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#vangelogiovane

Sinodo dei giovani 2018

Riconoscere, interpretare, scegliere: tre parole chiave che strutturano il documento di lavoro della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma in Vaticano dal 3 al 28 ottobre sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.
Vogliamo riflettere insieme su queste tre parole chiave facendoci aiutare dalle testimonianze di alcuni giovani che hanno provato a concretizzarle e indicano perciò cammini possibili a partire da ciò che si è.

 

Riconoscere
Ho sempre avuto il desiderio di fare un’esperienza di volontariato all’estero, anche se, fino all’anno scorso, non pensavo l’avrei realmente concretizzato. Era una di quelle idee che ti frulla in testa di tanto in tanto, sulla quale ti permetti di fantasticare per un po’, che magari condividi con gli amici davanti a una birra ma senza crederci davvero; che tieni lì, e che ogni tanto butti fuori quasi per scaramanzia, come per ricordare a te stessa che se anche tutto va a rotoli e ti sembra di non avere alternative, puoi avere comunque una via di fuga, lasciare tutto e ricominciare da capo. 
Così, con tante idee molto confuse in testa, e la voglia di rimettermi in discussione a trecentosessanta gradi, un anno fa sono arrivata al Centro Sociale “Maximiliano Kolbe”, Brasile, senza conoscere nessuno e senza quasi parlare portoghese. Il Centro è un vero e proprio punto di riferimento per la comunità di Riacho Grande, segue e supporta più di 150 famiglie, e accoglie quotidianamente nelle attività quasi duecento bambini e adolescenti. Ho iniziato a lavorare fin dal primo giorno facendo le cose più disparate, dall’aiutare a preparare le attività per i ragazzi, al dipingere il muro di cinta, dal fare da autista all’assistente sociale per le stradine sterrate di Riacho, immerse nella mata atlantica, fino a tradurre documenti e relazioni per l’associazione. A livello personale, questa esperienza mi ha dato più di quanto potessi immaginare: cambiare luogo, persone, abitudini, stile di vita, mi ha dato la possibilità di sperimentare, di lavorare su me stessa, di crescere slegata da vecchie logiche e pregiudizi. Di vedermi sotto un’ottica nuova, con nuovi parametri. Di scoprire nuovi talenti e sorprendermi nel vedere quante difficoltà potevo superare con un po’ di fiducia in più e un po’ di complessi in meno. La mia esperienza qui in Brasile non è ancora finita ed è presto per farne un bilancio. Non so a che punto sarei adesso se avessi deciso diversamente, ma so che mi piace quello che ho raggiunto. Sono felice di avere seguito il mio istinto e grata per tutto ciò che ho potuto conoscere e imparare finora.

Sara L.

 

Interpretare
Ciao a tutti! Siamo Tommaso e Alice, e dal 18 agosto 2018 siamo una nuova famiglia! Il giorno del matrimonio è stato sicuramente il più importante della nostra vita. Il Signore con la sua grazia ci ha uniti e con Lui si è formato un nuovo noi. Arrivare qui però non è stato facile... Veniamo da contesti personali differenti, ed entrambi abbiamo affrontato situazioni di vita spesso complicati. Ma forse inconsapevolmente, ancor prima di conoscerci, abbiamo sentito forte il bisogno di liberarci da tutto ciò che ci rendeva schiavi del nostro passato per vivere nella verità il presente. Ci siamo affidati alla bontà di Dio, custodendo la certezza che in Lui avremmo trovato la strada da seguire. Proprio quando il nostro cuore si è aperto per accogliere la sua Grazia, ci siamo incontrati, e da quel momento il progetto che Dio aveva pensato per noi è stato chiaro. Di giorno in giorno abbiamo continuato a camminare insieme, sperimentando nella nostra vita che ogni vero desiderio del cuore trova in Dio sorgente e compimento. E così siamo arrivati a consacrare davanti a Lui l’amore che Lui stesso ci ha donato e che solo restando in Lui potrà essere infinito. 

Tom & Aly

 

Scegliere
L'amore intenso è difficile da spiegare. Dopo averlo conosciuto e provato non si può far altro che viverlo scegliendolo. E allora scelgo di pronunciare il sì per sempre nella professione perpetua dei voti, come Missionaria dell’Immacolata Padre Kolbe, perché mi sento amata da Dio e desidero testimoniare il suo amore e vivere una vita piena. Non è stato facile scegliere, perchè ogni scelta suppone un lasciare, un rinunciare a qualcos’altro che pure sembra riempire la vita: un buon lavoro professionale, la propria famiglia, l’ambiente in cui sei cresciuta... Ma in questi anni ho sperimentato che accogliere il “suo” disegno per noi ci rende capaci di cose che non pensavamo. “Tutto posso in Colui che mi dà la forza”: è proprio così. Le nostre fragilità, nel dono totale di noi stessi a Lui, diventano potenza di bene!  

Stefania C.

 
Tratto dalla Rivista Missione Maria