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I linguaggi della preghiera - Il silenzio

Casa di preghiera - Canoscio PG

Il “sussurro di una brezza leggera” fu per il profeta Elia il segno del passaggio di Dio tanto atteso: la voce del silenzio fu per lui più eloquente di un vento impetuoso, di un terremoto, di un fuoco.
 

Il  Silenzio: la lingua più adatta per la preghiera  

Il  “sussurro di una brezza leggera” fu per il profeta Elia il segno del passaggio di Dio tanto atteso: la voce del silenzio fu per lui più eloquente di un vento impetuoso, di un terremoto, di un fuoco. Una voce che lo ha rimesso in piedi, anzi, in cammino, affidandogli una nuova missione (cf. 1Re 19,11-18).  
Anche nella nostra vita a volte incontriamo il Signore più nel silenzio di un ascolto/attesa profonda che in tanti discorsi eruditi o ricerche puntigliose dove prevale una delle nostre ansie. C'è chi ha imparato a pregare con le parole (solo con le parole), ma non riesce a pregare con il silenzio. Eppure la preghiera progredisce proprio con il progredire del silenzio.
È come quando riempiamo un secchio vuoto: l'acqua fa molto rumore. Quando però il livello dell'acqua aumenta, il rumore si attenua sempre più, fino a sparire del tutto quando il secchio ne  è colmo. Quando la mia relazione con Dio e quindi la mia preghiera si è lasciata colmare da Lui, dalla sua Parola, dalla sua Presenza, solo il silenzio vigile e amoroso può parlare per me …
Continuamente circondati e abitati dal rumore, per molti il silenzio nella preghiera risulta imbarazzante, quasi sconveniente. Non si sentono a loro agio nel silenzio. Affidano tutto alle parole, ma il più delle volte unicamente il silenzio esprime il tutto. 

 

Il silenzio è pienezza. Il silenzio è la lingua del mistero. Non ci può essere adorazione senza silenzio. Stare in silenzio nella preghiera equivale a stare in ascolto, in attesa.  
Il silenzio ci predispone ad accogliere la rivelazione di Dio: è il linguaggio delle profondità. Dopo aver parlato, Dio tace, ed esige da noi il silenzio, non perché la comunicazione sia terminata, ma perché restano altre cose da dire, confidenze più intime, che possono essere espresse unicamente dal silenzio.  
“La preghiera ha per padre il silenzio e per madre la solitudine”,  diceva Girolamo Savonarola. Solo il silenzio, infatti, rende possibile l'ascolto, cioè l'accoglienza in sé non solo della Parola, ma anche della presenza di Colui che parla. È l’esperienza della Madre del Signore, la Vergine dell’ascolto e del silenzio, perché tutta la sua esistenza e tutto di lei (corpo, mente, cuore), si è fatto “grembo”, spazio accogliente e fecondo perché la Parola si facesse carne.
Per pregare bene ci vogliono parole e silenzi. Le pause, i momenti brevi di silenzio (che non devono mancare mai) hanno lo scopo di interiorizzazione e presa di coscienza di quanto si va ascoltando.

 

Per te
1. Ritaglia nella tua giornata tempi di silenzio (almeno 15 min)
2. Scegli un luogo tranquillo e una posizione comoda. Pacificati respirando più profondamente, lentamente  e consapevolmente. Non avere fretta.
3.  Ascolta i suoni che ti circondano. Chiamali per nome.
4.  Ascolta i suoni dentro di te: il tuo respiro, il tuo battito, il sangue che scorre nelle tue vene …
5.  Fai spazio nella tua mente/cuore alla Presenza del Signore. Con Maria. In Maria. Come Maria.
6.  AccogliLo incondizionatamente. Affidati a Lui. Ascolta. Dialoga. Ringrazia. Poi congedati lentamente, tornando alle tue occupazioni quotidiane con la pace che ha pervaso il tuo essere perché ti senti amato.

Rossella Bignami
Casa di preghiera "Ecco tua Madre"
Canoscio PG
(articolo tratto dalla Rivista Missione Maria)

 
 

"Dio per primo": imparare a pregare

 

L'adorazione

 

Preghiera di lode

 

Preghiera di ringraziamento

 

Preghiera di intercessione

 

Pregare con il corpo

 

Cuore e labbra