Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe

Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe - Testata per la stampa

Feste

 

Una nuova era

Massimiliano Kolbe, il grande  cavaliere dell’Immacolata, vede nella natività della Vergine Maria, l’inizio di una nuova era. Ella infatti, con la sua disponibilità diventare la Madre del Redentore, nel quale si compiranno tutte le antiche profezie e promesse.

«Dio esiste da sempre… senza principio, in eterno…senza fine. Egli ha creato l’universo e in un determinato momento ha chiamato l’uomo all’esistenza.
L’uomo ha commesso un peccato di disobbedienza nei confronti del Creatore; condannato alla morte, ma solo ad una morte temporanea, lascia il paradiso terrestre, per tendere a quello celeste  attraverso la sofferenza ed un lavoro faticoso. Fin da quel momento Dio promette un Redentore ed una corredentrice dicendo: «Porrò inimicizia tra te (serpente, satana) e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: Ella ti schiaccerà  la testa » (Gen 3,15).
Sono trascorsi anni, decine, centinaia e migliaia di anni, ma l’umanità tramandandosi questa promessa di generazione in generazione ha atteso con ansia il momento benedetto, il momento della misericordia.
E finalmente scoccò l’ora  stabilita da secoli. Brillò l’alba che annunziò il sole vicino: nella cittadina palestinese di Nazaret, situata sul pendio di un’altura fra il lago di Galilea e il monte Tabor, nasce Maria, la futura madre dell’Uomo - Dio.
Quel giorno, il cui ricordo noi festeggiamo appunto il giorno 8 di questo mese fu appunto l’inizio di  una nuova era. Non ci saranno più i severi castighi dell’Antico Testamento, il timore cederà il posto all’amore, la creatura redenta, anche se per disgrazia si renderà colpevole, si riconcilierà facilmente con il Creatore, poiché possiede per sempre la più misericordiosa e potente Mediatrice, la quale non è capace di abbandonarlo, e alla quale Dio, suo vero Figlio, non può rifiutare nulla. Le singole persone, come pure interi popoli si sono allontanati talvolta da Dio, ma non appena hanno fatto ricorso a Lei con fervore, in breve tempo hanno sperimentato in loro stessi la pace e la felicità…Accendete ovunque  l’amore e la fiducia verso Maria Immacolata  e ben presto vedrete sgorgare dagli occhi dei peccatori più induriti le lacrime del pentimento, svuotarsi le carceri, aumentare le schiere dei lavoratori onesti, mentre i focolari domestici profumeranno di virtù, la pace e la felicità distruggeranno la discordia e il dolore, perché ormai è spuntata una nuova era»  (SK 1069)

 

Natività della nostra Regina

È ormai vicino l’8 settembre, festa della natività dell’Immacolata, nostra Regina, Signora e tenerissima Madre. Non possiamo lasciare che questo giorno trascorra senza che Le facciamo gli auguri.
Ma che cosa possiamo augurare ancora a Colei che, esaltata al di sopra di tutte le creature terrestri e celesti, è divenuta la Madre di Dio e regna ormai eternamente in paradiso?
Ella è la Regina del cielo e della terra, è la Mediatrice di noi tutti, attraverso le sue mani scorre sulla terra ogni grazia.
Che cosa dobbiamo augurarti , dunque , o illustrissima e dolcissima Signora?
…Quanti ancora non Ti conoscono…perché nati nel paganesimo, oppure educati nel giudaismo, oppure imbevuti dei funesti principi dei protestanti! Molti Ti hanno conosciuto, ma…Ti sfuggono, oppure…Ti hanno abbandonato ed ora sprofondano nel fango dell’immoralità!
Ebbene, o Regina, in questo caro giorno della tua festa, noi Ti auguriamo con tutto il cuore e con tutta l’anima di prendere possesso al più presto possibile e in modo totale dei nostri cuori e dei cuori di tutti e di ciascuno senza eccezione, sia egli cattolico, scismatico o protestante, ebreo o pagano, buono o cattivo. Oh regna su tutti noi e in tutti noi, poveri abitanti di questo globo terrestre che vola negli spazi del cielo, e regna non solo durante questo nostro pellegrinaggio terreno, ma anche per i secoli dei secoli, in eterno!
Noi, da parte nostra accompagniamo gli auguri con la nostra  opera e, pagando di persona – a prezzo della nostra fatica, dei nostri beni, della nostra salute, della nostra reputazione e della nostra vita – e con il tuo possente aiuto (poiché da soli non possiamo nulla), libereremo per Te il maggior numero possibile di anime dalla schiavitù del demonio, del mondo e della carne e, rese felici, Te le offriremo in proprietà, finché non ci rivedremo, Mammina, in Paradiso. (SK 1037)

 
 
Chiudi la versione stampabile della pagina e ritorna al sito