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Triduo pasquale

Immagine di Gesù che porta la Croce

"Il triduo della passione e resurrezione del Signore risplende al vertice dell'anno liturgico... Esso ha inizio dalla Messa , ha il suo fulcro nella cena pasquale e termina con i Vespri della domenica di Resurrezione"

GIOVEDÌ SANTO

Fino al 7° secolo, a Roma, era il giorno della riconciliazione dei penitenti ed il termine del digiuno quaresimale. Emerge così il vincolo indissolubile tra il sacramento della Penitenza Riconciliatrice e la Pasqua in cui i penitenti venivano riammessi all'Eucarestia.

A partire dal 7° secolo si celebrano 2 Messe particolari:

1. Messa per la benedizione consacratoria degli oli
2. Messa per la cena del Signore : Messa in Coena Domini

1. Messa per la benedizione consacratoria degli oli
La benedizione degli oli evidenzia il duplice aspetto del sacerdozio: battesimale-crismale e ministeriale (imposizione delle mani). La benedizione del crisma dà il nome di Messa crismale.
Questa Messa si celebra solitamente nella Chiesa Cattedrale in quanto è funzione propria dl Vescovo, una fra le principali manifestazioni della pienezza del sacerdozio, i sacerdoti delle singole diocesi la celebrano radunati intorno al loro Vescovo.

Significato dell'olio: l'olio è sostanza terapeutica, aromatica e conviviale: medica le ferite, profuma le membra, allieta la mensa. Nel simbolismo biblico-liturgico la natura dell'olio è caricata di un particolare valore per esprimere l'unzione dello Spirito Santo che risana, illumina, consacra, conforta e permea di doni e di carismi tutto il corpo della Chiesa.

Il rito della benedizione degli oli, inserito nella celebrazione eucaristica, sottolinea pure il mistero della Chiesa come sacramento globale del Cristo, che santifica ogni realtà e situazione di vita. Ecco perché, insieme al crisma, sono benedetti anche l'olio dei catecumeni, per quanti lottano per vincere lo spirito del male in vista degli impegni del Battesimo, e l'olio degli infermi per l'unzione sacramentale di coloro che nella malattia compiono in sé ciò che manca alla passione redentrice dl Cristo.

2. Messa in Coena Domini
In essa convergono 2 elementi:
* l'Eucarestia rituale (sacrificio) segno del banchetto
* l'Eucarestia testamentaria (lavanda dei piedi) segno del servizio

a. L'Eucarestia rituale in fondo è l'Eucarestia sacrificale: "prendete e mangiate... prendete e bevete... fate questo in memoria di Me". E' l'alleanza non solo dell'Antico Testamento (conclusa sul Sion) ma anche del Nuovo Testamento (che comprende le 2 Eucarestie).
b. Giovanni sostituisce il mandato della cena sacrificale col mandato del servizio: "come
ho fatto Io così fate anche voi..."

Gesù anticipa quindi l'Eucarestia tanto nell'Eucarestia sacrificale quanto in quella testamentaria. entrambe hanno la stessa forza sacramentale. Nella prima emerge il Rito, nella seconda il testamento.

L'uso della lavanda dei piedi durante la celebrazione è stato inserito nella Messa in Coena Domini in Oriente intorno all' 8° secolo e a Roma verso il 10°. Oggi tale rito non è obbligatorio ma consigliato.

Adorazione e Processione
alla Messa in Coena Domini seguono poi l'adorazione (che può essere protratta fino a mezzanotte) e la processione, che ricorda l'attraversamento del Cedron da parte di Gesù per andare al Getsemani.

Poiché la Messa del Giovedì santo esprime il valore della Carità - Servizio, chi vi partecipa si impegna a fare, entro il triduo, un autentico gesto di carità.

Digiuno delle orecchie
Inizia al termine delle celebrazioni del giovedì santo in quanto non vi saranno più suoni fino alla notte di Pasqua.

Così Gesù...così Massimiliano...: "Più tardi, quella stessa sera, la sera prima del suo arresto, chiese ad alcuni fratelli che erano stati con lui fin dai primi giorni anche a Grodno, di unirsi a lui per una breve conferenza. Aveva un piccolo dolce e lo divisero. Tutti avvertirono che era una cosa speciale e che in qualche modo era un'occasione solenne...
...L'odio non è una forza creativa, solo l'amore crea".
(Patricia Treece, pag.148 + 185)

Gesto simbolico: si portano all'altare un ampolla d'olio, un cesto con un pane spezzato e una brocca di vino.

Se dovessi scegliere
Una reliquia della tua passione,
prenderei proprio quel catino
colmo di acqua sporca.
Girare il mondo con quel recipiente
E ad ogni piede cingermi
Dell'asciugatoio e curvarmi giù in basso
Non alzando mai la testa
Oltre il polpaccio per non distinguere
Gli amici dai nemici, e lavare i piedi
Del vagabondo, dell'ateo, del drogato,
del carcerato, dell'omicida,
di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego mai,
in silenzio, finché tutti abbiano capito
nel mio il tuo Amore. Amen.


VENERDÌ SANTO
Gesù muore nel momento in cui nel tempio si immolano gli agnelli destinati alla Pasqua (Gv.19,31): Gesù vero agnello pasquale.

Oggi e domani sino alla Veglia santa, si celebra il digiuno pasquale.
Non si celebra la Messa a motivo di lutto e dell'amarezza in quanto la celebrazione dell'Eucarestia è sempre memoria della Passione Beata e quindi anche della Resurrezione.. Tuttavia noi partecipiamo del sacrificio celebrato il giorno prima...

L'azione liturgica con cui la Chiesa celebra la Passione del Signore si concentra sul- l'ascolto della Parola, la preghiera dei fedeli, e l'adorazione della Croce.

Dinanzi alla Croce, oggi e domani, si genuflette.

N:B.: La Via Crucis non è più importante di quest'azione liturgica e, pertanto, non la sostituisce mai.

Così Gesù... così Massimiliano...: "Fu uno shock enorme per tutto il campo. Ci rendemmo conto che qualcuno tra di noi, in quella oscura notte spirituale dell'anima, aveva innalzato la misura dell'amore fino alla vetta più alta. Uno sconosciuto, uno come tutti, torturato e privato del nome e della condizione sociale, si era prestato ad una morte orribile per salvare qualcuno che non era neanche suo parente".
(Patricia Treece, pag.224)

Gesto simbolico: ai piedi dell'altare vengono portati i chiodi, il martello e una catena...

Sì, Signore, io adoro e venero la tua croce.
Per me non è soltanto un pezzo di legno anonimo:
è l'albero della vita che si innalza verso Dio.
La tua croce diventa allora immensa,
una scala che sale verso il Cielo.
Lo so bene, Signore, che non sarò io a salvarmi.
Perché fino all'ultima ora io sarò povero,
sarò peccatore, un povero peccatore.
Ma so che c'è la tua croce.
So che per mezzo suo lo Spirito viene a noi
E che grazie alla tua croce
io sono in cammino verso il mio Dio.
Signore, la tua croce,
per mezzo della quale
hai portato a compimento la tua vita santa,
mi aiuti a vivere.
Amen. 


SABATO SANTO 

Oggi si celebra l'attesa: la Chiesa veglia presso la tomba del suo Signore. E' l'unico giorno a-liturgico totale. Oggi la Chiesa digiuna completamente dall'Eucarestia, non c'è celebrazione di Messa né Comunione, possibile solo come viatico per chi sta morendo; lo sposo è stato tolto.

La liturgia delle Ore ritma questa giornata.

Giorno in cui si prega e si pensa alla salvezza di tutti gli uomini di tutte le religioni in quanto in questo giorno Cristo è disceso agli inferi per salvare ed evangelizzare tutti quelli che erano prima di Lui: il Sacrificio di Cristo viene esteso a tutta l'umanità.
Secondo 1 Pt. 3,19-22 la discesa agli inferi di Gesù diventa il grande annuncio di salvezza per tutti gli uomini che lo hanno preceduto fin dalla Creazione. Già nel silenzio della morte Cristo ha voluto comunicare il messaggio di liberazione che poi risuonerà nel giorno della Resurrezione.

In questo giorno va conservato un tono di austerità raccolta e meditativa.

Così Gesù... così Massimiliano...: "... finché vivremo,, noi che eravamo ad Auschwitz, piegheremo la nostra testa in memoria di quello che è accaduto, come quella volta la piegammo davanti al bunker della fame. Quella fu una scossa che ci restituì l'ottimismo, che ci rigenerò e ci diede forza; rimanemmo ammutoliti dal suo gesto, che divenne per noi una potentissima esplosione di luce capace di illuminare l'oscura notte dl campo..."
(Patricia Treece, pag.225)

Gesto simbolico: portare ai piedi dell'icona mariana un cero acceso simbolo della fede di Maria...

"Tu, o Maria, sei Madre del dolore, Tu sei colei che non cessa di amare Dio nonostante la sua apparente assenza, e in Lui non si stanca di amare i suoi figli, custodendoli nel silenzio dell'attesa. Nel tuo sabato santo, o Maria, sei l'icona della Chiesa dell'amore, sostenuta dalla fede più forte della morte e viva nella carità che supera ogni abbandono. O Maria, ottienici quella consolazione profonda che ci permette di amare anche nella notte della fede e della speranza e quando ci sembra di non vedere neppure più il volto del fratello!

Tu, o Maria, ci insegni che l'apostolato, la proclamazione del Vangelo, il servizio pastorale, l'impegno di educare alla fede, di generare un popolo di credenti, ha un prezzo, si "paga a caro prezzo". E' così che Gesù ci ha acquistati...
Donaci quell'intima consolazione della vita che accetta di pagare volentieri, in unione col cuore di Cristo, questo prezzo della salvezza. Fa' che il nostro piccolo seme accetti di morire per portare molto frutto!"


LA VEGLIA PASQUALE

La Madre di tutte le veglie è l'avvenimento centrale di tutto l'Anno Liturgico: ad essa tutto tende e da essa tutto prende avvio. In essa la Chiesa attende, vegliando, la risurrezione di Cristo e la celebra nei sacramenti. Tutta la celebrazione di questa sacra Veglia si deve svolgere di notte (iniziare dopo il Tramonto e finire prima dell'alba).
La veglia, culmine della celebrazione della Pasqua, consta di 4 parti:

1. Liturgia della Luce: è un rito pagano che è stato trasformato in cristiano: era il passaggio dal fuoco al lucernaio. Indica Cristo che ha fatto del sepolcro (pietra fredda-glaciale) l'origine della vita.
Cero(11° sec.): segno che simboleggia la colonna di nube che di notte diveniva come fuoco luminoso che guidava il popolo nel deserto. Simboleggia la Resurrezione di Cristo = Luce.
La processione col cero finisce col preconio che è l'annuncio solenne della Pasqua.

Benedizione del fuoco (12° sec.): le lampade vengono nascoste il giovedì santo poi, quando a Roma la notte del sabato Santo, si accendeva il fuoco, si accendevano anche le torce che venivano poste davanti al Papa.

Grani d'incenso: richiamano le 5 piaghe del Signore e vengono posti sul cero pasquale intorno alla scritta dell'anno corrente e dell'alfa e omega: indicano Cristo come inizio dell'anno nuovo e come principio e fine di ogni cosa.


2. Liturgia della Parola: è composta da 7 letture dell'A.T. e da 2 del N.T.: totale 9 letture attraverso cui si rileggono gli eventi pasquali alla luce della Storia della Salvezza.


3. Liturgia Battesimale: dal 3° sec. È anche una veglia d'iniziazione battesimale che termina al mattino con la celebrazione eucaristica. La piena realtà della Luce, già indicata dal cero pasquale, è rappresentata sacramentalmente dalla celebrazione del Battesimo=illuminazione in quanto segno della fede.
Il Passaggio della Pasqua si celebra per mezzo della fede battesimale sigillato nel sacramento. Il Battesimo è un simbolico scendere con Cristo nella morte per emergere con Lui nella libertà di figli di Dio.
L'illuminazione della fede ha come 1° segno sacramentale l'acqua del Battesimo.
Si ha dunque:
* la benedizione dell'acqua
* la benedizione del fonte battesimale
* il rinnovo delle promesse battesimali

4. Liturgia Eucaristica: Il digiuno quaresimale termina alla mezzanotte del sabato Santo

Nella notte tutto il dolore dell'uomo pare quietarsi. L'alba vede le donne sgomente davanti alla tomba vuota. Cristo risorto ha vinto la morte. Nuovo vigore sale dal tronco esausto del mondo. Irrompe nuovo il canto dell' Alleuia che aveva taciuto per tutto il tempo quaresimale... Grida la natura che esplode in ogni gemma.
La resurrezione è la risposta di dio alla morte. Questa notte il mondo rinasce e si risveglia.

 

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