
Il sacerdote Giorgio Popiełuszko è il primo martire dell’occupazione ateista, totalitaria, comunista. Quando fu ucciso, l’opinione pubblica subito lo considerò un martire. Alcuni giorni dopo il suo funerale, celebrato il 3 novembre del 1984, incominciarono a pervenire al Primate della Polonia, lettere che chiedevano di iniziare il processo di beatificazione. Negli anni successivi, questa richiesta si fece sempre più insistente. Inoltre, subito dopo il funerale si formò davanti alla tomba, una lunghissima fila. Le persone aspettarono ore, per arrivare alla tomba, guardare e pregare. Si calcola che già 18 milioni di persone hanno visitato la tomba di Don Popiełuszko. Per i fedeli questa morte fu un chiaro martirio per motivi religiosi. Egli fu ucciso come sacerdote. Per questo motivo il Primate della Polonia , chiese alla Congregazione della Causa dei Santi di iniziare il processo di beatificazione di Popiełuszko come martire. La Congregazione confermò questo titolo e durante tutto il processo di beatificazione si cercò di stabilire se il sacerdote Popiełuszko era un martire della fede. Il processo si concluse favorevolmente il 19 dicembre dello scorso anno. Fu ucciso perciò non per uno scontro politico, come a volte qualcuno ha sostenuto. Considerando, infatti, l’attività pastorale del sacerdote, si nota come i suoi interventi, le sue omelie soprattutto durante le Sante Messe per la Patria, hanno un carattere esclusivamente religioso. Egli richiamava l’attenzione sull’aspetto morale della vita sociale: sui valori della giustizia, dell’amore, del perdono e della pace. Come sacerdote e cittadino rivendicava i diritti per le persone oppresse e prigioniere del regime. Mai nei suoi testi ci sono dichiarazioni contro il governo.
All’Ufficio di Sicurezza, durante il tempo della legge marziale, interessava soprattutto il sacerdote Popiełuszko, il suo insegnamento. Le sue omelie erano registrate. Con alcuni frammenti scelti, che avevano un carattere esclusivamente religioso, morale, nel 1984 fu messo in atto uno strano processo di condanna. Il giorno 19 ottobre egli viaggiava da Varsavia a Bydgoszczy, dove guidò la celebrazione del Rosario, celebrò la Santa Messa. Nel viaggio di ritorno, fu preso, colpito e gettato vivo nel fiume. Qui si vede chiaramente l’odio verso la persona del sacerdote, verso un rappresentante della Chiesa, che aveva senza dubbio una grande autorità, un’autorità morale. Fu un uomo molto semplice, benevolo, generoso. Chiunque si rivolgeva a lui, era accolto ed ascoltato.

Quando giunse alla parrocchia di Santo Stanislao Kostka in Varsavia, il parroco gli permise di celebrare le messe per la Patria. Raggiunse un’autorità morale e una grande notorietà , non solo in Varsavia, ma in tutta la Polonia e fuori della Polonia. Attirò perciò su di sé un particolare odio del sistema ateista, comunista, persecutore.
Nell’attività pastorale di Don Popiełuszko dobbiamo vedere la mano di Dio. Quando lui giunse alla parrocchia di Santo Stanislao, ottenne una nuova vocazione, un nuovo carisma, il carisma del martire. La Provvidenza di Dio guidava questo giovane, semplice uomo, che non era “una cima intellettuale”, ma aveva lo spirito di Dio. Lo chiamavano il “cappellano di Solidarność“, ma formalmente questo non è vero, perché non ottenne nessuna nomina ufficiale. Egli fu solo un sacerdote che Dio chiamò e scelse per il martirio. Ricordo fino ad oggi il dialogo con lui a metà luglio del 1984. Eravamo in vacanza. Poiché era una brutta giornata ci sedemmo in camera a chiacchierare. Don Giorgio era già allora perseguitato. Si parlava degli interrogatori, di diverse avventure e complicate situazioni e dell’attività pastorale tra gli operai, disse queste parole: «Io mi sono offerto e non mi tiro indietro». Queste parole confermano che egli era cosciente della sua vocazione, e della sua particolare missione sacerdotale. Forse egli presagiva che sarebbe morto martire. È un martire che attraverso il suo cammino di sofferenza si rese sempre più simile a Cristo sofferente nella via della Croce. La sua beatificazione avviene proprio nell’anno sacerdotale. Questo ha per tutti i fedeli ed in modo particolare per i sacerdoti, un gran significato. Il Signore ci dà questo giovane sacerdote come modello di fedeltà alla propria vocazione sino alla fine, sino alla morte. Le sue parole «Io mi sono offerto e non mi tiro indietro», possono essere una massima per tutti i sacerdoti.
P. Gabriele Bartoszewski ofmcap.
Jerzy Popiełuszko è nato ad Okopy, in Polonia il 14 settembre del 1947. Fu ordinato sacerdote il 28 maggio 1972 a Varsavia dal cardinale Stefan Wyszynsky. Svolse la sua attività pastorale come cappellano presso i lavoratori siderurgici del sindacato autonomo di Solidarność, Durante il periodo della legge marziale (1981 - 1983) egli sosteneva ed incoraggiava i polacchi attraverso le omelie durante la celebrazione delle messe per la Patria. Le omelie e le prediche di Done Popiełuszko erano regolarmente trasmesse da Radio Free Europe, che gli diede una certa popolarità anche all'estero. Fu inizialmente minacciato e invitato al silenzio da parte del ministero dell'interno polacco, e il 13 ottobre 1984 fu coinvolto in un incidente stradale dal quale, però uscì illeso. Il 19 ottobre 1984, di ritorno da un servizio pastorale, fu rapito e ucciso da parte di tre funzionari del ministero dell'interno, e il suo corpo fu ritrovato il 30 ottobre nelle acque della Vistola vicino a Włocławek. La notizia dell'assassinio causò disordini in Polonia, e gli autori dell'omicidio - i capitani Grzegorz Piotrowski, Leszek Pekala, Waldemar Chmielewski ed il colonnello Adam Petruszka - furono giudicati colpevoli e condannati a 25 anni di carcere, ma furono rilasciati a seguito di amnistia qualche anno dopo.
Ai funerali parteciparono più di 500000 persone, compreso il leader di Solidarność Lech Wałęsa. La Chiesa Cattolica iniziò il processo di beatificazione nel 1997, ottenendo lo stato di Servo di Dio.
La sua tomba è meta di continui pellegrinaggi, dalla Polonia e dall'estero; il 14 giugno 1987 pregò sulla sua tomba anche papa Giovanni Paolo . Il 19 dicembre 2009 Papa Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione per le cause dei santi a promulgare il decreto riguardante "il martirio del Servo di Dio Giorgio Popiełuszko, sacerdote diocesano, ucciso in odio alla fede il 20 ottobre 1984 nei pressi di Włocławek (Polonia)".La solenne messa di beatificazione di don Jerzy Popiełuszko si terrà a Varsavia domenica 6 giugno 2010 nella piazza intitolata al Maresciallo Pilsudski.