«Nella festa dell’Annunciazione della Vergine Maria noi veneriamo l’Incarnazione di Dio: Dio infinito si fa uomo. La persona divina infinita e la natura divina infinita formano con la natura umana un unico essere». (SK 1052)
«Dal Padre attraverso il Figlio e lo Spirito Santo, discende ogni atto dell’amore di Dio: atti creativi, atti che mantengono l’esistenza, atti che danno la vita e il suo accrescimento, tanto nell’ordine della natura, quanto nell’ordine della grazia. Così Iddio partecipa l’amore alle sue innumerevoli somiglianza finite; ed anche la reazione d’amore della creazione non sale al Padre per altra via che attraverso lo Spirito e il Figlio. Non sempre ciò avviene con piena consapevolezza, tuttavia avviene sempre realmente. Il vertice dell’amore della creazione che torna a Dio è l’Immacolata, l’essere senza macchia di peccato, tutta bella, tutta di Dio. Neppure per un istante la sua volontà si è allontanata dalla volontà di Dio. Ella è appartenuta sempre e liberamente a Dio. E in Lei avviene il miracolo dell’unione di Dio con la creazione. A Lei, come alla propria sposa, il Padre affida il Figlio, il Figlio discende nel suo grembo verginale, diventando figlio di Lei, mentre lo Spirito Santo forma in Lei in modo prodigioso il corpo di Gesù e prende dimora nella sua anima, la compenetra, in modo così ineffabile che la definizione di “Sposa dello Spirito Santo” è una somiglianza assai lontana dalla vita dello Spirito Santo in Lei e attraverso di Lei» (SK 1310) « E di che genere è questa unione? Essa è innanzi tutto interiore, è l’unione del suo essere con l’Essere dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo dimora in Lei, vive in lei, e ciò dal primo istante della sua esistenza, sempre e per l’eternità. In che cosa consiste questa vita dello Spirito Santo in Lei? Egli stesso è amore in Lei, l’amore del Padre e del Figlio, l’amore con il quale Dio ama se stesso, l’amore di tutta la santissima Trinità, un amore fecondo (…..). Lo Spirito santo vive nell’anima dell’Immacolata, nel suo essere e la feconda(….) Pure il grembo verginale del suo corpo è riservato a Lui, che vi concepisce, nel tempo anche la vita divina dell’Uomo-Dio….Nell’unione dello Spirito Santo con Lei, non solo l’Amore congiunge questi due esseri, ma il primo di esso è tutto l’amore della Santissima Trinità, mentre il secondo è tutto l’amore della creazione. Così in tale unione il cielo si congiunge con la terra, tutto il cielo con tutta la terra, tutto l’Amore Increato con tutto l’amore creato: è il vertice dell’Amore». (SK 1318)
Vorrei sottolineare che non provo odio per nessuno su questa terra. Per questo ideale io desidero sempre lavorare, soffrire e magari offrire in sacrificio anche la vita. (SK 884)
Noi continuiamo e continueremo a compiere la missione dell’amore verso il prossimo, chiunque egli sia, per addolcire ai sofferenti la loro sorte e per accendere, mediante ciò, i loro cuori di un amore riconoscente verso l’Immacolata, madre che ama tutte le anime sull’intero globo terrestre. (SK 914)
Teniamo per certo che ogni divisione e malinteso non proviene dall’Immacolata, ma solo ed esclusivamente da quel serpente che sta sotto i Suoi piedi. Di conseguenza, ognuno, da parte propria faccia qualsiasi sforzo per attenuare ogni disaccordo, con l’umiltà, l’amore, la pazienza e la preghiera , per approfondire sempre di più l’amore vicendevole e aiutarsi reciprocamente nel tendere verso il nostro Ideale della dilatazione del regno dell’Immacolata nelle anime. Ognuno di noi si sforzi non tanto di cambiare l’ambiente, quanto di migliorare se stesso, di avvicinarsi personalmente all’Immacolata, sicché tutti, accostandosi a Lei, si avvicinino reciprocamente tra di loro. (SK 926)
L’essenza dell’amore scambievole non consiste nel fatto che nessuno ci rechi dispiaceri - il che è impossibile tra gli uomini - ma che impariamo a perdonarci l’un l’altro in modo sempre più perfetto, immediatamente e completamente. Allora reciteremo con grande fiducia l’invocazione contenuta nel “Padre Nostro”: « e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo a i nostri debitori»[ Mt 6, 12]. Sarebbe un vero guaio se non avessimo nulla o ben poco da perdonare agli altri. (SK 935)
L’odio divide, separa e distrugge, mentre al contrario l’amore unisce, dà pace ed edifica. Nulla di strano, quindi, che solo l’amore riesca a rendere sempre gli uomini perfetti.
Perciò, solamente quella religione che insegna l’amore di Dio e del prossimo può perfezionare gli uomini.
La religione di Gesù Cristo è realmente questa religione dell’amore, dell’amore perfetto , e ciò è evidente nelle sante parole di Gesù Cristo.
Uno degli apostoli, s. Giovanni, che fu testimone oculare della passione e della morte in croce di Gesù, ci ha lasciato la descrizione delle dolci istruzioni che Egli diede agli apostoli durante l’ultima cena. San Giovanni non solo partecipò a quell’ultima cena, ma, essendo il discepolo prediletto, stava accanto a Gesù e potè comprendere nel modo migliore il significato delle parole di Cristo. Prendiamo alcuni passi del Vangelo scritto dallo stesso Giovanni: «Figlioli, ancora per poco sono con voi…Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri» (Gv 13, 33-34).
«Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio amore. Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici. Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio. Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri» (Gv 15,9 – 17).
Al termine della cena, Gesù rivolse al padre suo celeste una preghiera, alla fine della quale pronunciò le seguenti parole : « Come tu hai mandato me nel mondo, anch'io ho mandato loro nel mondo. Per loro io santifico me stesso, affinché anch'essi siano santificati nella verità.
Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me. Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; e io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l'amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro»(Gv 17, 18-26).
Risulta evidente, quindi, che Gesù desiderava vivamente che un amore sincero regnasse tra gli uomini.
Gli apostoli compresero bene il desiderio di Gesù a questo proposito. E per questo San Pietro scrive in una sua lettera:« Soprattutto conservate tra voi una grande carità, perché la carità copre una moltitudine di peccati (1 Pt 4,8).
Nella sua prima lettera San Giovanni scrive così:« Noi abbiamo conosciuto l'amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto. Dio è amore; e chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui».(1 Gv 4,16)
È lecito affermare che se questa religione si diffondesse nel mondo intero, esso diventerebbe un paradiso.
(SK 1205)