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Comunione

 

Modalità concrete per vivere il dono di sé

Per costruire la comunione è importante uscire da sé stessi  per andare verso l’altro. Si tratta di una vera e propria conversione, intesa come cambiamento del modo di vedere e di pensare.
 
Puntando lo sguardo su Dio Amore, ciascun membro di un gruppo, della famiglia,  della parrocchia o della comunità si sente chiamato a quell’atteggiamento fondamentale che è l’uscita da se stesso, per andare verso l’altro. Si tratta del passaggio dall’egocentrismo alla donazione; dall’essere per sé all’essere per l’altro: in una parola, si tratta di una vera e propria conversione, intesa come cambiamento del modo di vedere e di pensare.
La prolungata convivenza, però, porta a scoprire, oltre alle doti, anche i difetti dell’altro. Inoltre,  possono esserci antipatie, anche immotivate. Può subentrare allora, con il passare del tempo, una visione negativa dell’altro, che non tiene più conto del divino che vive in lui e della sua vocazione a figlio di Dio. Ecco allora spuntare la sfiducia, ossia la convinzione che l’altro non potrà mai cambiare. Per questo, si richiede un atteggiamento di fede, che sa guardare sempre con occhi nuovi, che sa credere sempre nell’altro, che dà costantemente fiducia all’altro. Più che sentirsi giudicata, ogni persona ha bisogno di sentirsi accolta così com’è, ed amata.
L’amore deve manifestarsi non tanto e non solo nei momenti e nelle occasioni solenni della vita, quanto nella semplicità di una vita fraterna quotidiana, ricca di umanità e fatta di piccole cose.
Seguendo la Parola di Dio, emergono alcune modalità concrete per vivere il dono di sé e costruire così la fraternità.

Servizio.
È questo il primo insegnamento sul modo di amare, che Gesù stesso ha impartito. Il servizio esige un atteggiamento di umiltà. Ai discepoli che ambiscono al primato, Gesù dichiara: «Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti» (Mc 9,35).
       
Accoglienza.
Un secondo aspetto dell’amore è quello dell’accoglienza, che porta ad accettare l’altro così com’è, e non come vorremmo che fosse. Occorre rinunciare alla tentazione di volere l’altro a propria immagine e somiglianza o secondo i propri gusti. Accogliere significa anche saper amare col cuore, significa capacità di ascolto, capacità di silenzio. Solo così l’altro potrà sentirsi accolto pienamente. 
Infine, accogliere significa avere pazienza, saper attendere l’altro quando ha un ritmo di maturazione più lento del nostro.
 
Gratuità.
Un terzo atteggiamento tipico dell’amore è quello della gratuità. Questa è forse la forma d’amore più pura, perché la più disinteressata. La tentazione può essere quella di aspettare che sia l’altro a muovere il primo passo per ricostruire i rapporti quando fossero stati compromessi. È un amore che sa subire anche l’eventuale incomprensione, fosse pure una ingiustizia o derisione.
Un ulteriore tratto dell’amore, indispensabile per costruire la fraternità, è l’universalità. L’amore ama tutti, senza esclusioni o preferenze.

 
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