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Il discernimento - Un buon inizio

Casa di preghiera - Canoscio PG

Punto di partenza nel percorso di discernimento è un sano realismo. Un realismo che si acquisisce nella quotidiana familiarità con il Signore.
 

“Signore, non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze…” (Salmo 131,1)

Saper partire da questa scelta di fondo, frutto di un sano realismo e di quella consapevolezza profonda e serena che si acquisisce con l’esperienza di anni di familiarità con il Signore nell’orazione, è certamente un buon inizio per ogni discernimento spirituale. Cosa cerco e come lo cerco: farsi queste domande prendendosi un tempo di pausa per rientrare in se stessi e ascoltare gli aneliti profondi del nostro cuore, ci fa bene … e non solo all’anima! Bisogna procedere con passo umile, cioè semplice, proporzionato alla mia realtà complessiva, qui, ora. È sempre pericoloso e spesso distruttivo seguire le illusioni … Allora: il passo umile. Di cosa si tratta? Se, come suggerivo la volta precedente, abbiamo iniziato a “far luce” cioè a riconoscere che rapporto ho con il mio corpo, spazio, tempo, e stato di vita, allora riprendo ciò che ho appuntato per ogni voce e, davanti al Signore, provo a … fare ordine.

Prima di tutto nei miei ritmi vitali: a che ora vado a dormire? A che ora mi alzo al mattino? A che ora prego? Come mangio? … Va tutto bene o c’è qualcosa da correggere? Lo annoto a fianco delle risposte precedenti con una penna di colore diverso. Da subito inizio a praticare ciò che ho intuito essere più sano per me, ora, e mi alleno in esso senza scoraggiarmi. Ricorda: ciò che conta non è avere (subito) successo, ma avviare un processo di cambiamento verso il bene, verso il meglio per me (= possibile a me), qui e ora. Che aspetti? Prenditi cura di te! Cos’è che non puoi più procrastinare? Parlane con il Signore, nella preghiera, nel dialogo a tu per tu con Lui, con totale apertura e confidenza … Non temere di presentargli le tue paure, le tua fatiche, la tua rabbia o i tuoi fallimenti … e chiedi il suo aiuto, sapendo che “lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza” (Rm 8,26).

Può esserti d’aiuto il Salmo 30 (29): pregalo lentamente, gustando ogni frase, verbo, parola … Prova a percepirne il sapore, cioè il sentire profondo che suscita in te, nei tuoi pensieri, nei tuoi sentimenti …. Immedesimati, lasciati coinvolgere … I “nemici” di cui parla non sono necessariamente persone o situazioni esterne a noi; possono essere i nostri stessi pensieri, sentimenti o abitudini non sane. Com’è bello poter dire al Signore alla fine di una giornata: ti lodo “perché non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me”, cioè di avere la meglio su di me, tanto da deridermi, da umiliarmi, da farmi sentire un fallito, un perdente … “Signore mio Dio, a te ho gridato e tu mi hai guarito”: sì, il Signore guarisce le nostre ferite, risana le nostre ombre e debolezze trasformandoli in punti di forza, se solo abbiamo il coraggio di esporle a Lui, con un cuore semplice, con il passo umile. “Hai fatto risalire la mia vita dagli inferi”: cioè da quelle tenebre, paralisi, abitudini autodistruttive in cui pensieri, sentimenti, situazioni avevano relegato la mia vita facendomi credere che per me non c’era alternativa … Là dove tutto sembrava chiuso, finito, senza via di scampo Tu o Signore mi hai aperto una via, una possibilità: “Hai fatto risalire la mia vita dagli inferi, mi hai fatto rivivere”.

Allora insieme a tutti gli altri: amici, familiari, colleghi, vicini … oggi canto la gioia e la vita ritrovata!

 

Rossella Bignami
Casa di preghiera "Ecco tua Madre"
Canoscio PG
(articolo tratto dalla Rivista Missione Maria)

 
 

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