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Santuario delle Grazie sul colle Covignano (Rn)

Il Santuario delle Grazie sorge sul colle sul Colle di Covignano vicino a Rimini,  per venerare la Vergine Maria, che si era manifestata in maniera particolare.
Si racconta che nell'estate del 1286 un pastore di nome Rustico per ripararsi dal caldo, entrò nel bosco di Covignano e rimase colpito da un albero che sembrava avesse  fattezze umane. Decise allora di tagliarlo per scolpirne una statua in onore di Maria Santissima.
Purtroppo non riuscendoci, stava per rinunciare, quando due giovani di passaggio portarono a termine l’opera iniziata. Nel momento di salutarlo dissero d’essere angeli inviati dalla Madonna per aiutarlo, ma anche per dirgli che la Vergine desiderava che quella statua doveva essere condotta al porto e collocata su una barca.
La barca con Maria a bordo senza che nessuno la guidasse si diresse verso Nord, entrò in Venezia e si fermò davanti alla chiesa di S. Marziale. Ancora oggi nella chiesa di San Marziale si può venerare in una cappella un’antica statua di legno presentata come “Madonna di Rimini”.
In seguito a quell’evento la devozione popolare verso Maria SS. ma si animò sul colle Covignano e ben presto vi fu gran concorso di gente.  Davanti a simile devozione il nobile Nicolò delle Camminate provvide ad edificare una cappella e a collocarvi un’immagine che fu subito detta “Madonna delle Grazie“. Nel 1389 il nobile Ricciardelli edificò una chiesa con campanile accanto alla Cappella della Madonna. Costruì anche un Convento, per accogliere otto Frati Francescani per animare la devozione popolare.
Terminati i lavori nel 1396 vennero ad abitarvi i Frati e da allora sono stati presenti fino ad oggi.
 Sull’altare maggiore vi è una bell’Annunciazione dipinta dal pittore umbro Ottaviano Nelli all’inizio del Quattrocento (fino ad epoca recente essa era attribuita a Giotto).
Altra opera importante è il Crocefisso su tavola databile intorno agli anni trenta del Quattrocento di scuola emiliana, conservato presso la seconda cappella di sinistra.
Nel 1578 fu edificata una nuova chiesa, accanto a quella di prima che era troppo piccola per la tanta gente che confluiva. Il soffitto, in legno decorato e dorato, fu trasferito dalla prima alla seconda chiesa edificata davanti alla cappella della Madonna.
Le due chiese sono collegate esternamente da uno snello porticato cinquecentesco.
Nel 1700 si è pensato di accompagnare il pellegrino che saliva al colle, con le stazioni della Via Crucis.  Le scene erano state modellate in terracotta dall’artista bolognese Carlo Sarti.
Le due chiese, il Convento e la Via Crucis sono stati in buona parte distrutti  nel 1943, per bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.
Nel 1954 il complesso fu riedificato, ma la seconda chiesa contrasta fortemente con lo stile gotico di un tempo. Della costruzione primitiva rimane una facciata, sotto il portico seicentesco, con un bel portale gotico affiancato da frammenti di affreschi.  Anche le stazioni  della Via Crucis sono state riedificate; le scene sono opera del ceramista riminese Elio Morri.

 

 

 

 

 
 
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