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Il tuo, il nostro Magnificat

L'ultimo saluto alla missionaria Paola Atti

Venerdì 16 giugno, presso la parrocchia di Borgonuovo BO, si è celebrato l'ultimo saluto alla missionaria Paola Atti, insieme a Lei abbiamo cantato il nostro Magnificat per le grandi cose che il Signore compie nella vita di coloro che a Lui si affidano. 
Riportiamo le parole pronunciate da Giovanna Venturi all'inizio della Santa Messa. 
 

Carissima Paola,

nella tua formula di Professione perpetua avevi scritto: "Innalzo con Maria il Magnificat per le grandi opere che il Signore ha compiuto in me, in una gioia profonda per aver scoperto Gesù come bene assoluto e unico della mia vita. Il mio centro è Lui, a Lui voglio tendere con tutte le mie forze".
Chissà che gioia grande stai vivendo ora dopo tanti anni di sofferenza nel trovarti a faccia a faccia con Gesù il tuo sposo e il tuo tutto.
Per questo, carissime missionarie, volontari, familiari e amici che siamo qui oggi per l'ultimo saluto a Paola, pur nella sofferenza del distacco, siamo sereni perché pensiamo e crediamo che Paola si trovi nella pace e nella gioia che il Signore dona ai suoi servi fedeli.

Paola, nata a Bologna, aveva appena 18 anni quando ha iniziato il suo cammino nell'Istituto. Nel 1964, a 22 anni, emette i voti temporanei e nel 1986 i voti perpetui.

Fin dall'inizio Paola ha dimostrato grande amore e passione per l'apostolato. Quanti gruppi di bambini, giovani e adulti ha seguito e accompagnato settimanalmente o mensilmente per aiutarli a crescere nella vita cristiana, per far conoscere Maria e san Massimiliano Kolbe. Quanti giovani ha aiutato nella scelta vocazionale. 
Paola ha accompagnato ogni persona non solo con la parola ma con gesti concreti di amore, di attenzione, di dialogo umile e aperto fatto di amicizia e di servizio.
Un apostolato sostenuto da molta sofferenza ma tutto vissuto con tanta pazienza e forza, e nascosto dal sorriso sulle labbra, scriveva: "Ti basta la mia grazia, Dio mi aiuta a portare la croce, quello che è impossibile agli altri è possibile a Lui. Voglio essere tutta di Dio, essere tutta per i fratelli attraverso la sofferenza. Sì, ora questa è la vera missione, la sofferenza".
Il suo sorriso nasceva da un'esperienza profonda di gioia: "Ho capito che la vera gioia è l'unione con Dio, la vita di grazia. Ho avuto dei momenti di rammarico per la mia poca salute ma direi che ora sono nella serenità, sono nella gioia vera, perché oltre ad avere ancora un po' di salute per dedicarmi agli altri, ho capito che il valore più grande non è la salute, ma l'unione con Dio, e io poi ho ricevuto il dono immenso della vocazione che ora più che mai sperimento, si riceve il centuplo anche su questa terra". 

Carissimi, tante altre cose potremmo dire di Paola, e forse ognuno di noi custodisce qualche aspetto o ricordo particolare di lei nel suo cuore, ma voglio concludere ringraziando il Signore per il dono della sua vita e per tutto il bene che ha seminato in tanti modi.

Carissima Paola, nei tuoi appunti di questi ultimi tempi scrivevi: "Immagino di trovarmi davanti al Signore, di essere alla sua presenza, di parlare con Lui, di esporgli semplicemente i miei bisogni, i miei desideri, le mie necessità".
Questo è diventato realtà per te. Presenta al Signore le necessità e i desideri di tutte le persone che hai conosciuto qui in terra, e le necessità dell'Istituto che hai tanto amato e che si prepara a celebrare la IX Assemblea generale, perché lo Spirito lo guidi nella fedeltà dinamica al carisma.

Giovanna Venturi
Direttrice generale dell'Istituto