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Riflessioni kolbiane

Tutto tuo, o Immacolata!

 

Le riflessioni scaturiscono dal nostro vissuto, dalla nostra esperienza nella terra polacca, in questi luoghi per noi così importanti. Prendono spunto da quelle parole che risuonano più frequentemente nei nostri cuori mentre passo dopo passo ripercorriamo le strade che ci portano fino alla cella dell’amore più grande. Abbiamo riconosciuto in Maria l'ideale di vita e il segreto di santità di Massimiliano Kolbe, desideriamo conoscerla sempre più e condividere con semplicità questo nostro incontro.

 


“L'Immacolata: ecco il nostro ideale. Avvicinarci a Lei, renderci simili a Lei, permettere che Ella prenda possesso del nostro cuore e di tutto il nostro essere, che Ella viva e operi in noi e per mezzo nostro, che Ella stessa ami Dio con il nostro cuore, che noi apparteniamo a Lei senza alcuna restrizione: ecco il nostro ideale....Inoltre, che la Sua vita si radichi sempre più in noi, di giorno in giorno, di ora in ora, di momento in momento, e ciò senza alcuna limitazione: ecco il nostro ideale” (SK 1210). Questo articolo del Cavaliere dell’Immacolata, pubblicato nel 1936 sintetizza l’ideale di vita di Kolbe che lo ha accompagnato tutta la vita e che nella piazza dell’appello di Auschwitz ha raggiunto il suo culmine.

“L’amore all’Immacolata fu infatti il centro della sua vita spirituale, il fecondo principio animatore della sua attività apostolica. Il modello sublime dell’Immacolata illuminò e guidò la sua intera esistenza sulle strade del mondo e fece della sua morte eroica nel campo di sterminio di Auschwitz una splendida testimonianza cristiana e sacerdotale” (Giovanni Paolo II, 8 dicembre 1982).
Questa opera di trasformazione nell’Immacolata è frutto dell’opera dello Spirito ma con la collaborazione e la risposta di Massimiliano all’azione della grazia.
Nei suoi scritti notiamo tutto il suo impegno per lasciarsi guidare dallo Spirito, per far fruttificare in sè i doni di grazia in un cammino di umiltà, di rinnegamento di sè, per non ostacolare l’azione della grazia. “Tu però devi lavorare nel silenzio e nel raccoglimento, ... formulare dei propositi” ( SK 962).  “L'umiltà è il fondamento di tutte le virtù. Ostacoli: superbia, amor proprio” (SK 968).
“Guardarsi da tutte quelle parole che possono attirarci la gloria, la stima e l'apprezzamento degli altri. ... Gioisci quando vengono lodati gli altri. La gelosia, l'attaccamento alla propria gloria, è un difetto” (SK 969).

Grazie a questa opera di cooperazione con la grazia di Dio si realizza il suo grande desiderio, espresso nel regolamento di vita stilato durante gli esercizi spirituali dell’anno 1920: “Devo essere santo, quanto più grande possibile”. (SK 971) Desiderio che si compie nella piazza dell’appello del campo di Auschwitz quando si offre per per salvare la vita di Francesco Gajowniczek.
Dopo la selezione, il prigioniero Ted Wojtowski ancora frastornato per il sacrificio di Kolbe, al quale ha assistito dice “ Ho appena assistito ad un evento straordinario : un uomo è diventato santo” (P. Treece, Il Santo di Auschwitz, pag. 216).
Secondo le intenzioni delle SS il campo de Auschwitz-Birkenau doveva essere uno strumento per creare un mondo senza Dio, un mondo di superuomini che disprezzavano gli altri per la diversitá di razza, di cultura, di lingua, san Massimiliano con la sua offerta fa del campo di Auschwitz il luogo dell’amore più grande e luminoso.
Come Lui, guidati dalla mano di Maria possiamo essere fedeli al cammino di santità che Dio ha pensato per noi.

Le Missionarie di Harmęże, Polonia

 
 
 
 

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