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Inaugurazione Casa dei Girasoli

Borgonuovo BO

 
Riportiamo il saluto di Elisabetta Corradini, Vice-direttrice generale delle Missionarie, per l’inaugurazione della Casa dei Girasoli svoltasi a Borgonuovo BO sabato 11 novembre 2017. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e che stanno condividendo questo progetto di accoglienza e solidarietà. 
 

Desidero dare il benvenuto a tutti noi qui presenti, a nome di Giovanna - nostra direttrice generale che è attualmente in Bolivia-  e a nome di tutte le missionarie, sia di coloro che abitano questo Centro e sia di coloro che sono sparse nel mondo perché oggi, col cuore, sono tutte qui con noi in quanto questo progetto lo abbiamo scelto e condiviso insieme.
In genere quando si va a casa della mamma ci si sente tutti un po’ come a casa propria e qui noi siamo nella casa di Maria, che è la Madre di tutti e desideriamo che ognuno qui possa sentirsi un po’ come a casa propria: questo è il motivo per cui siamo insieme, oggi, per prendere parte e condividere un progetto bello che sta nascendo e che non appartiene solo a noi missionarie ma anche a tutti coloro che lo desiderano. Katia, poco fa, ci diceva che il progetto della casa dei girasoli è stato abbozzato per la prima volta qualche anno fa… è vero, di fronte alle ondate di immigrati che approdavano sulle Coste di Lampedusa scappando da situazioni disumane, private della loro dignità o addirittura diventate oggetti di violenza, ci siamo chieste che cosa potevamo fare noi “nel nostro piccolo”, non era facile trovare una risposta perché la sproporzione tra il bisogno dilagante e il poco  che noi potevamo offrire era grande...

 

Abbiamo preso coraggio e abbiamo provato a pensare se potevamo mettere a disposizione alcuni ambienti.  A volte è solo questione di COME ci si pone la domanda: se la poni in un modo o in un altro la risposta cambia. Se ci chiediamo: ne abbiamo bisogno? La risposta è sicuramente CERTO! Ma se la domanda la poniamo in un altro modo e ci chiediamo: possiamo forse farne a meno? La risposta spesso sorprendente è Sì!  Abbiamo visto che potevamo effettivamente farne a meno per condividere con chi non ha casa… Iniziamo così a pensare e a progettare la Casa dei Girasoli ma, come sempre, quando nasce un sogno subito nasce anche una paura: nel nostro cuore si affacciano alcuni dubbi, alcune titubanze, qualcuno ci mette (giustamente!) in guardia da ciò che ci potrebbe capitare, finché una domenica, all'improvviso, arriva chiaro l’invito del Papa all’Angelus:
"Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere “prossimi”, dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta. Non soltanto dire: 'Coraggio, pazienza!...'. La speranza cristiana è combattiva, con la tenacia di chi va verso una meta sicura. Pertanto rivolgo un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi, (…) incominciando dalla mia diocesi di Roma. (…) ricordandoci che Misericordia è il secondo nome dell’Amore: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me»(Mt 25,40)". Era il 6 settembre 2015

 

Decolla così il progetto della Casa dei Girasoli. E perché vi abbiamo invitato oggi qui con noi? Solo per assistere al taglio del nastro?! Per informarvi di un nostro progetto? Nooo! Noi missionarie desideriamo che la Casa dei Girasoli sia nel cuore di tutti noi qui presenti e anche di chi non è potuto essere con noi oggi, desideriamo infatti che sia un’esperienza di condivisione e di accoglienza che ci coinvolga tutti, che ci renda tutti partecipi perché l’invito del papa è rivolto a tutti, ognuno secondo ciò che desidera e che può offrire: dalla preghiera all’aiuto economico, dalla condivisione dei beni in natura alla condivisione del tempo, dal sorriso amichevole, all'insegnamento della lingua, dall'assistenza per i documenti al semplice interessamento che fa sentire accolti e benvoluti.
Mi piace ricordare ciò che disse Madre Teresa di Calcutta ad un giornalista, che le faceva notare come la sua opera fosse solo una goccia d’acqua nell’immensità dell’oceano, lei rispose: è vero però l’oceano è fatto di tante gocce d’acqua... Ecco noi siamo qui per mettere insieme le nostre gocce d’acqua e le gocce cominciano dal cuore. Per questo grazie ad ognuno di voi per essere qui oggi con noi a condividere questo sogno che si chiama CASA DEI GIRASOLI.