
Il Santuario della Vergine Addolorata è situato nella frazione di Guasto, comune di Castelpetroso in provincia d’Isernia, appartenente all’Arcidiocesi di Campobasso - Bojano. E’ santuario diocesano.
Il santuario, con la sua mole maestosa in pietra bianca, si trova addossato alla catena appenninica ai piedi del Monte Patalecchia, alto 1400 m..
La montagna e il verde dei boschi sono gli elementi che caratterizzano l’ambiente e danno al paesaggio la giusta tonalità della pietra e del verde.
Oggi sono tanti i pellegrini, i fedeli e i visitatori che si recano al Santuario.
Sul piazzale antistante il Santuario è posto un altare in pietra di ottanta quintali sul luogo dove celebrò l’Eucaristia il Papa Giovanni Paolo II il 19 marzo 1995.
Dietro l’altare si erge la statua della Vergine Maria Assunta in cielo.
Al lato sinistro del Santuario, addossate alla parete, spiccano formelle in marmo bianco con sculture in bassorilievo raffiguranti i sette dolori della Vergine Addolorata.
Il santuario, in stile neogotico, è un inno alla Vergine Addolorata di Castelpetroso. Fu progettato dall’ingegnere Francesco Gualandi di Bologna.
La pianta del tempio simboleggia un cuore (la parte centrale) trafitto da sette spade, i sette dolori di Maria (le sette cappelle).
La facciata compresa tra i due campanili, con pinnacoli e bifore, è tricuspidale ed in altro presenta ampie finestre con rosone.
Sopra i portali, tre splendidi mosaici rappresentano le tappe più espressive della vita di Maria: L’Annunciazione, la sua presenza ai piedi della Croce e l’Incoronazione di Maria.
Le tre porte di bronzo sono un inno a Maria. Riproducono i misteri del Santo Rosario e la figura di Maria attraverso la rivelazione e la storia della Chiesa.

Entrando, nell’atrio del Santuario, ben visibili sono due epigrafi.
Quello a sinistra ricorda la consacrazione del Santuario avvenuta il 21 settembre 1975 per opera del vescovo di Campobasso-Bojano mons. Alberto Carinci e dei Vescovi del Molise.
Quello a destra riporta le parole del Papa Paolo VI che, nel 1973, proclamò l’Addolorata di Castelpetroso Patrona del Molise
Tutto il complesso architettonico è incentrato sulla cupola alta 54 metri con un diametro di 17. Nella parte centrale, alla base della corona che sorregge la cupola, vi sono 64 mosaici raffiguranti profeti, evangelisti, santi e sante.
Una delle cappelle laterali, detta dei “Polacchi”, inaugurata il 22 settembre 1907, fu costruita con le offerte dei fedeli della città di Cracovia. Nel 1905, un gruppo di pellegrini guidato da un canonico della cattedrale di Cracovia, recatosi a Castelpetroso sul luogo delle Apparizioni, ebbe insieme agli altri l’apparizione dell’Addolorata. Come ringraziamento quei pellegrini s’impegnarono a costruire una delle sette cappelle con le offerte che mensilmente erano raccolte nella cattedrale di Cracovia.
Nella cappella, a sinistra dell’altare maggiore, in un artistico reliquiario, è conservata una reliquia di S. Gabriele dell’Addolorata. Nella cappella a destra è conservata, in un reliquiario, una benda che copriva una delle stimmate delle mani di S. Pio da Pietrelcina.
Dietro gli altari delle cappelle si possono ammirare dipinti realizzati negli anni settanta, raffiguranti episodi salienti della vita di Gesù.
Numerose e slanciate vetrate arricchiscono lo stile del complesso architettonico con linee neogotiche.
Su ogni vetrata è collocato un piccolo rosone che riproduce raffigurazioni simboliche di titoli con i quali la Vergine Maria è venerata e invocata.
Le apparizioni
Era il 22 marzo 1888, Giovedì antecedente la Domenica delle Palme, quando Fabiana Cicchino di 35 anni e Serafina Valentino di 34 anni, si recarono in località “Cesa tra Santi” a coltivare un appezzamento di terreno a 857 m. s.l.m.. Portarono con sé due pecorelle.
Nel pomeriggio Fabiana si accorse che una di esse era smarrita. Messasi alla ricerca, la trovò di fronte ad un crepaccio, ad un anfratto da cui proveniva una luce. Timorosa, ma anche incuriosita, Fabiana si avvicinò e si trovò immersa in una visione celeste: la Vergine Santissima e Cristo morto coperto di piaghe disteso ai suoi piedi.
Maria si presentava seminginocchiata con le braccia allargate e gli occhi rivolti al cielo in atto di implorazione e di offerta. Aveva la veste color rosaceo e il manto color bruno che dal capo le copriva le spalle fino ai piedi. La Vergine non pronunziò alcuna parola. Accorse sul luogo anche Serafina ma non vide nulla.
Dieci giorni dopo, l’Apparizione si rinnovò e questa volta anche Serafina vide. La Madonna si presentò nello stesso atteggiamento del 22 marzo. In entrambe le Apparizioni non parlò, non lasciò alcun messaggio verbale.
La notizia delle Apparizioni si propagò con la rapidità di un lampo per tutta Castelpetroso e si allargò ad ondate successive in tutti i paesi e le regioni vicine. Folle di fedeli, come percorse da un fremito, si sentirono spinte a peregrinare verso il luogo delle Apparizioni a “Cesa tra Santi” e il numero cresceva di giorno in giorno. Anche il Vescovo, nominato delegato Pontificio per effettuare un controllo ebbe la stessa visione. A quanto risulta dalle cronache, infatti le Apparizioni di Castelpetroso non furono un fenomeno riservato alle prime due veggenti e al Vescovo di Bojano, ma divennero un privilegio concesso a diversi fedeli recatisi alla Sacra Rupe in pellegrinaggio. Le caratteristiche delle altre Apparizioni furono sempre le stesse: la Madre Addolorata, con le braccia allargate e gli occhi rivolti al cielo che offre il Figlio morto, mentre sette spade Le trafiggono il cuore. La Madonna non dice parola alcuna.
A seguito delle Apparizioni in prossimità dell’anfratto scaturì una piccola sorgente d’acqua.
Significato delle apparizioni
La Vergine Maria è in un atteggiamento assai diverso da quello con cui viene normalmente rappresentata l’Addolorata soprattutto dalla pietà popolare: qui il suo volto esprime dolore, ma Ella ha un atteggiamento di maternità regale; seminginocchiata, ha le braccia allargate in un atto di offerta: offre Gesù, il frutto del suo grembo, al Padre quale vittima di espiazione per i peccati dell’umanità. E’ un atteggiamento sacerdotale di “sofferente” e “offerente”.
Il messaggio dell’Addolorata di Casteleptroso è ancora più chiaro dalle parole del Papa Giovanni Paolo II che il 19 marzo 1995, è arrivato pellegrino al Santuario dell’Addolorata: « Carissimi fratelli e sorelle, sappiate anche voi offrire al Signore la gioia e le fatiche quotidiane, in comunione con Cristo e per intercessione della Madre sua, qui venerata mentre presenta al Padre il Figlio immolato per la nostra salvezza».Tra le mani, la Vergine Addolorata ha una corona di rosario bianca donata dal Papa Giovanni Paolo II.