spontanea riguardo a Maria è questa: come mai dopo venti secoli il suo nome è ancora invocato, dalle famiglie e dai singoli, nei grandi santuari come nelle piccole chiese, nelle grandi città come nelle piccole parrocchie? Chi è questa creatura che ha potuto resistere all’usura del tempo, mentre sono scomparsi tanti “troni”, tante glorie e tanti idoli, e che ancora oggi sa parlare al cuore dell’uomo?
Certo, Maria è Madre di Dio. Da questo scaturisce la sua importanza e la sua missione nella vita della Chiesa e di ogni cristiano.
Riflettendo sulla storia della salvezza, mi piace pensare che Maria è amore...

 
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