Adorare è ascoltare, accogliere la Parola incarnata, il Cristo, come unico nostro Maestro. E' guardarsi con gli occhi del cuore, per conoscere e sperimentare l'amore vero che unisce le persone che si amano!
Adorare è credere e scegliere di mettere Cristo al centro dei propri pensieri e della propria vita!
Adorare è rispondere generosamente e senza indugio alla sua chiamata ad essere suoi discepoli per renderlo presente anche oggi nel mondo!
G. nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!
Canto d'esposizione del SS.mo
Preghiera di adorazione: solista e assemblea:
Parlami, o Signore, e dimmi le parole che solo l'amore sa pronunciare.
Parlami nel tuo linguaggio ineffabile, che solo il cuore può capire.
Parlami di te stesso, per condividere con me la tua divina intimità .
Parlami dei tuoi desideri, dei tuoi progetti, delle tue grandi intenzioni per la salvezza degli uomini.
Parlami dell'amore, della dedizione, della collaborazione che ti aspetti da me.
Parlami della tua misericordia, della tua bontà , della santità nella quale vuoi trasformare tutto l'universo e tutto me stesso.
Parlami e fa penetrare la tua Parola nell'intimo della mia anima, nella mia intelligenza, nella mia volontà , nel mio cuore.
Canto
I° MOMENTO: Non di solo pane vive l'uomo!
G. L'esperienza di Elia sul monte Oreb ci dice dove poter incontrare Dio: nel silenzio della brezza appena percettibile... nel silenzio della preghiera.
In ascolto della Parola: 1 Re 19,9-14
Acab riferì a Gezabele ciò che Elia aveva fatto e che aveva ucciso di spada tutti i profeti. Gezabele inviò un messaggero a Elia per dirgli: "Gli dèi mi facciano questo e anche di peggio, se domani a quest'ora non avrò reso te come uno di quelli". Elia, impaurito, si alzò e se ne andò per salvarsi. Giunse a Bersabea di Giuda. Là fece sostare il suo ragazzo. Egli si inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto un ginepro. Desideroso di morire, disse: "Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri". Si coricò e si addormentò sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo lo toccò e gli disse: "Alzati e mangia!". Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi tornò a coricarsi.Venne di nuovo l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse: "Su mangia, perché è troppo lungo per te il cammino". Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb. Ivi entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco il Signore gli disse: "Che fai qui, Elia?". Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita". Gli fu detto: "Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore". Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero.
Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna. Ed ecco, sentì una voce che gli diceva:
"Che fai qui, Elia?". Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita".
Per la riflessione personale
Il silenzio della preghiera ci permette di capire la profondità del mistero di Dio, di coglierlo dentro la vita e dentro la storia, di avvertire il senso di tutto ciò che siamo e che facciamo. A Elia sconfortato e deluso, il silenzio dell'Oreb offre la possibilità di sapere che Dio è con lui e che non lo ha mai abbandonato.
Quanto tempo riservi al silenzio, davanti alla Parola, perché Lui ti possa parlare? È in questi attimi che si accendono le luci giuste per mettere a fuoco i problemi della vita; è lì, nel silenzio dell'ascolto, che nasce l'intimità e l'amore verso Dio. Il silenzio è il "luogo" in cui la Parola può risuonare in tutta la sua forza. Quando l'uomo si pone a confronto con la Parola nasce il pianto: l'esperienza di colui che riconosce la sua povertà , la sua miseria e anche la sua infedeltà all'amore di Dio; nasce l'impegno di riprendere a camminare su vie di "salvezza"; nasce la festa, come certezza dell'uomo che ha scoperto che Dio è "Amore", è sicurezza, è punto di appoggio e, in Gesù, ha compiuto tutte le promesse; nasce la capacità di dire "amen" (=così sia) a questa Parola come gesto di accoglienza, ma anche come possibilità di credere che anch'io in Lui posso diventare "amen", punto di appoggio per altri.
Antifona cantata: Niente ti turbi, niente ti spaventi...
Salmo 138 (tra solista e assemblea)
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.
Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti.
Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo.
Antifona cantata: Niente ti turbi, niente ti spaventi...
2° MOMENTO: Gesù pane di vita!
G. Il discorso sul pane della vita segna un momento fondamentale per la scelta personale di seguire Gesù. La proposta di sé come nutrimento dell'uomo è già decisione per un cammino che ti coinvolge per portare Gesù al mondo.
In ascolto della Parola: dal Vangelo di S. Giovanni: 6,53-58
Gesù disse: "In verità , in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.
I°lett. I profeti avevano annunciato che negli ultimi tempi non si sarebbe conosciuto Dio "per sentito dire" ma per esperienza personale.
2°lett. Gesù donandoci se stesso nell'Eucaristia realizza ciò che avviene in noi con il pane, Cristo ci assimila a sé, tanto che San Paolo dice: Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me".
I°lett. "Il Sacramento eucaristico è un mistero di fede per eccellenza. Tuttavia, proprio attraverso il mistero del suo totale nascondimento, Cristo si fa mistero di luce, grazie al quale il credente è introdotto nelle profondità della vita divina".
2° lett. "L'Anno dell'Eucaristia sia per tutti occasione preziosa per una rinnovata consapevolezza del tesoro incomparabile che Cristo ha affidato alla sua Chiesa".
I° lett. "L'Eucaristia è mistero di presenza, per mezzo del quale si realizza in modo sommo la promessa di Gesù di restare con noi fino alla fine del mondo".
2° lett. "L'Adorazione Eucaristica durante questo anno diventi un impegno speciale per le singole comunità parrocchiali. Restiamo prostrati a lungo davanti a Gesù presente nell'Eucaristia, riparando con la nostra fede e il nostro amore le trascuratezze, le dimenticanze e persino gli oltraggi che il nostro Salvatore deve subire in tante parti del mondo".
G. Preghiamo alternandoci in due cori:
Tu sei il mio Dio e io ti cerco.
Sono assetato di te,
ti desidero con tutto me stesso
sono terra arida, secca, senz'acqua.
Ti cerco nella tua Chiesa
per sentirmi sicuro di appartenere a te
per godere della tua presenza
per conoscere la tua grazia e la tua gloria.
Il tuo amore è più prezioso della vita.
Le mie labbra ti loderanno;
ti benedirò per tutti i mie giorni,
a braccia alzate invocherò il tuo nome.
Tu mi hai sempre protetto,
al riparo del tuo amore posso cantare la mia gioia.
Rimango unito a Te con tutto me stesso
e la tua mano mi sostiene
Canto
3° MOMENTO: E partirono senza indugio!
G. "Nel racconto dei discepoli di Emmaus Cristo stesso interviene per mostrare, 'cominciando da Mosé e da tutti i profeti', come "tutte le Scritture" portassero al mistero della sua persona". (Lettera del Santo Padre per l'Anno Eucaristico).
In ascolto della Parola: dal Vangelo di Luca (24, 13-35)
Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus,
e conversavano di tutto quello che era accaduto.
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo.
Ed egli disse loro: "Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?". Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: "Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?".
Domandò: "Che cosa?". Gli risposero: "Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso.
Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.
Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo.
Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto".
Ed egli disse loro: "Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?".
E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano.
Ma essi insistettero: "Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?". E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Dalla Lettera di Giovanni Paolo II per l'Anno Eucaristico:
§ Rimani con noi, Signore, perché si fa sera. Fu questo l'invito accorato che i due viandanti, incamminati verso Emmaus la sera dello stesso giorno della risurrezione, rivolsero al Viandante che si era ad essi unito lungo il cammino.
§ Tra le ombre del giorno in declino e l'oscurità che incombeva nell'animo, quel Viandante era un raggio di luce che risvegliava la speranza ed apriva i loro animi al desiderio della luce piena.
§ Rimani con noi, supplicarono. Ed Egli accettò. Di lì a poco, il volto di Gesù sarebbe scomparso, ma il Maestro sarebbe rimasto sotto i veli del "pane spezzato", davanti al quale i loro occhi si erano aperti.
§ Alla richiesta dei discepoli di Emmaus che Egli rimanesse "con" loro, Gesù rispose con un dono molto più grande: mediante il sacramento dell'Eucaristia trovò il modo di rimanere "in" loro.
Responsorio....
§ Questo rapporto di intima e reciproca "permanenza" ci consente di anticipare, in qualche modo, il cielo sulla terra.
§ I due discepoli di Emmaus, dopo aver riconosciuto il Signore, "partirono senza indugio" per comunicare ciò che avevano visto e udito.
§ Quando si è fatto vera esperienza del Risorto, nutrendosi del suo corpo e del suo sangue, non si può tenere solo per sé la gioia provata.
§ L'incontro con Cristo, continuamente approfondito nell'intimità eucaristica, suscita nella Chiesa e in ciascun cristiano l'urgenza di testimoniare e di evangelizzare.
Responsorio...
§ Il congedo alla fine di ogni Messa costituisce una consegna, che spinge il cristiano all'impegno per la propagazione del Vangelo e la animazione cristiana della società .
§ Riscoprite il dono dell'Eucaristia come luce e forza per la vostra vita quotidiana nel mondo... Riscopritelo soprattutto per vivere pienamente la bellezza e la missione della famiglia.
§ Ci aiuti la Vergine Santa, che incarnò con l'intera sua esistenza la logica dell'Eucaristia.
§ La Chiesa guardando a Maria come a suo modello, è chiamata ad imitarla anche nel suo rapporto con questo Mistero santissimo. Il Pane Eucaristico che riceviamo è la carne immacolata del Figlio: "Ave verum corpus natum de Maria Virgine"
Responsorio...
G. Sulla Parola di Cristo: "Chiedete e vi sarà dato", "Cercate e troverete, "Bussate e vi sarà aperto", rivolgiamogli ora la nostra fiduciosa preghiera invocandolo così: Cristo, pane del cielo, da' a noi la vita eterna!
1. Cristo, Figlio del Dio vivo, che ci hai comandato di celebrare l'Eucaristia in tua memoria, fa' che partecipiamo sempre con fede e amore, preghiamo...
2. Cristo, unico e sommo Sacerdote, che hai affidato ai tuoi sacerdoti i santi misteri, fa' che esprimano nella vita la sollecitudine per le anime, preghiamo...
3. Cristo, che riunisci in un solo Corpo quanti si nutrono di uno stesso pane, accresci nella nostra comunità , nelle nostre famiglie, la concordia e la pace, preghiamo...
4. Cristo che nell'Eucaristia ci dai il farmaco dell'immortalità e il pegno della risurrezione, dona la salute ai malati, il perdono ai peccatori, la tua gloria ai nostri fratelli defunti, preghiamo...
5. Cristo, che nell'Eucaristia sei presenza viva, fa' che ciascuno di noi riscopra la grandezza dell'adorazione e la gioia di stare in ginocchio davanti a Te, preghiamo...
Benedizione Eucaristica
Canto finale