1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
 
 
  1. Vai alla versione stampabile della pagina
  2. Vai alla mappa del sito

Contenuto della pagina

Santuario della Beata Vergine del Rosario di Fontanellato

Basilica di Fontanellato

La costruzione della Basilica del Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario parla di tempi relativamente recenti: ebbe inizio nel 1641 e terminò circa venti anni dopo, ma rappresenta la tappa ultima di una storia cominciata più di un secolo prima.
Il 1512 sarebbe la data da cui tutto ha avuto inizio, anno in cui la contessa Veronica da Correggio, rimasta vedova di Giacomo Antonio Sanvitale, offrì ospitalità a Fontanellato appartenenti all’antichissimo ordine dei domenicani, i quali si insediarono con il proposito di portare la “salute delle anime” celebrando le messe, pregando, evangelizzando e assistendo gli ammalati. Alla loro venuta, i frati ebbero in dono un piccolo oratorio poco distante dalle mura del castello e, subito dopo, il terreno su cui fu costruito il loro primo convento, allora attribuito a San Giuseppe. Già nel 1514 si legge che la comunità dei domenicani era insediata stabilmente a Fontanellato, ma questo periodo di tranquillità ebbe breve durata, perché presto venne la guerra portatrice di rovina. I frati ricostruirono la loro chiesa dalle macerie solo un decennio più tardi. La seconda metà del sedicesimo secolo fu un alternarsi di rovinose guerre e altrettante ricostruzioni. Nel frattempo, il notevole afflusso di fedeli rese doverosa la costruzione di un nuovo edificio più grande, idoneo ad accogliere i pellegrini. Un’ennesima guerra unita all’epidemia di peste, nella metà del Seicento, bloccarono ogni lavoro. Solo al ristabilirsi di una situazione di relativa stabilità poterono avere inizio i lavori del monumento che oggi vediamo, ripresi nel 1641.
 
La Sacra immagine della Madonna del Rosario di Fontanellato
Nel 1615 i padri domenicani di Fontanellato ordinavano a un anonimo artista di Parma di scolpire in legno la statua della Madonna del Rosario e di rivestirla con preziosi abiti secondo la foggia di quei tempi, per esporla sopra l'altare della sua cappella alla venerazione dei fedeli. Per solennizzare l'avvenimento, il superiore del convento, p. Bonifacio da Milano, il 9 ottobre 1616 organizzava una Processione solenne con la statua della Madonna.
L'immagine della Madonna, che regge un regale e benedicente Gesù Bambino e che sembra porgere al fedele la corona del Rosario, piacque moltissimo e suscitò grande devozione tra il popolo.

 
Immagine della Beata Vergine

La predicazione dei domenicani
I padri, da veri maestri in teologia, istruirono adeguatamente i fedeli sul significato della sacra immagine, sul valore della sua corretta venerazione, sul dovere di imitare le virtù della Madonna e rivivere i momenti gaudiosi, dolorosi, e gloriosi della sua vita intrecciata con quella del suo Figlio, Gesù Salvatore. Il tempo più forte della predicazione al popolo e della catechesi era allora la quaresima.
Una devozione così illuminata ravvivò la fiducia nella Vergine santissima, la preghiera divenne più fervorosa ottenendo grazie e prodigi senza numero, come riferiscono le cronache del tempo
 
Il primo miracolo
Il primo miracolo si verificò nell'ottobre del 1628 quando un certo Gian Pietro Ugolotti di Borgo San Donnino (oggi Fidenza), di anni 65, colpito da febbre continua maligna, raccomandatosi alla Santissima Vergine di Fontanellato ottenne immediata guarigione. Il prodigio - rappresentato anche in un quadro votivo - fu approvato dalla Curia di Parma e poi dato alle stampe, insieme con altre grazie che i padri cominciarono a scrivere in appositi libri su testimonianza del devoti "graziati". La notizia del prodigio si diffuse in tutta l'Emilia e nelle diocesi limitrofe.
 Senza numero le grazie fatte, particolarmente ai bambini. Si affermerebbe che la Madonna di Fontanellato abbia preso sotto la sua tutela speciale i piccoli innocenti, esposti a pericoli di ogni sorta. La Madonna di Fontanellato è la «Madonna dei bambini». 

La struttura architettonica s'innalza sopra una pianta a croce latina con bracci e coro poco profondi; la vasta aula è ad unica navata, fiancheggiata da quattro cappelle per parte, il presbiterio è coperto da un'alta cupola che sovrasta l'altare maggiore dietro il quale si innalza l'edicola che accoglie la statua della Madonna del Rosario. L'arco di trionfo che separa il presbiterio dalla navata, venne ornato, dalla parte verso i fedeli, con quindici quadri che rappresentano i misteri del Rosario. Perciò, quando i fedeli entrano in chiesa vedono immediatamente l'immagine della Madonna con il Bambino sorretto dal braccio sinistro e il Rosario offerto dalla mano destra, incorniciata dai quindici quadri che riproducono i misteri da meditare durante la recita delle decine di Ave Maria intercalate dal Padre Nostro.
Dunque i domenicani hanno costruito un santuario appositamente per la Regina del Santo Rosario, la cui devozione porta alla conoscenza dei misteri della redenzione rivelati dalla Parola di Dio, alla frequenza del Sacramento Pasquale del Sacrificio eucaristico, preparato dal sacramento della penitenza.

 

Il Santuario voluto dai poveri
Chi volesse sapere chi furono coloro che prima e dopo il 1660, fino ai nostri giorni, sostennero le spese per le opere compiute a onore della Madonna del Rosario, a ornamento del suo santuario, a soccorso delle varie istituzioni assistenziali create nel corso dei secoli, rilegga la iscrizione scolpita nel secolo XVII sopra la porta centrale della chiesa: "Ex eleemosinis et pauperum pietate erga Deiparam"; ossia, quanto ammirate è stato compiuto "grazie alle elemosine e alla pietà del popolo verso la Madre di Dio". Quella frase "pauperum pietate", letteralmente "dalla religiosità dei poveri", ci richiama allo spirito delle beatitudini evangeliche e all'obolo della vedova. 

Vitalità apostolica del Santuario
L'aumento dei veicoli in circolazione e il miglioramento della rete stradale portano un numero sempre maggiore di fedeli. Per agevolare l'ingresso al santuario negli ultimi anni è stato aperto un lungo e ampio viale fiancheggiato da portici. Per ospitare i sacerdoti e i cooperatori richiesti dal ministero sacro della predicazione e dei sacramenti è stato rinnovato il convento dei frati dotandolo pure di un  chiostro interno; per offrire un servizio religioso adeguato alle esigenze di una pastorale ispirata all'insegnamento del Concilio Vaticano II - evangelizzazione e sacramenti per una comunità cristiana - sono state rinnovate le attrezzature del santuario e delle sue adiacenze, nonché aumentati i sussidi liturgici.
La vitalità apostolica del santuario mariano è stata sostenuta spiritualmente fino al dicembre 2007 dalle claustrali contemplative domenicane che dal 1817 hanno abitato nel convento di San Giuseppe, situato a fianco della facciata della chiesa.

 
 
  1. IT
  2. EN
  3. ES
  4. FR
  5. PT
  6. PL
 

Menu di sezione