
Preghiera iniziale
Signore Gesù, ancora un a volta vogliamo ripercorrere la tua salita al Calvario. Ci rendiamo disponibili a fare nostri i sentimenti e le intenzioni che ti hanno sorretto nel tuo cammino: facci risentire la tua dedizione al Padre e alla sua volontà di riconciliazione con tutti noi, facci rivivere il tuo amore e la tua solidarietà con le nostre ferite e con le nostri morti, perché è con questa dedizione al Padre e con questa solidarietà che ci ha aperto la possibilità di una vita nuova.
Vogliamo ripercorrere questo cammino con te, Signore Gesù, ma anche con tutte le persone che sono nella Sofferenza, con tutti i poveri del mondo, con tutti i poveri derubati, offesi nella loro dignità , distrutti: la passione continua ora nella loro passione. Per questo li uniamo in un unico cammino: tu li assumi insieme al tuo dolore e alla tua morte e li porti verso la tua resurrezione.
Unisci anche noi, Signore Gesù, in questo tuo cammino: donaci di ripercorlo vicini a te e a loro, nella commozione riconoscente, ma anche nella solidarietà e nella speranza.
I Stazione: "Farò Pasqua con te".
Allora Gesù disse loro: Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge, ma dopo la mia resurrezione, vi precederò in Galilea. (Mt 26 - 31).
Chi sei tu, Gesù che vuoi fare Pasqua con me? O forse è meglio domandarsi: chi sono io per te? Per tutti io sono uno qualsiasi, un "tale". Ma per te io sono tutto, la mia salvezza è il motivo della tua venuta,...
E questa Pasqua con me non è un caso, tu l'hai voluta e preparata con cura: hai scelto il cuore come luogo d'incontro e mi hai dato te stesso come cibo.
* Perché impariamo a mangiare e vivere di te.
* Perché apriamo il cuore per lasciarti entrare, per lasciarti amare.
* Perché nel nome dell'Amore che hai per noi aggiungiamo un posto alla nostra mensa per invitare un tale, uno qualsiasi: niente per noi, tutto per te.
II Stazione: "Ma io ho pregato per te, che non venga a meno la tua fede.
Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga a meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli (Lc 22,33).
Se il Signore ha pregato per noi, non c'è più bisogno di dubitare di se stessi, delle proprie capacità . Il Signore viene in soccorso delle nostre debolezze, ci invita a percorrere la strada del nostro impegno quotidiano nella consapevolezza che non siamo da soli, che Lui è più grande dei nostri limiti.
* Per le persone che si sono arrese di fronte ad un matrimonio che non funzionava, perché sentano di potere ancora costruire rapporti sinceri e duraturi con i fratelli.
* Per le catechiste, gli animatori e gli educatori delle Parrocchie, perché non si arrendano di fronte alle difficoltà del loro impegno e sappiano affidarsi a Dio e testimoniare, con la loro vita, la speranza.
* Per coloro che lavorano accanto alle persone più difficili, in particolare per chi vive con le persone anziane, con problemi mentali, perché non si sentano soli.
III Stazione: "Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte".
Allora Gesù disse loro: Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge, ma dopo la mia resurrezione, vi precederò in Galilea. (Mt 26, 31).
Il vero scandalo, Signore, è ciò che ci chiedi di fare. Quasi non curante della nostra durezza, della nostra vigliaccheria, ci chiedi di amare come tu ci ami, di essere, di essere perfetti nel cuore com'è perfetto il Padre, ci affidi uno all'altro e metti la tua stessa vita nelle nostre mani. Scandalosa è la tua fiducia, è scandaloso il tuo perdono, è scandaloso il tuo amore senza fine...
* Perché la fiducia e l'amore siano segni distintivi di tutte le nostre relazioni interpersonali.
* Perché impariamo a rispettare i tempi degli altri, senza prevaricarli, senza volerli cambiare, imparando prima di tutto ad amarli per quello che sono.
* Perché di fronte al male che ci scandalizza non chiudiamo le porte alla speranza.
IV Stazione: "Restate qui e vegliate con me".
Disse loro: La mia anima è triste sino alla morte; estate qui e vegliate con me. (Mt. 26,38).
Gesù ci insegna l'importanza di stare accanto a chi è nell'angoscia, anche se questo non è facile, ma se neanche Lui ha voluto stare solo nel momento più duro, noi dobbiamo farci prossimo dei nostri fratelli, sapendo che quello che conta in certi momenti non è fare, ma esserci, vegliare insieme.
* Per la nostra comunità parrocchiale, perché sia segno di vicinanza ai dolori e alle necessità della gente, con la preghiera e con la sua presenza.
* Per chi vive momenti di profonda sofferenza, perché non si chiuda nella sua solitudine ma sappia accogliere con umiltà che gli si fa vicino.
* Per tutte le future mamme, perché vivano con gioia il tempo dell'attesa e perché il Signore ricolmi di benedizioni i loro bambini.
V Stazione: "Sia fatta la tua volontà ".
E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà . (Mt 26,42).
Ci si domanda spesso se esiste la felicità e qual è il segreto per raggiungerla. Se felicità vuol dire assenza di dolore e stato di perenne euforia, allora dobbiamo essere felici di non essere felici! Se la felicità significa consapevolezza di essere un frammento di un amore infinitamente più grande, che non ti abbandona mai, neanche di fronte alla morte, .... Allora anche noi possiamo dire: "Sia fatta la tua volontà ".
VI Stazione: "Chi cercate?".
Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: Chi cercate? (Gv. 18,4).
Il Signore vuole andare al fondo dei nostri bisogni, egli sa che l'unico modo per rispondere alla violenza è interrogarsi su ciò che spinge ad essa e, dopo aver saziato i bisogni più immediati, condurre alla scoperta del desiderio di Lui che sta dietro ogni nostro bisogno.
* Per la nostra Chiesa diocesana, perché sia sempre più indirizzata ai bisogni degli ultimi e li consideri sempre come i suoi primi interlocutori.
* Per i fratelli extra comunitari che vivono nella nostra città , perché si sentano accolti e perché possano lavorare con noi per costruire una società più giusta e solidale.
* Per ognuno di noi perché non ci lasciamo sfuggire il tempo di interrogarci sul senso delle cose che facciamo.
VII Stazione: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno".
Gesù diceva: Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno. Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. (Lc. 23, 34 - 16).
La preghiera del Salvatore proprio nel momento in cui i peccati pesano sul suo corpo non è semplice giustificazione, ma si rivolge al padre chiedendo di guardare alla confusione che ci portiamo dentro, che rende confuse le nostre azioni e che continua a dire no all'amicizia che Cristo ci propone, ma lo vuole mettere in croce per non pensarci più.
* Per i nostri bimbi perché crescano aiutati dai grandi con la voglia di costruire un mondo nuovo nella pace.
* Per tutti noi, perché vediamo sempre nell'altro Cristo che ha bisogno di noi.
* Perché diventiamo disponibili ad essere amati da Cristo e dagli altri e non ci chiudiamo in noi stessi.
VIII Stazione: "Donna ecco tuo figlio".
Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: Donna, ecco il tuo figlio! (Gv. 19,27)
L'apparente durezza del linguaggio di Gesù ha in realtà il senso di una dichiarazione solenne. Gesù affida a sua madre il compito di considerare tutti i discepoli di Gesù come suoi figli, di continuare ad amarli uno per uno con la stessa intensità con la quale aveva amato Lui sino a quel momento.
* Per tutte le persone che si sentono sole, perché possano avvertire su di sé l'affetto materno di Maria.
* Per le persone che recitano tutti i giorni i S. Rosario, perché si sentano capaci di comunicare a tutti la serenità che ricevono.
* Per il Papa, perché quando sta male possa sentire con chiarezza oltre all'affetto del popolo di Dio, quello tutto speciale di Maria.
IX Stazione: "Ecco la tua madre".
Poi disse al discepolo: Ecco la tua madre! E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 27)
Maria è una donna che parla a nome di tutta l'umanità e dà il suo consenso a Dio. Punto d'incontro tra la terra ed il cielo: insegna a Dio i gesti ed i bisogni dell'uomo ed insegna all'uomo a capire ed a vivere il mistero che lo abita.
* Perché come Maria possiamo restare in piedi di fronte al dolore, senza farci travolgere.
* Perché Maria sia modello di femminilità vera.
* Perché se le parole di Gesù a volte ci sembrano oscure, sappiamo rimanere in silenzio senza smettere di credere.
X Stazione: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso".
E aggiunse: Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. Gli rispose: In verità ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso. (Lc 23,43)
Ancora una promessa solenne: coloro che capiscono di non essere soli sulla croce, ma di avere accanto a sé Gesù, sperimentano proprio nel momento del dolore l'incontro che può cambiare la loro vita; coloro che si affidano a Lui nell'ora dell'agonia, lo sentono vicino, ne sperimentano la misericordia, la tenerezza, l'affetto.
* Per gli infermieri, i medici, per le persone che assistono da vicino chi vive le sue ultime ore, perché possano ricevere dal Signore la grazia di saper aiutare chi soffre.
* Per Don Domenico, perché il Signore lo accolga nel suo Regno ed egli possa sperimentare la Verità di cui è stato testimone nella sua vita.
* Per tutti noi, perché possiamo avere la certezza che i nostri morti sono nella gioia, e questo pensiero ci aiuti a colmare il vuoto che hanno lasciato.
XI Stazione: "Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?"
Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: Elì, Elì, lemà sabactà ni? Che significa: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Mt. 27, 46)
Signore, è bello e doloroso nello stesso tempo vederti così profondamente uomo al punto di fare esperienza con noi del nostro più grande nemico: la paura.
Paura di essere soli, di essere abbandonati, paura di non farcela, per noi uomini la paura è una catena che ci lega mani e piedi e c'impedisce di vivere pienamente. A te invece non impedisce di compiere ciò per cui sei venuto: morire per amore.
* Per le persone gravemente ammalate o che stanno morendo.
* Per chi ha paura di morire e per questa ragione non vive pienamente.
* Per chi ha paura della vita e desidera la morte.
XII Stazione: "Ho sete".
Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete". (Gv. 19,28)
Il Signore si fa vicino fin nei nostri bisogni più umani, e li ricolma di significati nuovi: egli ha sete di ognuno di noi perché, fino a quando uno solo di noi resiste al suo amore egli non può essere soddisfatto e ci chiama dalla croce senza stancarsi.
* Per le persone che hanno fame e sete di giustizia, perché ricordando che il loro bisogno sarà saziato, non si stanchino mai di lottare contro ogni tipo di privilegio e di sopraffazione.
* Per tutti i nostri governanti, perché siano solerti nell'ascoltare i bisogni di tutti e non si pieghino mai a compromessi con gli interessi dei singoli.
* Per chi lavora nelle associazione di volontariato e negli altri organismi di assistenza e di carità , perché il Signore li ricolmi sempre delle sue grazie e della sua serenità e posano essere testimoni di speranza e di pace.
XIII Stazione: "Tutto è compiuto".
E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto". E, chinato il capo spirò. (Gv 19,30).
Per noi che crediamo soltanto a ciò che vediamo "tutto è compiuto" può dire la fine di tutto, ma tu, Signore, ci spingi a guardare più in là : oltre il tuo corpo inanimato, oltre le apparenze,per scoprire quello che conta, l'invisibile agli occhi, per capire che la tua morte segna l'inizio della nostra vita di salvati.
* Perché non abbiamo paura di usarti come uno specchio per capire chi siamo veramente.
* Perché impariamo a morire un po' tutti i giorni affinché sia tu a vivere in noi.
* Perché la morte per noi sia una compagna di vita e non argomento da evitare.
XIV Stazione: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito."
Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito".
Una piccola frase che riesce a rendere il sereno anche il momento più estremo. Impariamo da Gesù la dolcezza dell'abbandono alla volontà di Dio quando è portato sino in fondo, la gioia di ritornare a Lui quando ci rendiamo conto che niente altro può darci la pace.
* Per chi passerà questi giorni in ospedale perché affidandosi al Signore riceva consolazione e forza.
* Per i detenuti perché non si sentano soli e perché il Signore faccia sentire loro la forza del suo perdono che vince ogni tristezza.
* Per tutti noi perché non rimaniamo indifferenti di fronte alle povertà del nostro territorio.