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Resurrezione

Cristo è veramente risorto! Alleluia, Alleluia!
Noi sappiamo che, sì, la resurrezione è avvenuta storicamente duemila anni or sono, ma il mistero della salvezza si rinnova ogni giorno attraverso la passione, la crocifissione, e il sitio di Cristo Salvatore.

Il Cristo rimane ancora nel Getsemani, e ripete: 
«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!», essendo in preda al terrore e alla tristezza della morte, perciò suda sangue schiacciato sotto il peso dei peccati (cfr. Lc 22).  Egli soffre, ancor oggi, nelle membra del suo corpo: nei peccatori, nei perseguitati, negli emarginati e nei lontani dalla verità7. Lo lascerai tu, solo? Egli ti ha preso con sé, per essere sostenuto dalla tua preghiera e vigilanza, e chiede come a Pietro, a Giacomo e Giovanni: La mia anima è triste fino alla morte.  Restate qui e vigilate (cfr. Mt 26). Ti addormenterai come i tre e farai ripetere a Lui nella più grande delusione: «Non siete stati capaci di vigilare un’ora con me? Vegliate e pregate per non cadere in tentazione: lo spirito è pronto, ma la carne è debole…».
Insisti allora nell’evangelizzazione di te stesso, nella continua conversione e penitenza, con la vigilanza sulle tue debolezze,  acquistando la mentalità di Dio e combattendo la mentalità del peccato in tutte le sue espressioni, in te a attorno a te.    

Il Cristo è sul Calvario e grida: «Ho sete!»
Lo accoglierai tu quell’invito, che esprime il bisogno di salvare tutti i figli, di tutti i tempi e di tutte le nazioni? Insisti, allora, nella tua preghiera per le vocazioni, perché «la messe è molta e gli operai sono pochi» (Mt 9, 37) per estinguere la sete di Gesù che deve essere pure la tua sete.
Con la preghiera, ma soprattutto con la tua testimonianza di vita.
 
La croce che redime
Ecco, infine, Gesù rimane sulla croce, mentre i soldati si dividono le vesti (cfr. Gv 19,23-24), il popolo osserva ingrato e indifferente, dopo aver chiesto a Pilato la sua morte, i capi lo scherniscono, e il ladrone crocefisso alla sinistra lo insulta e lo beffeggia, mentre l’altro invoca il suo ricordo ottenendo il perdono (cfr. Lc 23). Così la sua azione di salvezza si prolunga, perché la croce porta sempre la salvezza. 

Come rimarrai tu sulla croce? Come amerai il dolore? Con sopportazione, con accettazione o con amore? Che significato darai  a quella croce che il Maestro ti invita a portare:«Chi vuol essere mio discepolo rinneghi se stesso  prenda la sua croce e mi segua»(cfr. Mt 16, 24).  
Ha scritto giustamente il poeta Pasquale Bricchi: «E non è mai finita la tua via crucis. Domani tornerai a soffrire come ieri, come sempre da due millenni».
Ciò l’aveva fin da allora intuito e compreso il P. Kolbe.
Solo così Gesù non sarà più solo nel Getsemani, e il suo grido sulla croce sarà accolto da Maria e dai suoi discepoli e cristiani e porterà la redenzione a tutti gli uomini.

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