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Il comandamento dell'Amore

Canto d'inizio: E' pace intima

Guida:Questa sera siamo alla presenza del Signore per elevare a Lui la nostra comune preghiera. Desideriamo affidarci a Lui, che è via, verità e vita, per imparare ad amarlo di più e per imparare a coltivare in noi l'amore, colonna portante del comandamento nuovo che Gesù ci ha lasciato prima di morire. Invochiamo insieme lo Spirito Santo perché apra la nostra mente alla comprensione della Parola di Dio e ci introduca in un clima di preghiera

Preghiera allo Spirito Santo (a due cori):

Spirito Santo, vieni!
Togli il velo davanti ai nostri occhi,
affinché riconosciamo che Gesù è il Signore:
Dio fatto uomo per amore,
per amore nostro.

Spirito Santo, vieni!
Donaci la sete della Parola di Dio,
rendendo il nostro cuore aperto alla Luce,
umile e pronto all'ascolto,
perseverante nella ricerca della Verità
che si nasconde in ogni pagina
delle Divine scritture.

Spirito Santo, vieni!
Mettici in ginocchio davanti all'Eucaristia
per adorare e desiderare il Pane
diventato Amore Vivente
per farci diventare Amore vivo.

Spirito Santo, vieni!
Rendici capaci di piangere il peccato,
di accogliere gioiosamente il perdono,
di correre tra le braccia di Maria
per imparare l'Eccomi e il Magnificat.

Canto di esposizione: Davanti al Re.

Preghiera (insieme):
Gesù, sii lodato in questo pane così semplice.
Tu sei pane per la nostra anima, per la nostra vita,
Tu sei Amore.
Concedici in quest'ora di adorazione,
di dire tutto nel tuo Spirito.
Aiutaci a capire la Tua Parola,
con la quale vuoi condurci completamente a Te.

Guida: Ascoltiamo ora le parole che Gesù rivolge ai discepoli negli ultimi momenti che trascorrerà con loro...

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-17)
"Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri".

Pausa di silenzio e adorazione personale

Canone: Adoramus te, Domine.

Risonanza: Ciascuno, liberamente, può rileggere ad alta voce la parola di Gesù che più lo ha colpito.

Canone: Adoramus te, Domine.

Dall'enciclica di Benedetto XVI: "Deus Caritas est" (Dio è Amore)
Nella morte in croce di Gesù si compie quel volgersi di Dio contro se stesso nel quale Egli si dona per rialzare l'uomo e salvarlo - amore questo nella sua forma più radicale. [...] A questo atto di offerta Gesù ha dato una presenza duratura attraverso l'istituzione dell'Eucarestia, durante l'Ultima Cena. Egli anticipa la sua morte e resurrezione donando già in quell'ora ai suoi discepoli nel pane e nel vino se stesso, il suo corpo e il suo sangue come nuova manna (cfr Gv6, 31-33). Se il mondo antico aveva sognato che, in fondo, vero cibo dell'uomo - ciò di cui egli come uomo vive - fosse il Logos, la sapienza eterna, adesso questo Logos è diventato veramente per noi nutrimento - come amore. L'Eucarestia ci attira nell'atto oblativo di Gesù. Noi non riceviamo soltanto in modo statico il Logos incarnato, ma veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione. [...] ciò che era lo stare di fronte a Dio diventa ora, attraverso la partecipazione alla donazione di Gersù, partecipazione al suo corpo e al suo sangue, diventa unione. [...] L'unione con Cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri ai quali Egli si dona. [...] Diventiamo "un sol corpo", fusi insieme in un'unica esistenza. Amore per Dio e amore per il prossimo sono ora veramente uniti: il Dio incarnato ci attrae tutti a sé.

Pausa di silenzio e adorazione personale

Gesto simbolico

"Amarsi gli uni gli altri" significa, quindi, essere disposti a perdere un pezzo del proprio cuore per far spazio a un pezzo del cuore dell'altro, così come Gesù ha donato tutto se stesso per ciascuno di noi. Vogliamo simboleggiare questa nostra disponibilità strappando un pezzettino del cuore di cartoncino che ci è stato consegnato all'inizio di questa adorazione e che rappresenta tutti i nostri sentimenti, sogni e desideri, per scambiarlo con le persone che ci sono accanto. Possiamo accompagnare il gesto simbolico cantando "Solo l'amore crea".

Guida: Ora traduciamo in preghiera questi sentimenti, sogni e desideri che ciascuno porta nel cuore. Ad ogni invocazione ripetiamo insieme: Dio che sei Amore ascoltaci.

Lettore: Qui davanti a te, metto da parte tutte le preoccupazioni, le ansietà, le paure e la sfiducia. Ti offro tutto ciò che mi fa soffrire.

Lettore: Sono alla Tua presenza Signore, che disponi e permetti tutto, aiutami a tradurre nella vita di ogni giorno ciò che la tua Parola mi sussurra nel cuore.

Lettore: Signore, mi metto nelle tue mani. Fa' di me quel che vuoi. Per tutto ciò che farai di me, ti ringrazio.

Lettore: Signore ti affido i giovani come me, stanchi e sfiduciati apri i loro cuori e riempili del tuo Amore che è vita nuova.

Padre Nostro (insieme)

Preghiera conclusiva (insieme):
Cuore mio, non dire:
sono troppo povero,
donati coraggiosamente.
Non dire: sono troppo debole, lanciati in avanti.
Non dire: sono troppo piccolo, ergiti in tutta la tua statura.
Anima mia,
se il fardello è troppo grande,
pensa agli altri: se tu rallenti, essi si fermano;
se tu ti stanchi, essi desistono;
se tu ti siedi, essi si coricano;
se tu dubiti, essi disperano;
se tu critichi, essi demoliscono.
Ma...
se tu cammini, essi corrono;
se tu corri, essi volano;
se porgi loro la mano,
essi t'aiutano e ti sostengono;
se ti prendi cura di loro, essi ti amano.
Prega con loro e in nome loro,
essi ti divinizzeranno;
rischia la tua vita
e mangia la tua morte
essi vivranno e tu rivivrai!
(P. Monier)

Canto finale: Resta Accanto a me.