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Dio per primo

Casa di preghiera - Canoscio PG

È l’uomo alla ricerca di Dio o è Dio che ricerca l’uomo? La preghiera ci fa sentire questo desiderio di Dio. Allora è importante imparare a pregare.
 

Ogni  persona porta in sé il desiderio di una vita piena e felice e  orienta  le  sue energie per realizzare  questo  sogno.  La vera scoperta che riempie di meraviglia nasce quando, leggendo la Bibbia, si coglie che questo sogno, in realtà, è un desiderio presente da sempre nel cuore di Dio, anzi, parte da Lui! È sempre Dio che per primo si mette alla ricerca dell’uomo e lo chiama al misterioso  incontro  della  preghiera, cioè al dialogo filiale con Lui. La preghiera è un appello reciproco, come l’amore; un evento di Alleanza che impegna l’intelligenza, il cuore, la volontà; che entra nella vita e nella storia concreta di ogni persona e dell’intera umanità. Perché allora è così difficile entrare in questa relazione con Dio? Perché a volte è così difficile pregare? Gli stessi discepoli di Gesù un giorno gli chiesero: «Signore, insegnaci a pregare!» (Lc 11,1) perché la preghiera è un dono di Dio e un’arte, che si può apprendere e approfondire.

COME POSSO PREGARE?
Per pregare con frutto, posso tener presenti alcuni passaggi:
- Mi  preparo  all’incontro con il Signore. Ogni giorno cerco di dedicare alla preghiera almeno 20 minuti, per ascoltare il Signore che mi raggiunge attraverso la sua Parola. Trovo un luogo tranquillo e mi pacifico (alcune respirazioni profonde possono aiutare). Invoco lo Spirito Santo. Chiedo al Signore ciò che desidero da questo incontro con Lui, ciò di cui sento di aver più bisogno in questo momento. Poi lascio a Lui la libertà di... sorprendermi!
- Mi metto in ascolto della Parola del Signore. Posso scegliere di rileggere con calma le letture  della  domenica,  distribuendole lungo la settimana, cercando di capire cosa dice il testo in sé; cosa dice a me, alla mia situazione concreta di vita; e a cosa mi spinge (a quale azione concreta mi invita). Oppure ripeto più e più volte il versetto del salmo scelto e lascio che risuoni sempre più profondamente in me, fino a toccare tutte le dimensioni del mio essere: mente, cuore, corpo, spirito, memoria, volontà. Lascio che il Signore curi e guarisca le mie parti dolenti, le mie ferite, col balsamo del suo amore.
- Parlo con il Signore con semplicità e familiarità.Gli presento le domande, i pensieri, i sentimenti che mi nascono dentro e mi lascio interrogare da Lui, come in un colloquio tra amici. Termino con una preghiera vocale.
- Rivedo,  ripenso  all’esperienza che ho vissuto nel tempo della preghiera. Mi soffermo brevemente a considerare cosa è avvenuto nel tempo di preghiera, che esperienza ho fatto. Divenire consapevole di come il Signore è stato presente e quale risonanza spirituale rimane in me, mi permette di gustare di più ciò che ho vissuto e soprattutto di capire come e dove il Signore mi sta guidando, perché io realizzi sempre più quel “sogno” di felicità per cui mi ha creato.
- Ripongo tutto nel Cuore Immacolato di Maria. Affido ogni dono ricevuto e l’esperienza fatta a lei, perché purifichi le eventuali “scorie” e custodisca la “perla preziosa” che il Signore ha deposto nelle mie mani.

Torno alle mie occupazioni ordinarie lodando il Signore e offrendo a tutti la Sua benedizione attraverso i gesti e le azioni della mia vita.

Rossella Bignami
Casa di preghiera "Ecco tua Madre"
Canoscio PG