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Adorazione Eucaristica per il Giovedì Santo - 1

Resp.: Restate qui e vegliate con me, vegliate e pregate, vegliate e pregate

G. Siamo anche noi nel Getsemani, sul monte degli ulivi, posto di fronte al tempio e dal quale si intravede il Calvario. È un luogo che il Signore Gesù conosce bene, dove anche Davide era salito piangendo la ribellione del figlio, da dove Ezechiele vide la Gloria uscire dal suo tempio e dove, nella notte più "intensa" del mondo, contempliamo l'inaudita vicinanza di Dio agli uomini. Gesù, in questa notte, vive l'esperienza limite del suo essere Figlio, della sua libertà, della sua fedele obbedienza al Padre, dell'amore che lo spinge a rischiare la vita per liberare e ridonare la piena dignità di figli di Dio agli uomini.

Restate qui ....

G. "Restate qui e vegliate con me": sono le parole che Gesù rivolge a tutte noi, lasciamoci interpellare da questo suo invito, coi i suoi discepoli stiamo con Lui in questa "notte" decisiva per la salvezza del mondo.

Restate qui ....

 

GESÙ: "RESTATE QUI E VEGLIATE CON ME" (Mc 14,34)

Dal vangelo secondo Marco (14,32-42)
Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: "Sedetevi qui, mentre io prego". Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate". Poi, andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: "Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu". Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: "Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole". Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.
Venne la terza volta e disse loro: "Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino".

Salmo 41
"Pietà di me, Signore;
risanami, contro di te ho peccato".
I nemici mi augurano il male:
"Quando morirà e perirà il suo nome?".

Chi viene a visitarmi dice il falso,
il suo cuore accumula malizia
e uscito fuori sparla.

Contro di me sussurrano insieme i miei nemici,
contro di me pensano il male:
"Un morbo maligno su di lui si è abbattuto,
da dove si è steso non potrà rialzarsi".

Anche l'amico in cui confidavo,
anche lui, che mangiava il mio pane,
alza contro di me il suo calcagno.

Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami,
che io li possa ripagare.
Da questo saprò che tu mi ami
se non trionfa su di me il mio nemico;

per la mia integrità tu mi sostieni,
mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d'Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.

Canto: Nelle tue mani
Nelle tue mani affido la vita
Dio mia salvezza sei tu.
Volgi il tuo sguardo al mio cuore,
con te al sicuro sarò.

Padre del cielo, per il tuo nome vivrò,
un sacrificio con la mia lode io ti offrirò.
per tutto ciò che sempre mi dai.
Padre del cielo, per il tuo nome vivrò.
Scruta il mio cuore e la mia lode io ti offrirò
per tutto ciò che sempre mi donerai,
o Dio di ogni bontà.

Nelle tue mani affido la vita
Dio, mia speranza sei tu.
Donami pace o Signore,
con te al sicuro vivrò

 

GIUDA: "QUELLO CHE DEVI FARE FALLO AL PIU' PRESTO" (Gv 13, 27)

G. Il Signore Gesù entra nella notte di Giuda, prega, soffre, e offre la vita per Lui e per tutti coloro che sono liberi di rinnegarlo. "Uno di voi mi consegnerà", aveva detto l'ultima sera trascorsa con i suoi, prima che venisse per Giuda la notte della disperazione, dell'autosufficienza, del tradimento.

Dal Vangelo secondo Giovanni (13, 21-30)
Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: "In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà". I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: "Dì, chi è colui a cui si riferisce?". Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: "Signore, chi è?". Rispose allora Gesù: "E' colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò". E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: "Quello che devi fare fallo al più presto". Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: "Compra quello che ci occorre per la festa", oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte.

(Viene portato all'altare un sacchetto di denari)


SILENZIO

Cristo Gesù, mia luce interiore non lasciar le mie tenebre parlar
Cristo Gesù mia luce interiore, donami di accogliere il tuo amor


L. È notte.
In molti giorni della nostra vita è notte.
Quando ci chiudiamo in noi stessi,
nella piccolezza dei nostri interessi,
nella grettezza dei nostri pregiudizi.
Quando ci allontaniamo da Cristo e dai fratelli,
è notte

Cristo Gesù, mia luce ...

 

PIETRO: "SIMONE... IO HO PREGATO PER TE" (Lc 22, 31-32)

G. Il Signore Gesù entra anche nella notte di Pietro e prega per lui, perché non venga meno la sua fede nell'ora della prova; prende su di se il suo e il peccato di ogni uomo, perché solo dopo aver sperimentato lo sguardo di misericordia è possibile annunciare l'amore che salva. Le lacrime di Pietro sono il battesimo del suo cuore, segno di ogni cuore che si apre nella gratitudine al dono della salvezza.


Dal Vangelo secondo Marco (Mc 14, 66-72)
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: "Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù". Ma egli negò: "Non so e non capisco quello che vuoi dire". Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: "Costui è di quelli". Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: "Tu sei certo di quelli, perché sei Galileo". Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: "Non conosco quell'uomo che voi dite". Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: "Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte". E scoppiò in pianto.

(Viene portata all'altare una rete)


SILENZIO


PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:
Pietro, non riconoscendo e rinnegando tre volte il suo Maestro, non mente,
come a prima vista può apparire.
Confessa la propria verità: "non è con lui",
non è "di quelli che sono suoi discepoli",
"Non conosce quest'uomo".

Lui conosce un altro Cristo,
per il quale era anche disposto a morire;
questo, invece, povero e umiliato, lo sconcerta e scandalizza.

Il velo, che è ancora sul suo cuore,
gli impedisce di riconoscere il Signore che si rivela nella sua gloria.
Il pianto squarcia questo velo
e Pietro scopre insieme la sua verità di uomo che non conosce il Signore,
e la verità di Dio che muore per lui che lo rinnega.

Pietro, un pescatore con le mani callose, che pesca spogliato,
con i muscoli al vento tutta la notte, e poi all'alba torna a gettare le reti;
un uomo duro, che piange. Senza vergogna piange.

Solo i grandi uomini riescono a riconoscere le proprie colpe
e a chiedere perdono, con le lacrime agli occhi!

Tu mi vuoi bene? - Sì!
Ma... tu mi vuoi bene? - Sì, certo!
Tu... mi vuoi bene?...
Signore, tu lo sai, non io,
tu sai che pur tra incertezze e contraddizioni,
nonostante i miei peccati, io ti voglio bene!

Se me lo avessi chiesto una volta soltanto,
ti avrei risposto con la prontezza dell'entusiasmo,
ma visto che per tre volte mi hai posto la stessa domanda
ho capito che non ti accontenti di una risposta qualsiasi,
magari di convenienza,
ne vuoi una più profonda e consapevole,
una risposta capace di riconoscere il limite,
e orientare la vita.

Il Signore non si sceglie i "suoi" tra i santi
ma tra coloro che sanno amare.
Non tra coloro che non hanno mai sbagliato,
ma tra quanti hanno avuto la forza di confidare in lui
e nel suo perdono per rialzarsi.


RISONANZA DELLA PAROLA


Resp.: Misericordias Domini, in aeternum cantabo

 

GIOVANNI: "ECCO TUA MADRE"

G. Gesù aveva preso con sé Giovanni per mostrargli la luce del Tabor, lo aveva voluto accanto per condividere la profonda comunione nell'ultima cena ed ora non ha timore di portare con sé il discepolo che ama nella notte del dolore. In lui noi vediamo il vero discepolo che per amore segue il suo Signore e prende con sé ogni suo dono fino alla croce, perché mai nulla possa separarlo da Lui.

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 19, 25-27)
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

(Viene portata all'altare un'immagine della Madonna)


SILENZIO


Canto: Chi ci separerà
Chi ci separerà dal suo amore
la tribolazione, forse la spada?
Né morte o vita ci separerà
dall'amore in Cristo Signore.

Chi ci separerà dalla sua pace,
la persecuzione, forse il dolore?
Nessun potere ci separerà
da Colui che è morto per noi.

Chi ci separerà dalla sua gioia,
chi potrà strapparci il suo perdono?
Nessuno al mondo ci allontanerà
dalla vita in Cristo Signore.


PREGHIERA
Perché fosse ben chiaro a Giovanni che la tua croce, Signore
non indicava il fine di tutto,
della tua esistenza e della sua avventura come discepolo,
l'hai affidato a tua Madre.
Giovanni si è ritrovato così tra le braccia materne di Maria,
come un giorno furono le braccia di sua madre
ad accoglierlo quando venne al mondo.
Giovanni in quel momento è rinato!

Ma tu, Signore, con ciò non gli hai voluto dare un premio di consolazione,
per essere stato tra i pochi ad accompagnarti fino alla croce.
Non una consolazione, ma un impegnativo programma di vita,
perché la morte non devastasse tutto ciò
che tu avevi seminato nell'animo del discepolo "che tu amavi".

E tu, Giovanni, hai accolto Maria
tra le realtà più importanti della tua vita.
Chissà quante volte, in passato,
il tuo sguardo si è posato sul suo volto
per cercare di leggervi i suoi sentimenti più reconditi.
Ma da quel giorno in poi
non hai più smesso di guardarla con occhi nuovi.
Ti sembrava che ogni episodio della sua vita
fosse come una pagina da leggere e "imparare a memoria"
per essere veramente discepoli del suo Figlio.

Da lei hai imparato ad avere una fede
che accoglie senza esitazione la Parola,
la gioia del servizio umile e generoso,
il canto della gratitudine e della riconoscenza,
la meditazione di una Parola che non sempre si riesce subito ad afferrare,
l'atteggiamento adorante di chi si sente avvolta da un mistero
che lo supera infinitamente,
lo sguardo caritatevole di chi sa intuire i bisogni dei fratelli
e interviene con discrezione e prontezza,
la ricerca affannosa del suo Signore,
la sequela fedele e attenta del suo Maestro,
l'abbandono filiale alla volontà del Padre,
la gioia di ritrovarsi insieme ai discepoli per invocare il dono dello Spirito.


G. L'invito che il Signore ci ha rivolto "Restate qui e vegliate con me", si fa ora contemplazione personale. Con Maria restiamo e vegliamo presentando a Dio Padre ogni "notte" che il nostro mondo contemporaneo sta vivendo, con la certezza che il Signore è qui con noi.


Canto: E sei rimasto qui
Perché la sete d'infinito?
perché la fame d'immortalità?
Sei tu che hai messo dentro l'uomo
il desiderio dell'eternità!
Ma tu sapevi che quel vuoto
lo colmavi tu,
per questo sei venuto in mezzo a noi.

E sei rimasto qui, visibile mistero.
E sei rimasto qui
cuore del mondo intero.
E rimarrai con noi
finché questo universo girerà,
salvezza dell'umanità.

Si apre il cielo del futuro,
il muro della morte ormai non c'è
Tu, pane vivo, ci fai uno:
richiamo tutti i figli attorno a Te.
E doni il tuo Spirito
che lascia dentro noi
il germe della Sua immortalità

E sei rimasto qui, visibile mistero...
Presenza vera nel mistero,
ma più reale di ogni realtà,
da Te ogni cosa prende vita
e tutto il giorno a Te ritornerà.
Varcando l'infinito,
tutti troveremo in Te
un sole immenso di felicità
Noi, trasformati in Te,
saremo il seme che
farà fiorire l'universo nella Trinità.
Noi, trasformati in Te,
saremo il seme che
farà fiorire tutto l'universo
insieme a te
E sei rimasto qui, visibile mistero...
finché questo universo girerà, ieri, oggi e sempre
salvezza dell'umanità

 
 
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