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Regina coeli

Vivere la Pasqua con il cuore di Maria

Regina del cielo, rallegrati, alleluia!
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia!
È risorto, come aveva promesso, alleluia!
Prega il Signore per noi, alleluia!
 

Il Regina Coeli è una delle antifone mariane più popolari nell’Occidente cattolico. Questa splendida preghiera risale al XII secolo e non se ne conosce l’autore. I primi a pregarla furono i francescani che la inserirono nel loro breviario. Quando i Papi cominciarono a renderla universale e ufficiale, prese a diffondersi velocemente. Come l’Ave Maria e la Salve Regina rientra nel genere dei saluti alla Vergine.
Il Regina Coeli fa contemplare i due misteri fondamentali della nostra fede: l’incarnazione di Gesù e la sua morte e risurrezione. Nell’espressione “è risorto come aveva promesso” (cf. Mt 28,6; Mc 16,6; Lc 24,6) riviviamo l’incontro dell’angelo con le donne davanti alla tomba vuota.

La fede di Maria
Mentre si invita Maria a gioire per il suo Figlio risorto, si loda in lei la fede con cui ha atteso, unica tra i discepoli e i seguaci di Gesù, l’evento della risurrezione. Maria con la sua fede incrollabile ha permesso al mistero della salvezza di compiersi. Davanti al disegno di Dio non ha opposto i suoi pensieri né si è voltata indietro nel tempo della prova. Si è fatta grembo non solo fisico ma specialmente spirituale perché Dio potesse trovare lo spazio necessario per svelare il suo volto. Lentamente, attraverso un cammino talvolta faticoso e in salita, Maria ha cercato il tracciato del Padre dentro le vicende quotidiane, e lo ha fatto prestando attenzione alla sua Parola e alla vita, a quello che gli eventi le mostravano e le indicavano come ulteriori occasioni di comprensione. La gioia della risurrezione, che secondo i Padri della Chiesa lei per prima sperimentò, ha costituito l’apice di un percorso che conosciamo bene, e che l’ha portata fin dentro il mistero della morte innocente. Il Regina Coeli è perciò una preghiera contemplativa, che fa entrare nel mistero di Maria e della sua collaborazione attiva alla donazione del Figlio. Anche per noi c’è un messaggio, un invito forte a scegliere e riscegliere sempre e nuovamente la gioia come marchio indelebile della risurrezione di Gesù, nella quale tutto ciò che siamo e facciamo trova significato e futuro.

Madre che intercede
Nel mezzo dell’antifona i credenti si rivolgono alla Madre dicendole: «Prega il Signore per noi». Non siamo ancora arrivati alla meta, siamo pellegrini della fede e della vita, incamminati verso l’incontro con Dio. Ecco allora che ci rivolgiamo a Maria, madre che intercede per tutte le nostre necessità. Questo è il tempo dell’impegno, della preghiera tenace, del combattimento spirituale, per crescere nell’amore. Perciò si ha bisogno di aiuto da parte della madre, per far fruttare quel germe da “risorti” che Gesù ha messo in noi il giorno del Battesimo.

di Monica Reale
(tratto dalla rivista Missione Maria)

 
 
Con la gioia che nasce dalla fede e dalla speranza in Cristo risorto, auguriamo a voi e alle vostre famiglie una felice e santa Pasqua,

le missionarie