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Comunione

 

Vivere la carità

 «Eccoti altre indicazioni: così concrete da sembrare quasi ovvie, ma veramente importanti. Queste ti renderanno meno difficile vivere la carità.

*    Essere sinceri: evitare ogni doppiezza nel linguaggio e nel comportamento.
*    Essere leali: mantenere sempre la parola data.
*    Essere aperti e confidenti: far dono all’altro della propria interiorità.
*    Essere segreti: non manipolare l’intimità altrui e non deludere la fiducia di chi ci apre il cuore.
*    Evitare il pettegolezzo: non pugnalare mai una persona alla schiena.
*    Accettare l’altro: come persona, e come figlio di Dio, ognuno è accettabile e amabile.
*    Adattarsi all’altro: ognuno ha diritto di essere accolto così com’è.
*    Essere inflessibili soltanto nelle cose essenziali: nelle cose secondarie essere elastici.
*    Essere recettivi: cioè capaci di accogliere l’altro e il dono dell’altro.
*    Essere “autocontrollati”: questo controllo deve estendersi alle parole, alle azioni, alle reazioni...
*    Essere magnanimi: evitare ogni piccineria.
*    Formarsi al rispetto della personalità, della originalità, della libertà altrui.
*    Non chiudersi in se stessi dopo una delusione.
*    Avere fiducia nell’altro.
*    Superare le antipatie.
*    Evitare le prevenzioni.
*    Essere misericordiosi.
*    Essere comprensivi cercando di mettersi nei panni dell’altro.
*    Preferire sempre l’ultimo posto.
*    Evitare la gelosia.
*    Essere semplici.
*    Avere capacità di ascolto.
*    Vivere nella gioia ed essere seminatori di gioia.
 
Come vedi, ho cercato di riassumere tanti insegnamenti, tanti consigli, tanti inviti che, ti possono aiutare a vivere la carità.
Concludo ora questa riflessione sulla carità con un ultimo consiglio: non lasciarti «catturare» dalla mentalità efficientistica che caratterizza un certo tipo di cultura mondana.
Perché ti dico questo? Te lo dico perché la mentalità efficientistica emargina i deboli, gli ammalati, gli anziani; essi, infatti, non «producono» più nella stessa misura dei cosiddetti «forti», «sani» e «giovani».

 
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