
Il popolo d’Israele ricorda il coraggio di una madre giudea, che al tempo della persecuzione degli ebrei da parte del re Antioco IV Epifane affrontò il martirio insieme ai sette figli. Ad ognuno di loro nel momento della lotta dava il coraggio della fedeltà a Dio. In questa figura scorgiamo una somiglianza con l’atteggiamento di Maria, che forte stava ai piedi della Croce del Figlio, soffriva con Lui ed era per Lui sostegno.

Nel secondo secolo avanti Cristo, la Palestina fu occupata dai re greci. Uno di loro, Antioco Epifane, condusse una forte politica di ellenizzazione del Regno. (1 Mac 1,41). Si comandò dunque agli ebrei di comportarsi secondo i costumi stranieri e di allontanarsi dalla legge di Mosè. Iniziò così un tempo di orribile persecuzione per coloro che fedeli ai comandamenti di Dio si rifiutavano di obbedire all’ordine del re.
In questo terribile tempo viveva una donna timorata di Dio di origine ebrea. Aveva sette figli. Tutta la famiglia fu fatta prigioniera. Per spezzare la loro fede tutti erano torturati. Furono costretti dal re a cibarsi di carni suine proibite. Ma la famiglia resisteva forte nella fede dei padri, dando gloria al Dio d’Israele. Il re irritato comandò di torturare, martoriare e gettare ancora vivi nel fuoco, i giovani uno dopo l’altro, davanti agli occhi della madre. Ecco come la Scrittura descrive l’atteggiamento di questa madre che guarda la morte di ogni figlio.
Con le stesse parole incoraggiava l’ultimo, il più giovane dei figli a perseverare nella fede dei padri, contro il comando dell’empio re. Così il figlio più giovane . Dopo lui anche la madre incontrò la morte (cfr. 2 Mac 7,40-41).
La Madre ai piedi della Croce
Il racconto di questa forte donna giudea richiama al nostro pensiero a Maria che sopporta il martirio del Figlio. Dei quattro evangelisti solo San Giovanni ci ha lasciato una breve descrizione: . (Gv 15, 25-27).
Come è facile osservare, nessuna parola uscì dalla bocca di Maria. In silenzio rimaneva ai piedi della croce. Che cosa pensava in quel tempo? Che cosa ha potuto dire al figlio nell’ora della prova? Quale consiglio gli abbia potuto dare, quando egli appeso alla Croce, gridò: <Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?>. (cfr. Mc 15,34)

Il racconto della madre che assiste al martirio dei sette figli ci può aiutare a guardare l’animo di Maria ai piedi della croce. Come figlia del suo popolo Maria ereditò l’eroismo e la forza nella difesa della legge di Dio. Possiamo supporre che , nel suo cuore incoraggiava il figlio alla fedeltà a Dio fino alla morte. Forse le parole di incoraggiamento della madre a ognuno dei sette figli, riportate nell’Antico Testamento, riempivano il silenzio di Maria, che riponeva la speranza in Dio. Forse lei si rivolgeva a Gesù con le seguenti parole:< Non so in quale modo sei apparso nel mio grembo, né io ti ho dato il respiro e la vita, non ho formato io le tue membra. Il Creatore del mondo, che ha formato l’uomo e ha stabilito l’inizio di ogni cosa, nella sua misericordia ti darà di nuovo il respiro e la vita, perché hai disprezzato te stesso, a causa della sua legge>. Possiamo supporre che Maria, nell’ora della morte del Figlio, gli raccontasse del suo miracoloso concepimento per rafforzare la fede di Gesù agonizzante e la fiducia nel suo piano di salvezza.
Maria, però, contrariamente alla madre dell’Antico Testamento, non ha subito la morte insieme al Figlio. Tuttavia, i supplizi del cuore, che ha vissuto ai piedi della croce di Gesù agonizzante, furono molto più grandi delle sofferenze corporee dell’agonia. Maria però resisteva forte nella fede. Grazie alla sua presenza e perseveranza fu per il Figlio un sostegno nel momento della più terribile prova. Ai piedi della Croce non fu solo la Madre dolorosa, ma soprattutto la Madre forte.
Sintetizzando, è importante sottolineare che Maria è la Madre di tutti i martiri di Cristo. Aiuta tutti coloro, che vogliono essere fedeli a Dio, fino all’offerta della propria vita.
(Tradotto dal polacco“Cavaliere dell’Immacolata”, novembre 2009)