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Il discernimento

Casa di preghiera - Canoscio PG

Punto di partenza nel percorso di discernimento è un sano realismo. Un realismo che si acquisisce nella quotidiana familiarità con il Signore.
 

Nelle circostanze concrete, qual è il modo di operare il bene? Come capire qual è la cosa giusta da fare?

Sono tante le situazioni in cui sperimentiamo il dubbio, l’incertezza, la fatica di capire qual è la cosa giusta da fare…. per esempio,  come reagire alle offese o alle ingiustizie; come aiutare i figli nelle varie fasi dell’età evolutiva; come far fronte a un imprevisto familiare; che tipo di studi o carriera intraprendere; come esprimere la propria voce e impegno di cittadino; come essere coerenti  nel testimoniare la propria fede quando questo richiede l’andare contro corrente e sacrificare qualche beneficio …
La complessità della vita contemporanea richiede oggi più che mai di saper discernere tra più opzioni, di valutare ciò che è più in sintonia con i valori in cui crediamo, distinguendo con chiarezza ciò che è davvero la scelta giusta da fare, perché buona e bella in sé e possibile a me, qui, ora.

 

 “Oggi la Chiesa ha bisogno di crescere nel discernimento” è il ritornello di Papa Francesco. Il discernimento non è un’abilità, una tecnica, ma una relazione … e come ogni relazione, non si improvvisa. In un’epoca di relativismo e individualismo come la nostra è davvero un esercizio urgente, pena lasciarsi travolgere e trasportare dalle correnti delle varie e mutevoli opinioni. Per noi credenti poi si tratta di operare un discernimento spirituale, cioè di imparare a distinguere e valutare tutte le cose alla luce dello Spirito che abita in noi dal battesimo e può davvero guidare la nostra vita al meglio, perché porti frutti di vita e non di morte. 
Come ascoltare la voce dello Spirito tra le tante che risuonano in noi e attorno a noi? È questione di … palato, cioè di gusto. E il gusto, si sa, è cosa da raffinati, non da bocche avidamente spalancate, pronte e ingurgitare di tutto!  “Gustate e vedete com’è buono il Signore!”(Sal 34,9): se non arriviamo a questa esperienza “saporita”, gustosa del Signore, non possiamo dire di essere davvero entrati in relazione con il Padre nostro …

 

Da dove cominciare?
Dalle cose più evidenti. Per esempio dal “fare luce”, cioè dal riconoscere (e annotare) che rapporto ho
- col mio corpo (ritmi vitali sonno/veglia; modo di mangiare; di curarmi, ecc.). Comincio col chiedermi: a che ora vado a dormire? A che ora mi alzo al mattino? A che ora prego? Come mangio? 
Poi mi chiedo che rapporto ho
- con lo spazio fisico in cui vivo (la mia camera, la mia casa, gli ambienti che frequento, quelli che preferisco e quelli che evito ….). Devo cambiare posto? O più semplicemente devo mettere ordine nella mia stanza, sul mio tavolo …? Libera spazio per la tua vita, sposta, togli tutto ciò che non porta vita in te e attorno a te!
Mi chiedo che rapporto ho
- con il tempo (come lo utilizzo, come lo spreco, come lo perdo …).Quanto e quando faccio … cosa? Per alcuni giorni, provo a scrivere, da quando mi alzo a quando vado a dormire, mezz’ora per mezz’ora, cosa ho fatto concretamente … così posso partire dalla mia vita reale per fare scelte più costruttive. 
Infine, mi chiedo che rapporto ho
- con ciò che è inerente al mio stato di vita di studente, lavoratore, sacerdote,  consacrato,  celibe, coniugato, genitore, insegnante ….  Quali sono le mie priorità?  

Il discernimento inizia sempre da qui: dal fare chiarezza sulle relazioni fondamentali che vivo, per esporle alla luce di Dio e riconoscere ciò che conduce alla vita e ciò che invece la deforma o la soffoca. Fa tanto bene ammetterle! Così ricominci anche a volerti bene.

Rossella Bignami
Casa di preghiera "Ecco tua Madre"
Canoscio PG
(articolo tratto dalla Rivista Missione Maria)

 
 

Scuola di preghiera (articoli 2018)