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I linguaggi della preghiera - Cuore e labbra

Casa di preghiera - Canoscio PG

Il linguaggio non verbale è più eloquente delle parole. Anche nel rapporto con Dio siamo invitati a “usare” tutte le facoltà della nostra persona.
 

“Di te ha detto il mio cuore: ‘Cercate il suo volto’; il tuo volto, Signore, io cerco” Sal 27 (26)  

Già, perché anche il cuore …“parla” e, se lo sappiamo ascoltare, ci rivela i sentimenti e i desideri più profondi che ci abitano. Anche i gesti del corpo e le espressioni del volto “parlano”: in genere rispondono a un’emozione o a un sentimento. Ad esempio, quando un bambino ha paura, si copre il volto o la testa o chiude gli occhi; quando una persona riceve una buona notizia, sorride e tutto il suo essere si illumina; se raggiunge un obiettivo, balza in piedi lanciando un urlo di gioia e alza con forza un braccio in segno di vittoria. Se si assiste a qualcosa di straordinario, si spalancano gli occhi e si apre la bocca, ecc. Succede lo stesso quando preghiamo: tutta la nostra  persona prega, anche con il corpo. I nostri gesti parlano, a volte più delle parole: è il linguaggio non verbale.
Leggendo il Vangelo possiamo notare quanto erano graditi a Gesù i gesti d’amore autentici: ha permesso alla peccatrice di lavargli i piedi con le sue lacrime, a una donna di Betania di ungergli il capo con preziosissimo nardo dal profumo intenso, a Giovanni di poggiare la testa sul suo petto, ai bambini di abbracciarlo… Lui stesso ha toccato ammalati, ha pianto, ha preso per mano, ha fissato negli occhi con amore… “Siamo corpo e spirito, e quindi avvertiamo il bisogno di tradurre esteriormente i nostri sentimenti. Dobbiamo pregare con tutto il nostro essere per dare alla nostra supplica la maggiore forza possibile” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2702). Ricordiamo però che Dio guarda ciò che c’è nel cuore più che l’atteggiamento esteriore. Che si preghi seduti, in piedi, in ginocchio o con le braccia aperte, con le mani giunte, con gli occhi aperti o chiusi, in una chiesa, in casa o all’aria aperta, sono aspetti secondari. Ciò che conta è che tutte queste espressioni nascano da un cuore che prega con sincerità.

 

“Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclamerà la tua lode”. Sal 51,17-19

Così iniziamo la giornata, tracciando un semplice segno di croce sulle labbra perché lo Spirito susciti parole di lode, muova le mani verso gesti di bontà e sollecitudine fraterna. La Croce che redime si incide sul cuore e lo innesta nell’Amore più grande. Così, è Cristo stesso che in noi loda, ringrazia, invoca, piange e supplica con l’umanità: la sua, la nostra … Dalla croce Egli riassume e redime ogni dolore, pianta sul cuore la speranza dell’alba e nell’intimo fa risuonare la certezza: Io, il Signore, ho cura di te!   La bocca è soglia del rapporto tra uomo e Dio, tra uomo e uomo, tra uomo e mondo, fra interno ed esterno e diventa il simbolo della totalità dell’uomo. Con la bocca si parla: è comunicativa, relazionale; con la bocca si mangia: ha una dimensione nutritiva, vitale; con la bocca si bacia: è comunicazione affettiva, unitiva; con la bocca si canta: è la dimensione della festa e della gioia di vivere insieme. Insieme alla Vergine più volte al giorno ripetiamo (anche mentalmente): “Signore, apri le mie labbra e io canterò la tua lode”.

 

Per te
1.    Chiedi il dono che la tua preghiera nasca da un cuore sincero, che cerca “il volto di Dio”, la relazione d’amicizia con Lui e con i fratelli.
2.    Agire: prova a pregare lentamente un salmo o una delle preghiere che conosci a memoria, accompagnandola con alcuni gesti del corpo. Un esempio: Parafrasando alcune frasi del salmo 63(62) ti suggerisco tra parentesi gli atteggiamenti corporei che possono accompagnare la preghiera:

Dio, Dio mio!
Ti desidero, ti cerco.
Il mio cuore ha sete di te.
Sono assetato come una terra arida che invoca la pioggia.
      (Braccia nel gesto dell'offerta, distanti dal corpo: mi sento terra assetata) 
Penso a te
di giorno e di notte.
Mi aggrappo a te:
la tua forza mi sostiene.
     (Mani giunte all'altezza del petto) 

Tu sei la mia gioia e io canto a te. 
Tutto quello che fai mi riempie di meraviglia.
Le mie mani si alzano per benedirti. Il tuo amore per me vale più della vita. 
     (Braccia levate a V)


Rossella Bignami
Casa di preghiera "Ecco tua Madre"
Canoscio PG
(articolo tratto dalla Rivista Missione Maria)

 
 

"Dio per primo": imparare a pregare

 

L'adorazione

 

Preghiera di lode

 

Preghiera di ringraziamento

 

Preghiera di intercessione

 

Pregare con il corpo