Canto iniziale: Chi ci separerÃ
Guida: Con questa veglia vogliamo ricordare i momenti salienti della passione e morte di Gesù per poterli meditare nel nostro cuore e per poterci interrogare su come possiamo noi rispondere concretamente, nella nostra quotidianità , ad un amore così grande e smisurato. Le vite dei Santi, senz'altro, sono esempi tangibili di risposte d'amore all'Amore: abbiamo, quindi, pensato di riportare alcuni passi dell'esperienza di San Massimiliano Kolbe per aiutarci nella nostra meditazione. Cominciamo pregando insieme con la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato: Padre nostro.
GIOVEDI SANTO
Dal Vangelo di Giovanni (13,1-5.12-14):
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto. Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri".
Momento di silenzio
Dal Vangelo di Luca (22,14-20):
Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: "Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finchè essa non si compia nel regno di Dio". E preso un calice, rese grazie e disse: "Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finchè non venga il regno di Dio". Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me". Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi".
Canone: Ubi caritas
Così Gesù...così Massimiliano...: "Più tardi, quella stessa sera, la sera prima del suo arresto, chiese ad alcuni fratelli che erano stati con lui fin dai primi giorni anche a Grodno, di unirsi a lui per una breve conferenza. Aveva un piccolo dolce e lo divisero. Tutti avvertirono che era una cosa speciale e che in qualche modo era un'occasione solenne... ...L'odio non è una forza creativa, solo l'amore crea".
(Patricia Treece, Il Santo di Auschwitz, pag.148-185; E.I.)
Gesto simbolico: si portano all'altare un catino d'acqua e un asciugatoio, un cesto con un pane spezzato e una brocca di vino. Intanto un solista (con musica di sottofondo) recita la preghiera:
Se dovessi scegliere
una reliquia della tua passione,
prenderei proprio quel catino
colmo di acqua sporca.
Girare il mondo con quel recipiente
e ad ogni piede cingermi
dell'asciugatoio e curvarmi giù in basso
non alzando mai la testa
oltre il polpaccio per non distinguere
gli amici dai nemici, e lavare i piedi
del vagabondo, dell'ateo, del drogato,
del carcerato, dell'omicida,
di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego mai,
in silenzio, finché tutti abbiano capito
nel mio il tuo Amore.
Amen.
(Don Tonino Bello)
Canto: L'ultima sera
Momento di silenzio
VENERDI SANTO
Dal Vangelo di Matteo e di Luca (27,45-46) e (23,45-46):
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: "Elì, Elì, lemà sabactà ni?", che significa: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo spirò.
Canone: Ubi caritas
Così Gesù...così Massimiliano...: "Fu uno shock enorme per tutto il campo. Ci rendemmo conto che qualcuno tra di noi, in quella oscura notte spirituale dell'anima, aveva innalzato la misura dell'amore fino alla vetta più alta. Uno sconosciuto, uno come tutti, torturato e privato del nome e della condizione sociale, si era prestato ad una morte orribile per salvare qualcuno che non era neanche suo parente".
(Patricia Treece, Il Santo di Auschwitz, pag.224; E.I.)
Gesto simbolico: ai piedi dell'altare vengono portati i chiodi, il martello e una catena... Intanto un solista (con musica di sottofondo) recita la preghiera:
Sì, Signore, io adoro e venero la tua croce.
Per me non è soltanto un pezzo di legno anonimo:
è l'albero della vita che si innalza verso Dio.
La tua croce diventa allora immensa,
una scala che sale verso il Cielo.
Lo so bene, Signore, che non sarò io a salvarmi.
Perché fino all'ultima ora io sarò povero,
sarò peccatore, un povero peccatore.
Ma so che c'è la tua croce.
So che per mezzo suo lo Spirito viene a noi
E che grazie alla tua croce
io sono in cammino verso il mio Dio.
Signore, la tua croce,
per mezzo della quale
hai portato a compimento la tua vita santa,
mi aiuti a vivere.
Amen.
Canto: Vi consolerò
Momento di Silenzio
SABATO SANTO
Guida: Il Sabato Santo è il giorno in cui si prega e si pensa alla salvezza di tutti gli uomini in quanto, in questo giorno, Cristo è disceso agli inferi per salvare tutti quelli che erano prima di Lui: il Sacrificio di Cristo viene esteso a tutta l'umanità .
Dalla prima lettera di San Pietro Apostolo (3,18-22):
Anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito. E in spirito andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prigione; essi avevano un tempo rifiutato di credere quando la magnanimità di Dio pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l'arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell'acqua. Figura, questa, del battesimo, che ora salva voi; esso non è rimozione di sporcizia del corpo, ma invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo, il quale è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.
Canone: Ubi caritas
Così Gesù...così Massimiliano...: "... finché vivremo, noi che eravamo ad Auschwitz, piegheremo la nostra testa in memoria di quello che è accaduto, come quella volta la piegammo davanti al bunker della fame. Quella fu una scossa che ci restituì l'ottimismo, che ci rigenerò e ci diede forza; rimanemmo ammutoliti dal suo gesto, che divenne per noi una potentissima esplosione di luce capace di illuminare l'oscura notte del campo..."
(Patricia Treece, Il Santo di Auschwitz, pag.225; E.I.)
Gesto simbolico: portiamo ai piedi dell'altare un mappamondo e un Vangelo aperto... intanto cantiamo insieme: Prendi la mia vita
Momento di Silenzio
Risonanza: chi lo desidera può ripetere ad alta voce la frase che più lo ha colpito durante la veglia
Momento di Silenzio
Guida: A conclusione di questa veglia vogliamo affidare tutti i desideri del nostro cuore alla più dolce di tutte le mamme, Maria, sicuri che Lei dal cielo guiderà i nostri passi sull'esempio di San Massimiliano e di Gesù. Recitiamo insieme la preghiera di affidamento a Maria:
Madre mia, Maria,
tu sei stata aperta e disponibile
al sogno di Dio per te e per l'umanità :
hai creduto al Suo amore, fidandoti totalmente di Lui.
Oggi ti voglio consegnare tutto me stesso:
il mio corpo, il mio cuore, la mia mente,
tutti i miei desideri e paure, limiti e sicurezze.
Accompagnami in ogni momento della vita
perché anch'io impari, come te,
a fidarmi dell'amore sorprendente di Dio.
Tu, che hai guidato San Massimiliano Kolbe
ad amare senza misura,
insegnami ad essere testimone del Vangelo
per ogni persona che incontro.
Amen.
Canto: Salve Regina