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Riflessioni kolbiane

LASCIATI CONDURRE

 

Le riflessioni scaturiscono dal nostro vissuto, dalla nostra esperienza nella terra polacca, in questi luoghi per noi così importanti. Prendono spunto da quelle parole che risuonano più frequentemente nei nostri cuori mentre passo dopo passo ripercorriamo le strade che ci portano fino alla cella dell’amore più grande. Abbiamo riconosciuto in Maria l'ideale di vita e il segreto di santità di Massimiliano Kolbe, desideriamo conoscerla sempre più e condividere con semplicità questo nostro incontro.

 


«Lasciati condurre, sii fedele alle ispirazioni. Lasciati condurre dall’Immacolata. Lasciati condurre da lei nell’amore e invocala in tutte le difficoltà e incertezze. Lasciati condurre particolarmente nelle cose che non sono di tuo gradimento, lasciati condurre nella pazienza e nell’amore; nella pace, dalla Divina misericordia. Lasciati condurre nell’ordine, da lei senza alcuna  barriera» (Cfr. SK 987). Quel “lasciati condurre” è quasi un ritornello che si rincorre negli appunti delle meditazioni di san Massimiliano Kolbe. Sono parole di fiducia e di incoraggiamento che rivolgeva a se stesso e anche ai suoi frati: «Lasciamoci soltanto condurre da Lei sempre più perfettamente ed Ella stessa in noi e attraverso noi farà il massimo possibile» (SK 609), «Lasciamoci condurre liberamente da Lei, dove, come, quando Ella vorrà»(SK 755), «Lasciati condurre da lei e sarai felice su questa terra e in Paradiso»(SK 1355).

Lasciarsi condurre da Maria è lasciarsi condurre dallo Spirito, per questo rinnovando il nostro affidamento all’Immacolata le chiediamo “aiuto per essere docili allo Spirito”. Scrive il padre Faccenda: «Dove c’è Maria, c’è lo Spirito Santo… Lo Spirito Santo lavora nell’anima fedele insieme alla Madonna, e più la Vergine è “padrona” in un cuore, più lo Spirito Santo è felice e compie le sue meraviglie… L’Immacolata talmente unita allo Spirito Santo, è un braciere che arde senza fine»(La prese con sé pag. 51-52).

Ma perché lo Spirito con Maria possa operare in noi, dobbiamo svuotarci di noi stessi, del nostro orgoglio, della nostra vanità, perché «Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili»(1Pt 5,5). Accogliendo lo Spirito nella nostra vita, egli metterà in noi il desiderio di seguire Gesù, ci darà la forza, quella forza dall’Alto che Gesù ha promesso agli Apostoli e il coraggio per continuare il nostro cammino di fede. È lo Spirito Santo che in noi grida “Abbà Padre” e ci ricorda che siamo figli di Dio. Ma come riconosciamo la guida dello Spirito? Come discerniamo tra i nostri stessi pensieri e il fatto che sia Lui a condurci? Uno dei modi più importanti per riconoscere la guida dello Spirito Santo è conoscere bene la Parola di Dio. La Parola è la “spada dello Spirito”(Ef 6,17), e lo Spirito la userà per parlare con noi, per rivelare la volontà di Dio nelle nostre vite e guidarci a tutta la verità.
È necessario allora che spieghiamo le vele della nostra vita al vento dello Spirito, che ne ascoltiamo la voce dentro le pieghe della storia e delle nostre vicende, dentro le sfide del tempo, come nel profondo del cuore. Nei momenti di incertezza e difficoltà preghiamo con le parole di Papa Francesco: «Spirito Santo, fa’ che il mio cuore sia aperto alla Parola di Dio, che il mio cuore sia aperto al bene, che il mio cuore sia aperto alla bellezza di Dio tutti i giorni»
(Udienza Generale, 15 maggio 2013).

Le Missionarie di Harmęże, Polonia

 
 
 
 

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