
PRIMA STAZIONE
Gesú condannato a morte
"Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non né avevamo alcuna stima.
Oltraggiato si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come un agnello condotto al macello" (Is. 53,3.7)
Riflessione
Signore, tu ci hai detto che per essere tuoi discepoli dobbiamo prendere la nostra croce e seguirti; ossia viverla come l'hai vissuta tu: con amore, con umiltà , con fiducia e abbandono. Aiutaci a non scandalizzarci, a non ribellarci, a non cercare mille scuse per fuggire dalla nostra croce sulla quale tu ci aspetti.
SECONDA STAZIONE
Gesú prende la croce sulle sue spalle
"Essi allora presero Gesù ed egli, portando la corce si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota". (Gv. 19,17)
Riflessione
Gesù è caricato della croce. Quella croce non l'ha scelta Lui. Ha accettato di buon grado la volontà del Padre. In quell'accettare la Croce sulle spalle, Gesù ha mostrato: abbandono alla volontà del Padre, povertà estrema, desiderio di andare fino in fondo costi quel che costi con il pensiero fisso che tutto doveva servire per la redenzione dell'uomo.
TERZA STAZIONE
Gesú cade la prima volta
"Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe." (Mt. 6,14-15)
Riflessione
Ti chiedo perdono Signore per le volte che non ho avuto fiducia in te e nel tuo amore che salva. Ti chiedo perdono per quando non sono stata misericordiosa con il mio fratello e sono stat pietra d'inciampo.
Ti ringrazio mio Dio perché nella tua infinita misericordia mi dai sempre la possibilità di ricominciare, donandomi il tuo perdono che mi permette di alzarmi e continuare con te il cammino.
QUARTA STAZIONE
Gesú incontra sua madre
"Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre.Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere; Tu mi conosci fino in fondo. Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto; intessuto nelle profondità della terra" (Sl 139,13-15)
Riflessione
Signore Gesù, il tuo viaggio doloroso è contrassegnato da un incontro significativo. Ti rialzi da terra e scorgi una presenza accanto a te: è tua Madre! Il suo sguardo comunica più di tante parole. Ti sostiene, ti infonde il coraggio di chi sa di essere amato ed è capace d'amore fino in fondo. Non soffre al tuo posto, ma soffre con Te.
Nella prova, Signore, noi t'incontriamo, diventiamo simili a te.
Tu ci insegni che "dal dolore voluto dall'amore" nasce la nostra capacità di aprire i nostri orizzonti; superare i nostri egoismi; sperimentare la gioia di avere una Madre e a nostra volta diventare madri feconde, capaci di generare figli nell'amore.
QUINTA STAZIONE
Il Cireneo aiuta Gesú a portare la croce
"Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo" Gv.12,26)
Riflessione
Solo Luca fotografa quest'uomo, al quale, tornando dalla sua occupazione ordinaria, dai campi, estraneo alla portata dell'evento che stava incrociando, viene messa addosso la croce da portare dietro a Gesù. Perché? Forse perché nel cammino della Parola è importante che cogliamo chi è il vero discepolo. Colui che è talmente unito a Cristo con tutto se stesso da continuare la sua stessa missione evangelizzatrice.
Simone di Cirene probabilmente ignaro del suo ruolo profetico in quel momento ci indica come seguire il Signore, è figura di ogni persona consacrata sempre chiamata a essere un altro Cristo per le strade del mondo. Preghiamo perché in ogni momento della nostra vita possiamo essere un altro Simone di Cirene, per chi vive accanto a noi e in ogni circostanza della vita.
SESTA STAZIONE
La Veronica asciuga il volto di Gesú
"Guardate a Lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti" (Sal 33)
Riflessione
Signore, a volte difficoltà e sofferenze suscitano in noi sentimenti di smarrimento, di confusione e di rabbia. Aiutaci a non lasciarci prendere dallo sconforto, ma a saper guardare il tuo volto di Padre che ci consola e ci da la forza per consolare altri fratelli che sono nella prova.
SETTIMA STAZIONE
Gesú cade per la seconda volta sotto la croce
"Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e io non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Io sono il Signore vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d'Egitto; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta". (Lv. 26,11-12)
Riflessione
Non sono due, ma infinite volte l'amore di Dio è caduto sulla nostra terra, ha abbracciato le nostre fragilità , ha fermato il suo passo per aspettarci, si è chinato perché noi ci rialzassimo con Lui. Per farci camminare a testa alta, ha toccato la nostra polvere. Per farci riscoprire la nostra identità di figli, la nostra dignità , ha scelto di incarnarsi, di venire ad abitare la nostra storia, ogni nostra realtà , di camminare sulle nostre strade. Lui solo è la vera libertà e il vero amore che salva l'uomo. È la nostra pace.
OTTAVA STAZIONE
Gesú e le donne di Gerusalemme
"Una voce si ode da Rama, lamento e pianto amaro: Rachele piange i suoi figli, rifiuta d'essere consolata perché non sono più" Dice il Signore: "Trattieni la voce dal pianto, i tuoi occhi dal versare lacrime, perché c'è un compenso per le tue pene; essi torneranno dal paese nemico" (Ger. 31,16-16)
Riflessione
La particolare "complicità con la vita che, per natura, caratterizza la donna, fa sì che essa sia sempre presente anche dove la vita è ferita e umiliata, prima vittima, in tutto il mondo, di soprusi e di ingiustizie di ogni genere. Le parole che Gesù rivolge alle donne al Calvario non sono consolatorie, anzi, suonano terribili. Tuttavia Egli sembra aver bisogno di qualcuno con cui sfogare il proprio dolore più profondo, che non è quello fisico, bensì la consapevolezza del male che gli uomini causano a se stessi. Le donne sono caricate di questo peso proprio per la fiducia che Dio nutre nella loro capacità di amare fino a condurre ogni persona alla verità di sé.Non un presagio di morte, quindi, ma di vita: i figli di Rachele torneranno dal paese nemico, che è la morte.
NONA STAZIONE
Gesú cade per la terza volta
"Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città , saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato." (Lc 7,36-38)
Riflessione
Signore, tante volte il peccato mi allontana da Te. Sperimento la tristezza, la solitudine, il dolore. Grazie perché dopo ogni caduta posso venire ai tuoi piedi e ricevere ancora il tuo amore fedele ed eterno, il tuo perdono che mi salva e mi da pace. La gioia del tuo perdono in noi possa essere significativa per tanti fratelli oppressi dalla tristezza del peccato, perché possano conoscerti come il Signore e il Re che salva e perdona.
DECIMA STAZIONE
Gesú spogliato dalle sue vesti.
"Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica dalle lunghe maniche. I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non potevano parlargli amichevolmente.
Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua tunica, quella tunica dalle lunghe maniche ch'egli indossava, poi lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz'acqua." (Gen 37,3-4.23-24)
Riflessione
Signore, aiutaci a lasciarci spogliare delle nostre vesti: della nostra volontà , della nostra immagine, delle nostre sicurezze, della nostra dignità ... così diventeremo anche noi strumenti di salvezza nella mani del padre come lo è stato Giuseppe per i suoi fratelli e come lo sei Tu per tutta l'umanità .
UNDICESIMA STAZIONE
Gesú é inchiodato sulla croce
"Io quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me" (Gv 12,32)
Riflessione
Le tue braccia aperte sulla croce signore dicano all'uomo di ogni tempo che solo in quell'abbraccio eterno può ritrovare quella libertà che il suo cuore cerca fin dall'inizio della sua esistenza! A me invece ricordino che è così che mi chiedi di trasmettere ai fratelli il tuo amore autentico e gratuito.
DODICESIMA STAZIONE
Gesú muore in croce
"Tutto è compiuto" (Gv 19,30) 6
Riflessione
Questa frase: Tutto è compiuto, esprime o Gesù, che tu hai fatto tutto quello che il Padre ha valuto da te, mandandoti sulla terra. Grazie, mio Dio!. Ci hai lasciato la tua Parola, i sacramenti sgorgati dal tuo costato. C'era ancora un dono, per dirci: Tutto è compiuto, la tua Madre!.Donna ecco tuo Figlio nella persona di Giovanni. "Ecco tua Madre".
O Maria, il tuo Si nell'Annunciazione trova la sua pienezza nel Fiat silenzioso sotto la Croce. O Maria, la tua fedeltà nel buio della fede, sia sempre anche la mia; si da poter dire nell'ora della mia morte: Fiat, Tutto è compiuto! Gesù, Maria, S. Massimiliano si assomigliano... ed Io?
TREDICESIMA STAZIONE
Gesú é deposto dalla croce
"Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Mà gdala e l'altra Maria." (Mt. 27,57-61)
Riflessione
Maria riceve il suo Figlio morto tra le braccia; disponiamoci ad accogliere come Maria, l'umanità sofferente, con generosità ; a non rendere inutile il sacrificio di Cristo con i nostri atteggiamenti disinteressati. Ma con umiltà donando tutto, senza riserve, iniziando dalle persone che ci vivono accanto, per essere strumenti di comunione fraterna, di unità e di pace.
QUATTORDICESIMA STAZIONE
Gesú deposto nel sepolcro
"In verità , in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto". (Gv 12,24)
Riflessione
Signore dacci il coraggio di saper morire a noi stessi: alle nostre abitudini, certezze, ragioni, al nostro io, alle nostre presunzioni... per dare spazio nella nostra vita all'altro, seppellendo tutto ciò che ci impedisce di crescere e di risorgere alla nuova vita.
QUINDICESIMA STAZIONE
Gesú é risorto
"Perché cercate tra i morti colui che é vivo? Non é qui, é risorto!" Lc 24,5-6
Riflessione
Ai discepoli che corrono al Sepolcro a cercarlo, Il Signore ha lasciato dei segni della sua risurrezione: la pietra ribaltata, le bende per terra, il sudario piegato in un luogo a parte. Il Signore ha lasciato nel mondo, nella nostra vita i segni della sua risurrezione. Uno di questi è l'Immacolata, la piena di grazia, Colei che ha vissuto da "risorta" fin dal primo istante della sua vita. Il Signore è risorto! Siamo chiamati a vivere da risorti, ad essere santi ed immacolati nel suo amore; siamo chiamate ad essere l'Immacolata.