1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
 
 
  1. Vai alla versione stampabile della pagina
  2. Vai alla mappa del sito

Contenuto della pagina

Dai Volto all'Amore

G. "Giovani, Dio ci chiama ad essere suoi: vuole che siamo santi. Mi chiederete: "Ma oggi è possibile essere santi?" Se arduo è il cammino, tutto però noi possiamo in colui che è il nostro redentore. Non volgetevi perciò ad altri se non a Gesù. Non cercate altrove ciò che Lui solo può donarvi". (Giovanni Paolo II)

CANTO

"Padre santo, guarda questa nostra umanità,
che muove i primi passi nel cammino del terzo millennio.
La sua vita è segnata ancora fortemente
Dall'odio, dalla violenza, dall'oppressione,
ma la fame di giustizia, di verità e di grazia
trova ancora uno spazio nel cuore di tanti che attendono
chi porti la salvezza, operata da te per mezzo del tuo Figlio Gesù.
C'è bisogno di araldi coraggiosi del Vangelo,
di servi generosi dell'umanità sofferente.
Manda alla tua Chiesa, ti preghiamo, presbiteri santi,
che santifichino il tuo popolo con gli strumenti della tua grazia.
Manda numerosi consacrati e consacrate,
che mostrino la tua santità in mezzo al mondo.
Manda nella tua vigna operai santi, che operino con l'ardore della carità e,
spinti dal tuo Santo Spirito, portino la salvezza di Cristo
fino agli estremi confini della terra".
(Preghiera del Santo Padre per la giornata di preghiera per le vocazioni 2002)


Dal Vangelo secondo Giovanni (10, 11-18)
"Io sono il buon Pastore. Il Pastore offre la vita per le pecore. Conosco le mie pecore ed esse conoscono me, come il Padre conosce me ed io il Padre, e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge ed un solo Pastore. Per questo il Padre mi ama: perché offro la mia vita per riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio". 


Riflessione personale
Da alcune lettere di P. Daniele Badiali, missionario italiano, ucciso a S. Luis (Perù) il 18 marzo 1997
* S. Luis, 26 marzo 1993. "L'ingiustizia e il dolore del mondo sono il frutto amaro di una mancanza di amore. "Qua sto scoprendo che ogni parola di Gesù è un atto di vita e intuisco qualcosa del suo amore quando incontro persone che sanno amare, cioè soffrire e diventano come carta assorbente, cioè assorbono il dolore degli altri, lo fanno proprio. Come Gesù che ha fatto suo il peccato di tutto il genere umano. La medicina per sconfiggere questa malattia è la carità, cioè l'amore di Dio senza misura...".

* Yauya, 23 ottobre 1994. "Il lavoro qui è incessante: matrimoni, battesimi, funerali, confessioni, lezioni in seminario, dormo ormai anche sui sassi, sono "mangiato" dalla gente"...Non so più che cos'è la quiete, le ore di sonno si accumulano. A volte penso che morirò per non riuscire a tenere gli occhi aperti dalla stanchezza...che bello morire così! Dovrei fare molto di più... Come trasmettervi la sofferenza che provo nel vedere tante pecore senza pastore!!!... Senza soffrire non si trasmette il Vangelo e capisco che le parole non servono più, arrivano al cervello e non la cuore... Dio arriva la cuore dell'uomo solo attraverso l'Amore, il dare tutto ciò che hai, il prenderti a cuore la vita intera di una persona... mi sento un prete ai primi passi del cammino dell'amore, che porta alla croce... sono chiamato a viverlo fino in fondo perché sia Gesù a compiere il gran miracolo... che attendo in piedi tra gli ultimi, i più poveri.


Preghiere spontanee d'intercessione, cui tutta l'assemblea risponde dicendo:
"Mostraci il tuo volto, Signore!".


Preghiamo:
"Signore, tu che avevi fissato uno sguardo pieno d'amore
Su colui che ti chiedeva la strada e che tu invitavi a vendere tutti i suoi beni
E a la sciare tutto per te, ferma il tuo sguardo oggi
sui ragazzi e le ragazze che cercano il cammino di una vita generosa;
fa che possano offrirsi come tuo pane spezzato
e dare a tutti gli uomini la speranza della tua Resurrezione.
Benedici la tua Chiesa con nuove e sante vocazioni. Amen


Preghiera conclusiva di F. Nguyen Van Thuan.
A me che sono un peccatore, Signore,
tua hai chiesto di diventare un santo come il Padre mio che è nei cieli.
Alla ricerca del fondamentale, dell'essenziale, ti avevo pregato,
Signore, d'insegnarmi semplicemente come diventare santo...
La tua risposta mi aveva fatto perdere di coraggio.
Tuttavia mi sono ricordato della tua parola:
"Ti benedico Padre, che hai rivelato queste cose ai piccoli".
Vedo bene che ogni santo ha un volto particolare.
Nessuno somiglia d un altro; ognuno ha la sua forma di santità.
Ma esiste una via comune a tutti, senza eccezione,
che dobbiamo intraprendere: somigliare al Signore Gesù
e compiere la volontà del Padre.
Questo significa svolgere il mio compito nel tempo presente,
rispondere ogni istante alla tua grazia, Signore,
darti completa fiducia, e lasciarti libero
di realizzare il tuo progetto su di me.
Il tuo e non il mio. Collaborare con te con tutte le mie forze.
E' così che il mio ruolo specifico prende il suo bagliore, modesto,
certo, ma che esige tanta audacia!
Sei tu, Signore Gesù, che hai detto agli apostoli:
"Voi farete opere ancora più grandi!".
Padre, fa in modo che io sia il più piccolo di tutti.

CANTO FINALE

 
  1. IT
  2. EN
  3. ES
  4. FR
  5. PT
  6. PL
 

Menu di sezione