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Ripartiamo da 100

Viaggio e spiritualità, Polonia 2017

Si è concluso da poco il viaggio in Polonia sulle orme di san Massimiliano Kolbe e di san Giovanni Paolo II. Un'esperienza che lascia il segno, come racconta Maria Grazia e come emerge dalle tante risonanze positive condivise al rientro in Italia. 
 

Tanto avrei da scrivere sul mio pellegrinaggio in Polonia, ma mi limito ad esporre l'essenziale.

Ho desiderato partecipare al pellegrinaggio in Polonia con le missionarie anche per meglio consolidare la mia scelta di  diventare una Volontaria dell'Immacolata Padre Kolbe, andare pertanto alle radici del carisma. Accompagnanti da "guide spirituali speciali", padre Tomasz e dalle missionarie stesse, è stato un pellegrinaggio molto intenso e ricco di grazie spirituali, il cuore ha parlato…

Ho ricevuto 3 perle preziose che porto nel mio intimo e sulle quali, ora tornata agli impegni di tutti i giorni, mi ritrovo nel silenzio a meditare: la speranza, le missionarie e l'amore.
La speranza e l'amore: accompagnati nel pellegrinaggio da tre grandi santi polacchi e visitando i luoghi della loro vita, in questa terra di grandi tormenti e dolori, tutto mi ha parlato di speranza e di amore. Nei campi di concentramento di Aushwitz e Birchenau, vive testimonianze  di immani atrocità, nel mio intimo ho sentito la forza della speranza; nel bunker della morte san Massimiliano Kolbe, a seguito del suo  grande atto d'amore, con la sua presenza, con la sua fede, attraverso la preghiera e i canti ha donato ai fratelli la "speranza"; davanti alla sua cella, sotterranea e così buia, ho vissuto nel mio intimo sentimenti di speranza, amore e di resurrezione, non di morte. 
Visitando poi i campi di concentramento e vedendo tutto il male commesso, nel mio cuore ho percepito anche forte e vivo un grande sentimento d'amore: ho subito notato la natura, verde, rigogliosa e bellissima nei campi di Birkenau, proprio dove sono ubicati i forni crematori e dove noi con tanto  raccoglimento abbiamo pregato e meditato la via lucis; mi è balzato subito all'occhio il contrasto tra il male che trasuda dal quel terreno martoriato e la viva presenza dell'amore di Dio che si riscontra nella bellezza della natura proprio in quel luogo, mi sono detta: è l'amore, è la speranza, è Dio che parla che ci dice che alla fine il bene, l'amore vincono sempre.
Le missionarie: mi sono nutrita di "loro" anche solo a guardarle, come mi succede quando vado alla casa dell'Immacolata a Verona; la loro persona ferma nella fede, serena, la modalità di porsi verso noi pellegrini, la loro grazia, disponibilità, la profondità della preghiera mi hanno trasmesso pace, serenità, sentimento di accoglienza, sono stata molto colpita, lo devo ammettere, tutto in loro mi parla di Maria. E poi padre Tomasz, bravissimo e  simpatico, giovane ma molto colto e profondo, ci ha veramente aiutati ad entrare nello spirito del pellegrinaggio sia per quanto riguarda la parte spirituale che itinerante.

Sono  molto contenta, ringrazio il Signore per le grazie ricevute, per il sapore di "buono" che mi porto ora nel cuore, per le tre perle che mi ha donato e sulle quali mi ritrovo a meditare per migliorarmi.
Prima della partenza una mia amica mi ha detto: dal pellegrinaggio con le missionarie si ritorna diversi, rinnovati, al mio rientro l'ho ringraziata e ho confermato quanto lei mi aveva anticipato.

Grazie missionarie, grazie Padre Tomasz e ad ogni compagno di viaggio, con tutto il cuore.  

Maria Grazia di Verona

 
 
 

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