
Ottobre è il mese dedicato alla recita del santo Rosario. Il santuario di Pompei è uno dei più famosi nel mondo dedicato al culto della Madonna del Rosario.
Il culto della Madonna del Rosario è molto antico, e risale all’epoca della fondazione dei padri domenicani (XIII secolo), i quali ne furono i maggiori propagatori. La devozione della recita del rosario, chiamato anche salterio, ebbe larga diffusione per la facilità con cui si poteva pregare; fu chiamato il vangelo dei poveri, i quali in massima parte non sapevano leggere, ma con la recita del rosario potevano pregare e nello stesso tempo meditare i misteri cristiani senza la necessità di leggere su un testo. Il culto per il s. Rosario ebbe un’nuova diffusione dopo le apparizioni di Lourdes del 1858, dove la Vergine raccomandò la pratica di questa devozione. La Madonna del Rosario, ebbe nei secoli una vasta gamma di raffigurazioni artistiche, quadri, affreschi, statue, di solito seduta in trono con il Bambino in braccio, in atto di mostrare o dare la corona del rosario; la più conosciuta è quella in cui la corona viene data a s. Caterina da Siena e a s. Domenico di Guzman, inginocchiati ai lati del trono. É uno di questi quadri che ha dato vita alla devozione mariana di Pompei.
Il santuario fu costruito per volere di Bartolo Longo, il quale aveva sposato la contessa Marianna de Fusco, dei cui beni era diventato amministratore. La contessa De Fusco era proprietaria di terreni ed abitazioni nel territorio di Pompei e Bartolo Longo come amministratore si recava spesso nella Valle; vedendo l’ignoranza religiosa in cui vivevano i contadini sparsi nelle campagne, prese ad insegnare loro il catechismo, a pregare e specialmente a recitare il rosario. Istituì nella chiesa del SS. Salvatore la Confraternita del Santo Rosario per la raccolta di fondi atti a costruire il Santuario dedicato alla Vergine. Dal 1876 con sua moglie, diede inizio alla costruzione del Santuario della Madonna del Rosario, terminato poi nel 1891. Il santuario di Pompei è stato eretto con le offerte spontanee dei fedeli di ogni parte del mondo. In breve divenne centro di grande spiritualità come lo è tuttora, fu elevata al grado di Santuario, è centro del sacramento della confessione di milioni di fedeli, che si accostano alla Santa Comunione tutto l’anno.
Bartolo Longo aveva trovato una zona paludosa e malsana. Alla sua morte lasciò una città ripopolata, salubre, tutta ruotante attorno al Santuario e alle sue numerose opere. Volle edificare una Pompei intesa come terra di fede e di preghiera, di speranza e carità , la quale doveva essere in antitesi con quella antica, distrutta nel 79 d. C. dalle ceneri e dai lapilli del Vesuvio.

È sua l’iniziativa della supplica, da lui compilata, alla Madonna del Rosario di Pompei che si recita solennemente e con gran concorso di fedeli, l’otto maggio e la prima domenica di ottobre.
Bartolo Longo morì il 5 ottobre del 1926 e come da suo desiderio fu sepolto nella cripta, in cui riposa anche la contessa De Fusco. Fu beatificato il 26 ottobre 1980 da papa Giovanni Paolo II.
Il santuario si presenta a croce latina con tre navate, è sede di uno dei migliori organi inaugurato nel lontano 1890. L'interno è ricco di marmi, affreschi e mosaici, presenta 4 maestosi pilastri che sostengono la monumentale cupola, diverse cappelle e la cripta con le spoglie di Bartolo Longo.
Sull'altare maggiore è custodito il quadro della Vergine del Rosario con il Bambino. Si tratta di un'antica tela, forse del 600, ornata da numerose gemme e racchiusa da una ricca cornice di bronzo contornata dai quindici misteri del Rosario. Il dipinto fu donato da Padre Alberto Maria Radente del Convento di S. Domenico Maggiore a Bartolo Longo. Accadde poi che, una giovane si recasse al Santuario per chiedere alla Madonna di essere guarita dall’epilessia, e fosse guarita. Da quel momento, la chiesa è divenuta un luogo di pellegrinaggio internazionale. Il quadro è diventato oggetto di profonda venerazione in tutto il mondo. I fedeli hanno arricchito il quadro con le loro offerte votive: oro, gioiello, pietre preziose, che oggi sono stati allontanati dalla tela per evitare dei danni alla stessa.
Vicino al Santuario c'è un maestoso campanile, in granito grigio e marmo bianco, inaugurato nel 1925. Il campanile è alto 80 m., è visibile anche a chilometri di distanza e dalla cima è possibile godere di una notevole panoramica che va dalle isole del golfo fino all’Appennino, agli Scavi, al Vesuvio e alla Valle del Sarno.